Il castello di Udine, in friulano cjistiel di Udin, è il palazzo del Cinquecento che fu residenza dei governatori veneziani del Friuli, in cima al colle del centro cittadino, a 138 metri sul livello del mare. Le sue sale accolgono i Civici Musei, e il rilievo che lo sostiene fu costruito dall'uomo in epoca preistorica.
Il colle artificiale di Udine
Il colle si alza isolato in mezzo alla pianura friulana, e dal piazzale lo sguardo arriva alle Alpi Carniche. Per secoli lo si attribuì all'accumulo di detriti; nel 2022 uno studio coordinato da Alessandro Fontana, docente del Dipartimento di Geoscienze dell'Università di Padova, e pubblicato sulla rivista Scientific Reports ha dimostrato che venne innalzato nell'età del Bronzo, fra 3.500 e 3.000 anni fa.
Le indagini partirono quando il Comune propose di costruire due ascensori fra il centro e il castello. I carotaggi, cioè i prelievi di terreno in profondità, trovarono ghiaie e argille ammucchiate senza l'ordine dei depositi naturali, scavate in gran parte nella zona dove si apre piazza I Maggio. Con oltre 400.000 metri cubi, il colle supera il tumulo inglese di Silbury e sarebbe il più grande rilievo artificiale d'Europa; il motivo di un'opera simile resta sconosciuto.
Sul piazzale del castello
Attorno allo spiazzo sommitale stanno altri edifici antichi: la chiesa romanica di Santa Maria di Castello, la Casa della Confraternita e la Casa della Contadinanza, dove un tempo si riuniva un consiglio dei contadini friulani. Sul campanile della chiesa un angelo dorato gira col vento e ne indica la direzione.
Sul tetto del palazzo spicca la torretta del «guardiafogo». Da lassù, per secoli, le sentinelle sorvegliarono i tetti di Udine per dare l'allarme quando scoppiava un incendio.
Dai patriarchi di Aquileia a Venezia
La prima costruzione documentata sul colle risale al 983: quell'anno l'imperatore Ottone II donò il castrum di Udine, cioè la fortificazione militare, al patriarca di Aquileia Rodoaldo. In origine il complesso era formato da una casa-torre e da un mastio. Nel Duecento, divenuto la residenza abituale dei patriarchi, fu ampliato con un palazzo più spazioso, una chiesa e un campanile, chiusi da una doppia cerchia di mura.
Nel 1420 la città cedette ai Veneziani dopo un lungo assedio, e il castello passò al luogotenente, il governatore che la Repubblica di Venezia mandava in Friuli. La vecchia fortezza patriarcale fu rovinata dal terremoto del 1511.
Giovanni Fontana e il cantiere del 1517
Il nuovo edificio fu avviato il 2 aprile 1517 su disegno dell'architetto Giovanni Fontana, incaricato di dare al castello la forma di una dimora di rappresentanza. Il cantiere durò oltre cinquant'anni. Nell'ultima fase subentrò Giovanni da Udine, allievo di Raffaello, che curò le finiture esterne; dopo la sua morte il lavoro passò a Francesco Floreani.
Il palazzo ospitava le autorità civili del Friuli e serviva alla Serenissima come luogo di rappresentanza.
Salone del Parlamento della Patria del Friuli
Al piano nobile si apre il Salone del Parlamento, lungo 26 metri, largo 13 e alto 10. Dal piazzale vi si sale per la scala in pietra d'Istria disegnata da Giovanni da Udine. Terminato nel 1566, il salone accolse le sedute del Parlamento della Patria del Friuli, assemblea che le fonti contano fra i primi parlamenti del mondo e che vi si riunì fino all'occupazione napoleonica del 1797.
Giovanni da Udine avviò la decorazione, e dalla metà del Cinquecento al Settecento la proseguirono Pomponio Amalteo, Gian Battista Grassi, Floreani, Secante, Brugno, de Rubeis e Giambattista Tiepolo. Sulle pareti e sul soffitto scorrono la storia di Roma, l'assedio di Massimino il Trace ad Aquileia, città di cui Udine si vanta erede, la battaglia di Lepanto e il trionfo di Venezia: un ciclo che lega l'antichità romana al potere della Serenissima. Il soffitto di legno è ornato da cornici dorate e da dipinti.
Caserma e musei dopo il 1797
Caduta la Repubblica di Venezia, il castello fu adattato a caserma, a uffici e a forte, col nome di San Biagio. Nel 1906, quarantesimo anniversario della terza guerra d'indipendenza, vi fu trasferito il museo cittadino, nato nel 1827 da una donazione di monete e inaugurato nel 1866. Dopo i terremoti del 1976 l'edificio venne svuotato del tutto e sottoposto a grandi lavori di consolidamento e restauro.
Il Museo archeologico occupa le sale del pianoterra nell'ala est, coi reperti raccolti fra Ottocento e Novecento da nobili ed eruditi friulani come Giulio Andrea Pirona e Valentino Ostermann. Il lascito di Toppo, del 1873, portò i corredi di una necropoli di Aquileia scavata per il conte Francesco di Toppo, con un centinaio di ambre; l'orefice udinese Torrelazzi donò invece alcune centinaia di gemme incise d'età classica e neoclassica.
La Galleria d'Arte Antica ripercorre l'arte sacra e civile di Udine dal primo Trecento alla metà dell'Ottocento. Fra le opere spiccano due tele di Tiepolo, La virtù e la nobiltà che sconfiggono l'ignoranza e Consilium in arena, accanto al Cristo e gli strumenti della Passione dipinto da Vittore Carpaccio e a L'ultima cena firmata da Amalteo. Completano il percorso il Museo del Risorgimento, la Galleria dei disegni e delle stampe e il Museo friulano della fotografia, con oltre 150.000 immagini.
Domande frequenti
Come si sale al castello di Udine?
Il castello si affaccia su piazzale Patria del Friuli, sopra piazza Libertà. Dal centro storico ci si arriva a piedi passando per l'Arco Bollani, porta d'accesso al colle, oppure con l'ascensore pubblico.
La visita al castello di Udine è a pagamento?
Sì, per entrare nei Civici Musei del castello serve un biglietto.
Che cosa racconta la leggenda di Attila sul colle del castello di Udine?
Si narra che nel 452, dopo il sacco di Aquileia, Attila avesse fatto riempire di terra gli elmi dei suoi soldati per alzare un'altura da cui godersi la città in fiamme.
