Il Palazzo del Lloyd Triestino chiude sul lato del mare piazza dell'Unità d'Italia, a Trieste: lo progettò il viennese Heinrich von Ferstel per la maggiore compagnia di navigazione dell'Austria-Ungheria, e fu costruito fra il 1880 e il 1883. Venduto dalla compagnia, è la sede della presidenza della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia.
Piazza Unità e la facciata del Lloyd
L'ingresso principale guarda la piazza, ma l'edificio ha fronti anche su via dell'Orologio, sulla riva del Mandracchio e su via del Mercato Vecchio. Per chi sta di fronte al palazzo del Municipio, è l'ultimo della fila di destra, quello affacciato sull'acqua. Fino al 1919 un piccolo giardino lo divideva dal palazzo del Governo, proprio dove si apriva un tempo il porto del Mandracchio. Lo stile è eclettico, e Ferstel vi diede una delle sue letture più riuscite del Rinascimento italiano: il palazzo doveva essere il «simbolo della signoria triestina sul mare».
Al centro del fastigio, cioè il coronamento della facciata, l'insegna con la scritta «Lloyd Triestino» è sovrastata da due Vittorie alate. Quella di sinistra alza un ramo di quercia, segno della forza, accanto a un giovane che rappresenta il lavoro; quella di destra solleva una corona d'alloro, emblema della gloria, e le siede vicino un giovane in barca, figura del mare. Sul parapetto si allineano, da sinistra, quattro divinità: Eolo, signore dei venti; Mercurio, protettore dei traffici; Vulcano, che governa il fuoco della terra; infine Nettuno, sovrano delle acque marine.
Teti, Venere e il fronte sul mare
Alle due estremità della facciata sulla piazza, dentro nicchie absidate, cioè chiuse da un incavo semicircolare, stanno due fontane con statue femminili. A sinistra Teti, opera di Josef Pokorny, custodisce l'acqua dolce; a destra Venere, che sorge da una conchiglia, scolpita da Hugo Haerdtl, veglia sull'acqua di mare. In origine le due vasche rispettavano davvero quei simboli: da Teti sgorgava acqua dolce, mentre in quella di Venere una pompa faceva salire acqua di mare.
Verso il mare il fronte avanza al centro con un corpo sporgente, scandito da quattro colonne di ordine gigante, alte cioè più piani, e sormontato da due statue: Leucotea, dea protettrice dei marinai, e Urania, patrona della poesia astronomica. Tutti i gruppi scultorei esterni nacquero dai disegni dei due artisti viennesi, e a lavorarli fu la Società degli operai di Trieste, che usò la pietra istriana di Grisignana.
Dal fondo della Pescheria al cantiere di Ferstel
La compagnia nacque a Trieste nel 1833, quando 19 fra compagnie di assicurazione marittima e banche, insieme a 127 azionisti privati, diedero vita a un ufficio che raccoglieva notizie sui mercati e sui traffici per mare. Nel 1836 vi si aggiunse il ramo della navigazione a vapore, che divenne presto l'attività principale: per questo molte fonti indicano quell'anno come data di fondazione. Dopo il compromesso del 1867 fra Austria e Ungheria, nel 1872 la società dovette prendere il nome di Lloyd Austro-Ungarico. La sua prima sede fu in piazza Tommaseo, la seconda in piazza della Borsa.
Nel 1878 cominciò la ricerca di un'area per il nuovo palazzo. Due anni più tardi il Lloyd acquistò il fondo della Pescheria, il terreno ricavato interrando il vecchio squero di San Nicolò, cioè il cantiere delle barche, e usato per un periodo come piazzale del mercato. Al concorso bandito nel 1880 architetti di Vienna e di Trieste presentarono sette progetti, ma nessuno rispondeva alle richieste del Consiglio del Lloyd, che affidò l'opera al consigliere superiore edile Heinrich von Ferstel. A Vienna l'architetto aveva firmato la Chiesa Votiva, l'università e il palazzo del Museo Austriaco dell'Arte e dell'Industria.
Il suolo di riporto era melmoso, e Ferstel scelse fondamenta larghe e poco profonde; per la stessa ragione fu sconsigliata la torre prevista in origine sul lato del mare. La prima pietra fu posata il 6 dicembre 1880, e la costruzione terminò nel 1883.
Il Lloyd Triestino e la Regione
Finita la prima guerra mondiale, la compagnia passò in mani italiane e assunse il nome di Lloyd Triestino. Negli anni Trenta l'insegna con la nuova denominazione prese sul fastigio il posto del grande stemma del Lloyd Austro-Ungarico. L'edificio conobbe nel tempo diverse ristrutturazioni.
Nel 1986 la compagnia costruì il suo nuovo quartier generale nell'area della vecchia fabbrica di macchine di Sant'Andrea e cedette il palazzo all'amministrazione regionale, che dal 1991 vi tiene la sede della giunta regionale. Il Lloyd Triestino passò nel 1998 al gruppo taiwanese Evergreen Marine e nel 2006 cambiò nome in Italia Marittima.
Lo scalone e il salone delle feste
Al pianterreno due ampi corridoi attraversano l'edificio e collegano i quattro ingressi aperti al centro delle facciate, fra file di colonne in marmo veronese. Nell'atrio dell'ingresso principale due grandi sculture di marmo raffigurano l'Intelligenza, firmata da Ivan Rendic, e il Lavoro, firmato da Francesco Pezzicar. Al primo piano sale lo scalone monumentale in pietra del Carso, con colonne e pilastri di marmo rosso di Verona e i candelabri di Albert Milde.
Il piano superiore è occupato in gran parte dal salone delle sedute e delle feste, in stile asburgico. Dal soffitto a cassettoni con dorature pendono due lampadari di Murano, e alle pareti spiccano i grandi ritratti dell'imperatore Francesco Giuseppe e della moglie Elisabetta, nota come Sissi. Gli stucchi delle pareti e dei soffitti di sale e saloni sono del triestino A. Pelolli.
Fra le altre opere del palazzo figurano i ritratti del re Vittorio Emanuele III e della regina Elena dipinti da Giuseppe Barison, due tele dedicate all'Industria e al Commercio, un ritratto maschile di Umberto Veruda e un bronzo di Giovanni Mayer, allegoria del raccolto e della fertilità.
Domande frequenti
Da dove viene il nome «Lloyd» del Palazzo del Lloyd Triestino?
Viene dalla compagnia che lo fece costruire: i suoi fondatori triestini la modellarono sul Lloyd's di Londra.
Dove si vedono le collezioni della compagnia del Palazzo del Lloyd Triestino?
Le raccolte storiche del Lloyd sono esposte nel Museo del Mare di Trieste, nel Magazzino 26 del Porto Vecchio. Dipinti, modelli di navi, stampe, oggetti e fotografie d'epoca vi raccontano in ordine cronologico le vicende della società.
