Arte & Cultura · 5 min di lettura

Museo di Archeologia Subacquea di Grado, la nave romana Iulia Felix e il suo carico

Il Museo di Archeologia Subacquea di Grado, sul lungomare Nazario Sauro, espone lo scafo ricomposto della Iulia Felix e le anfore del suo carico di pesce.

Scafo di nave romana in legno su centine d'acciaio, parete di anfore e vetrate sul porto di Grado
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Il Museo di Archeologia Subacquea di Grado, il cui nome ufficiale è Museo nazionale di archeologia subacquea dell'Alto Adriatico, sorge sul lungomare della cittadina in provincia di Gorizia e fu inaugurato il 18 dicembre 2025. Il suo cuore è la Iulia Felix, nave mercantile romana del II secolo d.C., ricostruita insieme alle anfore che trasportava.

Il ritrovamento della Iulia Felix

Tutto cominciò nel 1986, quando Agostino Formentin, pescatore di Marano Lagunare, scorse alcuni frammenti di anfore sul fondale fra Grado e Marano e avvisò gli archeologi della zona. Le immersioni che seguirono individuarono un relitto romano a circa 6 miglia dalla costa gradese, fra 15 e 16 metri di profondità, che i sedimenti marini avevano protetto quasi intatto. Lo scafo misurava circa 18 metri in lunghezza e fra 5 e 6 in larghezza: era una nave oneraria, cioè da trasporto merci.

Gli scavi cominciarono nel 1987 sotto la direzione di Paola Lopreato, per la Soprintendenza, sostenuti dal Comune gradese e dagli uffici ministeriali centrali, e proseguirono per molte campagne con archeologi subacquei professionisti. Il carico fu portato in superficie nel 1995. Il legno dello scafo venne invece sollevato poco alla volta, fra ostacoli tecnici e difficoltà nel consolidare i materiali organici, fino alla chiusura dei recuperi nel 1999.

Dalla scuola Scaramuzza al museo nazionale

La scoperta fece nascere a Grado l'idea di un museo per i reperti del mare. Nel 1992 un accordo fra Ministero e Comune assegnò allo Stato, senza canone, la ex scuola Scaramuzza affacciata sul lungomare Nazario Sauro: il comodato dura 99 anni e si può rinnovare per altrettanti. Lì sorse la nuova costruzione. Inaugurato ma mai aperto al pubblico, l'edificio rimase poi per molti anni in abbandono, mentre i resti della nave giacevano frammentati nei suoi depositi.

Il progetto ripartì nel 2020, quando il dialogo fra il Ministero e il Comune si ricompose. Il direttore generale Musei Massimo Osanna e Andreina Contessa, allora a capo dei Musei nazionali del Friuli Venezia Giulia, nominarono un comitato scientifico con Barbara Davidde, Andrea Camilli, Rita Auriemma e Marta Novello, direttrice del Museo archeologico nazionale di Aquileia. A Novello, insieme a Elena Braidotti, andò la direzione scientifica.

I lavori, pagati per intero dal Ministero della cultura, si divisero in due lotti: prima il risanamento edilizio e degli impianti, diretto dall'architetto Massimiliano Rizzitelli, poi l'allestimento progettato dall'architetto Rita Rufo, con Francesca Condò responsabile unico del progetto. Con l'apertura il museo entrò nel Sistema Museale Nazionale.

Il percorso fra Grado e Aquileia

L'esposizione occupa i due piani dell'edificio. Al pianterreno, il grande atrio d'ingresso si raggiunge sia dal lungomare sia dal centro: il passaggio che lo attraversa fino alla passeggiata panoramica è stato riaperto, come prevedeva già il progetto originario.

Il percorso principale si snoda al primo piano, in ampie sale affacciate sul mare. Le sezioni introduttive raccolgono ritrovamenti dei fondali e della laguna, fra cui alcuni pezzi dei relitti scoperti al largo di Grado, esposti per la prima volta grazie alla Soprintendenza ABAP del Friuli Venezia Giulia. Alcuni reperti delle raccolte del Museo archeologico nazionale di Aquileia raccontano invece la rete di strutture e insediamenti che occupava il territorio fra Aquileia e l'antica linea di costa. In età romana il grande sistema portuale aquileiese era il centro dei traffici dell'Alto Adriatico, e da quel porto la Iulia Felix era in transito quando affondò.

Lo scafo della Iulia Felix ricomposto

Prima del rimontaggio il legno fu rilevato, analizzato nel suo stato di conservazione e consolidato. Il punto di partenza fu la ricostruzione virtuale in 3D elaborata da un'équipe dell'Università Ca' Foscari di Venezia, che servì a disegnare il sostegno: una serie di ordinate d'acciaio, cioè sagome che riproducono il profilo delle sezioni trasversali della nave.

Su queste costole metalliche una squadra di archeologi navali e restauratori, composta da Dario Gaddi, Carlo Beltrame, Elisa Costa, Charlotte Montanaro, Simone Morbin, Matilde Claut ed Eleonora Scafuri, ha ricollocato a uno a uno i frammenti superstiti. Il progetto, seguito da Massimo Capulli dell'Università di Udine, dovette adattarsi ai volumi esistenti delle sale. Il supporto regge i resti delicati dello scafo e restituisce a chi guarda le dimensioni originali dell'imbarcazione.

Anfore, garum e vita di bordo

Nella prima metà del II secolo d.C. la nave portava derivati del pesce lavorati nel territorio di Aquileia. Le circa 600 anfore, giunte da tutto il Mediterraneo, contenevano salse di pesce, il garum, e pesce sotto sale; accanto stava una botte colma di vetri rotti destinati al riciclo. Attorno al relitto sono esposti i resti di pesce trovati in alcune anfore e migliaia di frammenti di quel vetro.

Sulla parete di fondo, vicino allo scafo, la sezione longitudinale del carico è riprodotta in scala 1:1 e accoglie un'ampia scelta di anfore disposte come nella stiva. Teche di metallo e vetro mostrano gli strumenti per il governo della nave, l'armamento e gli oggetti dell'equipaggio: brocche, piatti, contrappesi di bilancia, attrezzi da pesca e piccoli manufatti.

Domande frequenti

Perché la nave del Museo di Archeologia Subacquea di Grado si chiama Iulia Felix?

Il nome le fu dato al momento della scoperta in onore del Friuli Venezia Giulia, la regione nelle cui acque era stato trovato il relitto.

L'ingresso al Museo di Archeologia Subacquea di Grado è a pagamento?

Sì, la visita richiede un biglietto, con le riduzioni e le gratuità previste per tutti i musei statali.

Come arrivare

La stazione ferroviaria più vicina è Cervignano - Aquileia - Grado, a 18,1 km di strada (21 minuti in auto).

Per chi viaggia in autostrada l'uscita più vicina è Redipuglia: restano 25,5 km, 27 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al Museo nazionale di archeologia subacquea dell'Alto Adriatico.

Info utili

Dove si trova
Grado (GO)
Coordinate
45,67765 N, 13,38230 E (Museo nazionale di archeologia subacquea dell'Alto Adriatico) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

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