Arte & Cultura · 4 min di lettura

Palazzo della Luogotenenza austriaca a Trieste, la facciata di mosaici sulla piazza dell'Unità

Il palazzo della Luogotenenza austriaca a Trieste, sede della Prefettura progettata da Emil Artmann, con mosaici in vetro di Murano e la loggia sulla piazza.

Il Palazzo della Luogotenenza a Trieste, base di pietra bianca, mosaici dorati e putti sulla balaustra
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Il palazzo della Luogotenenza austriaca è uno dei maggiori edifici lasciati dal dominio asburgico a Trieste, con l'ingresso su piazza dell'Unità d'Italia e i fianchi su piazza Verdi e via San Carlo. Lo progettò l'architetto viennese Emil Artmann, e fu costruito fra il 1901 e il 1905 con la parte alta della facciata rivestita di mosaici in vetro di Murano.

Il palazzo Govee e il Mandracchio

Al suo posto sorgeva il palazzo Govee, che Maria Teresa d'Austria fece costruire nel 1764 su disegno di Giovanni Fusconi, sopra un bacino interrato chiamato Mandracchio. Vi lavoravano gli uffici dell'Arsenale imperiale e vi aveva sede la Luogotenenza austriaca, in un edificio assai più modesto di quello che l'avrebbe sostituito.

In origine il vecchio palazzo contava due soli piani, e il terzo gli fu aggiunto nel 1825. Nel 1899 venne abbattuto per far spazio alla nuova sede.

Emil Artmann e le fondazioni sul mare

Nato nel 1871 a Rodaun, presso Vienna, e morto nel 1939, Emil Artmann era ingegnere e architetto. Dal 1897 al 1907 lavorò come ingegnere capo nel dipartimento per l'edilizia del ministero dell'Interno imperiale, e in quel ruolo diresse dal 1901 al 1905 la costruzione del palazzo triestino. Come molti edifici vicini al mare, il palazzo doveva vincere l'instabilità del sottosuolo: poggia perciò su una piattaforma spessa 160 centimetri, sorretta da 3.000 pilastri di calcestruzzo. Artmann pubblicò nel 1902 un articolo sulle fondazioni del cantiere, e nel 1909 discusse a Vienna una tesi di dottorato sulle fondazioni degli edifici; nell'anno accademico 1920-21 fu rettore della Technische Hochschule Wien.

A lavori finiti, la facciata guardava un ampio giardino che fino al 1920 copriva metà della piazza, allora chiamata piazza Grande, fra via dell'Orologio e il mare. Ultima delle grandi costruzioni sorte attorno alla piazza, il palazzo raccolse molte critiche: nel 1910 si parlava già di ingrandirlo, e prima della prima guerra mondiale si arrivò a un progetto di demolizione, rimasto incompiuto.

La facciata a mosaico del palazzo della Luogotenenza

L'edificio ha pianta quadrangolare attorno a un cortile centrale e mescola motivi del Rinascimento a piccoli accenti decorativi della Secessione viennese. In facciata un basamento di conci squadrati di pietra bianca sale fino al secondo piano; più in alto il rivestimento di mosaici in vetro di Murano alterna motivi ornamentali e teste allegoriche, legate fra loro da festoni di gusto tardorinascimentale.

Il viennese Giuseppe Straka aveva disegnato i mosaici originali, con elementi di derivazione austriaca. Dopo la prima guerra mondiale gli stemmi asburgici lasciarono il posto a medaglioni con la croce dei Savoia.

Al secondo piano un largo balcone diviso in tre parti poggia su un alto colonnato, che fa da ingresso monumentale al palazzo. Da questa loggia la vista abbraccia la piazza, il porto e il mare, e nelle giornate limpide arriva alle Alpi. In cima, sul terrazzo del tetto, corre una balaustra di pietra con gruppi di putti allegorici ai lati.

Sale e opere della Prefettura di Trieste

Il palazzo ospita la Prefettura di Trieste e gli uffici del Commissariato per il Friuli Venezia Giulia, e vi sono accolte le alte cariche dello Stato e gli ospiti stranieri in visita ufficiale. Uno scalone a due rampe sale al secondo piano, con vasi di porcellana e mazzi di fiori nelle nicchie dei pianerottoli. Lassù le sale di rappresentanza hanno pavimenti in parquet di rovere, stucchi a motivi floreali, lampadari di cristallo e grandi specchi in cornici di stucco dorato. In fondo al corridoio d'ingresso è appeso un dipinto del 1946 di Cesare Sofianopulo con San Giusto, patrono della città.

Il salone rosso, tappezzato a righe rosse e bianche, raccoglie vasi con scene galanti di ispirazione rococò e alcuni quadri, fra cui una veduta di Venezia alla maniera di Canaletto. Nel salone delle feste, accanto alla loggia esterna, lesene con capitelli corinzi reggono la galleria dei musicisti, ornata da motivi geometrici secessionisti simili a quelli del parapetto in cima all'edificio.

Sopra le porte della sala da pranzo, una serie di dipinti monocromi ritrae Trieste e la sua provincia com'erano a cavallo fra Ottocento e Novecento, in qualche caso prima di lavori o restauri: dal castello di Miramare al teatro Verdi, dal teatro romano all'arco di Riccardo, fino alle chiese di Sant'Antonio Nuovo, Santa Maria Maggiore e San Giusto, con alcune piazze e un tratto di ferrovia. Completa il piano l'appartamento del Presidente, che il capo dello Stato usa in esclusiva durante i soggiorni a Trieste, con lo studio, la camera da letto e alcuni dipinti di grande valore.

Domande frequenti

Perché il palazzo della Luogotenenza austriaca ha più nomi?

Il nome ricorda la Luogotenenza austriaca, l'ufficio del governo imperiale che vi aveva sede; per l'ufficio che ospita si chiama anche palazzo della Prefettura, e alcune guide lo indicano come palazzo del Governo.

Quando la facciata del palazzo della Luogotenenza austriaca rende di più?

Al tramonto: sotto i raggi del sole calante le piccole tessere del mosaico mandano un riflesso dorato.

Come arrivare

Chi arriva in treno ha la stazione di Trieste Centrale a 1,2 km, una distanza da fare a piedi.

Per chi arriva in auto dalla SS202, l'uscita più vicina è Valmaura - Stadio: restano 4,6 km, 6 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al Palazzo della Luogotenenza austriaca.

Info utili

Dove si trova
Trieste (TS)
Coordinate
45,65058 N, 13,76800 E (Palazzo della Luogotenenza austriaca) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Palazzi storici del Friuli