Arte & Cultura · 5 min di lettura

Castello di Gorizia, dalla rocca dei conti al Museo del Medioevo Goriziano

Il castello di Gorizia, fortezza dei conti dell'XI secolo restaurata da Ferdinando Forlati fra il 1934 e il 1937, con la Corte dei Lanzi e il suo museo.

Castello di Gorizia con mura merlate e leone alato sul portale, parco autunnale e città ai piedi del colle
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Il castello di Gorizia sorge sul colle che domina la città ed è una fortificazione nata nell'XI secolo, per secoli residenza dei conti che governavano la contea. Semidistrutto durante la Prima guerra mondiale e ricostruito negli anni Trenta, ospita il Museo del Medioevo Goriziano.

Il colle e il Borgo Castello

In sloveno si chiama Goriški grad, in friulano cjastiel di Gurize. La sommità su cui poggia sta a 155 metri sul livello del mare, chiusa dalle mura dell'antico borgo: è la «terra superiore» delle fonti medievali, dove si amministrava la giustizia e si sbrigavano gli affari della contea. Sulle pendici attorno alla fortezza si stende un parco pubblico.

La soglia del borgo è la Porta Leopoldina: Gorizia la innalzò nel 1660, quando l'imperatore Leopoldo d'Asburgo giunse in visita. Lungo la salita si incontra la chiesetta di Santo Spirito, del Quattrocento, con gli stemmi delle famiglie nobili del territorio sulla facciata. Dal cammino di ronda, il percorso di guardia in cima alle mura, lo sguardo abbraccia il centro storico e la campagna circostante.

Corte dei Lanzi e i tre palazzi

Il cuore del complesso è la Corte dei Lanzi, il cortile interno, dove affiorano le fondamenta dell'alta torre centrale. Attorno al cortile si affacciano tre edifici di epoche diverse.

Il più antico è il Palazzetto dei Conti, del Duecento, riconoscibile dalle bifore incorniciate di marmo rosa. Nella seconda metà del Quattrocento si aggiunse il Palazzo degli Stati Provinciali, il maggiore ampliamento del castello, costruito per le riunioni del piccolo parlamento goriziano. Fra il Cinquecento e il Seicento il Palazzetto Veneto venne a saldare i due corpi principali.

Dai conti di Gorizia a Venezia

Il nome della città compare nel 1001, nell'atto con cui l'imperatore Ottone III assegnò metà di queste terre a Giovanni II, patriarca di Aquileia, e l'altra metà al conte Verihen del Friuli. Il documento parla della «villa quae Sclavorum lingua vocatur Goriza»: nella lingua degli Slavi la parola indicava la collina, allora coperta di viti, da cui l'abitato prese il nome.

Con ogni probabilità un terrapieno, un fossato e una palizzata precedettero il mastio di pietra, la torre principale innalzata nell'XI secolo. Nel Duecento vi si aggiunsero un palazzo signorile e un edificio di due piani; fuori dalla palizzata cresceva un borgo cinto a sua volta da difese, dove gli abitanti erano obbligati a costruire in muratura e a difendere il castello in caso di attacco. Il sigillo che Alberto II concesse alla città nel 1307, pur molto stilizzato, mostra la torre. Verso il 1350 la fortezza doveva somigliare al castello di Bruck presso Lienz, nel Tirolo, nei cui pressi i conti fissarono in seguito la loro residenza principale; il loro dominio si estendeva dal Tirolo all'Istria.

Leonardo, l'ultimo conte, morì nel 1500, e feudo e castello passarono a Massimiliano I d'Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero. Nel 1508 la Repubblica di Venezia, che rivendicava la successione della contea, conquistò la fortezza e la adattò alla guerra con le armi da fuoco: fra le modifiche cadde il mastio dell'XI secolo, troppo esposto alle artiglierie. I veneziani tennero Gorizia per tredici mesi, fino al giugno del 1509.

Caserma, bastioni e il restauro di Forlati

Nel Seicento il castello servì da carcere e da caserma e smarrì l'aspetto medievale: sul lato nord e nord-ovest sorsero bastioni e torri per le polveri. All'inizio del Settecento si eresse un nuovo bastione e si alzò il lungo muraglione verso Castagnevizza. Altre opere difensive furono dirette da Edmond Halley, matematico e astronomo, scopritore della cometa che porta il suo nome.

Durante il fronte dell'Isonzo i bombardamenti della Prima guerra mondiale lo ridussero quasi in macerie. Nel 1919, quando Gorizia passò all'Italia, sopra il portale fu collocato un leone di San Marco in pietra: scolpito nel Cinquecento, non era mai stato messo in opera a causa della breve dominazione veneziana.

Fra il 1934 e il 1937 l'architetto Ferdinando Forlati condusse un restauro con il genio militare e la Soprintendenza alle Belle Arti di Trieste. Si scelse un aspetto medievale, rinunciando all'intonaco bianco che l'edificio aveva assunto nel Rinascimento, e si restituirono la pianta pentagonale e l'impianto del Cinquecento. Nello stesso cantiere anche la chiesetta di Santo Spirito perse il suo carattere gotico. Dal 1981 al 2006 le sale accolsero il Premio Sergio Amidei, dedicato alla migliore sceneggiatura cinematografica.

Le sale del Museo del Medioevo Goriziano

Il Museo del Medioevo Goriziano racconta il castello come dimora dei conti, dalle origini della città al Settecento. Al pianterreno una piccola sala da pranzo e la cucina sono arredate con tavoli e credenze d'epoca, completi di stoviglie del tardo Medioevo; nella sala dei Cavalieri sono esposte le armi in uso nella contea fra l'XI e il XVI secolo. Accanto ai mobili d'epoca, il percorso mostra riproduzioni di armi bianche datate dal 1271 al 1500 e macchine d'assedio in scala 1:1.

Al piano nobile si trovano la sala del Conte e il Salone degli Stati Provinciali, l'ambiente più scenografico, con il soffitto a cassettoni e un ballatoio di legno. Nella sala della Musica sono raccolte riproduzioni fedeli di strumenti medievali, e l'esposizione permanente «Theatrum Instrumentorum» prosegue in altre sale fino agli strumenti del primo Barocco.

Al secondo piano del Palazzetto dei Conti, la cappella palatina di San Bartolomeo custodisce tele di scuola veneta. Nel vicino «Granaio», la sala didattica del museo, plastici e pannelli mostrano la massima estensione della contea, la crescita della città e l'assedio che le truppe del patriarca Bertrando posero a Gorizia nel 1340.

Domande frequenti

Come si raggiunge a piedi il castello di Gorizia?

Da piazza della Vittoria bastano meno di 10 minuti di salita per arrivare al Borgo Castello.

L'ingresso al castello di Gorizia è gratuito?

No, la visita del castello e del suo museo è a pagamento.

Come arrivare

In treno si scende alla stazione di Gorizia Centrale: da lì al Castello di Gorizia sono 2,5 km, 4 minuti in auto.

Dall'autostrada conviene uscire ad Autoporto, poi 5,4 km di strada e 8 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al Castello di Gorizia.

Info utili

Dove si trova
Gorizia (GO)
Coordinate
45,94430 N, 13,62784 E (Castello di Gorizia) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

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