Arte & Cultura · 5 min di lettura

Palazzo Lantieri a Gorizia: la torre di porta, le sale affrescate e il giardino alla persiana

Palazzo Lantieri a Gorizia, casa fortificata del Trecento divenuta dimora della famiglia Lantieri, con la Sala della Cabala e il giardino alla persiana.

Palazzo Lantieri a Gorizia, ali e torre di porta sopra le mura e il giardino geometrico in autunno
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Palazzo Lantieri è una dimora nobiliare del centro storico di Gorizia, affacciata su piazza Sant'Antonio, sorta verso il 1350 come casa fortificata accanto alla porta orientale della città. Nel 1505 passò alla famiglia Lantieri, che attorno alla vecchia torre costruì ali cinquecentesche e saloni affrescati, aperti su un grande giardino all'italiana.

La torre di porta di Gorizia

Il cuore del complesso è la torre portaia, stretta fra due ali del Cinquecento: i molti restauri non le hanno tolto l'aspetto di un'opera di difesa. Fra il Duecento e il Trecento, quando Gorizia si cinse della muraglia inferiore, la nuova cinta inglobò la villa dei conti di Gorizia chiamata Schönhaus. Vicino alla torre stavano un corpo di guardia e un ponte levatoio, e di lì passava la strada che lasciava la città verso il Carso, in direzione sud-est.

Dalla torre si stacca la muraglia cittadina, di cui restano circa 200 metri, alti intorno ai 5 metri. Sul lato interno il muro è sostenuto da un terrapieno, dove si stende il giardino del palazzo; all'esterno correva un fossato collegato al torrente Vertoibizza, colmato quasi per intero, del quale si scorge qualche traccia. Le mura racchiudevano piazza Sant'Antonio, lo spazio del mercato noto anche come piazza Schönhaus.

Il giardino di Palazzo Lantieri

Il verde della dimora, detto Parco della Persiana, è un giardino alla persiana: il disegno è all'italiana, con richiami alla Persia. Le carte del Settecento, il secolo d'oro della storia goriziana, mostrano accanto ai palazzi della città giardini piccoli e geometrici, nascosti dagli edifici e dai muri di cinta. Fra questi spiccava quello della Schönhaus, dove crescevano forse specie esotiche o rare di gusto persiano. La famiglia vi riconosce l'ispirazione ai «Paradaiza», i giardini persiani pensati per appagare i cinque sensi.

Le piante sono cambiate nel tempo, ma la trama geometrica dell'antico giardino formale resta leggibile. Dal portale d'ingresso un viale centrale punta verso un boschetto di alloro, da cui si diramano quattro viali trasversali che ritagliano quadrati alberati. Gli incroci si allargano in due slarghi circolari: uno ospita un'aiuola, l'altro un'antica tavola di pietra sotto un pergolato. Lungo i prati le siepi di bosso ripetono uno stesso motivo, fra roseti e arbusti più recenti; in fondo al viale si addensano sempreverdi e ippocastani, e il percorso si chiude in uno spazio aperto cinto da una siepe a forma di omega.

Nel giardino svettava un grande cedro del Libano. Lo ricorda la scultura «Slancio Vitale» di Giampietro Carlesso, che ne prolunga la vita in un'altra forma, poco lontano da un obelisco.

Dai conti di Gorizia ai Lantieri

Nel Trecento la casa serviva ai conti di Gorizia da foresteria: vi alloggiavano gli ospiti venuti per le cacce e per i tornei cavallereschi, disputati nella zona del campo sportivo. Le ghirlande rosse applicate sulla torre richiamano quei giochi d'armi.

Morto Leonardo, l'ultimo conte di Gorizia, il feudo andò al suo medico personale, Antonio a Puteo. Il 21 ottobre 1505 il medico cedette la casa con le sue pertinenze ad Antonio Lantieri di Paratico, e il contratto la descrive come «una possession con casa e pertinentie» già donata dal conte Leonardo. Nel 1513 l'imperatore Massimiliano confermò ai Lantieri l'investitura feudale. Da allora la famiglia avviò il cantiere dell'ala cinquecentesca, e nella seconda metà del secolo costruì l'ala grande; i discendenti vi affiancarono poi altri edifici di rappresentanza, finché la fortezza divenne un palazzo nobiliare.

Radicata a Gorizia, la casata ottenne nel 1560 il titolo di baroni dell'Impero e nel 1642 quello di conti, insieme alle cariche ereditarie di coppieri della Contea di Gorizia e di falconieri della Carniola. Fra Seicento e Settecento i Lantieri ebbero un proprio reggimento di corazzieri, il «Lantiery», che si distinse contro i turchi sotto Eugenio di Savoia. Il generale Federico Lantieri fu fra i maggiori condottieri di quelle campagne.

Ospiti illustri della Schönhaus

Nel Settecento il palazzo accolse letterati e viaggiatori. Carlo Goldoni vi arrivò nel 1726, e fra le sue stanze passarono anche Giacomo Casanova, Pietro Metastasio e Lorenzo Da Ponte. Nel 1782 vi soggiornò papa Pio VI, diretto a Vienna, come ricorda una lapide sotto il portico.

Nell'Ottocento la dimora si legò ai Borbone di Francia esuli a Gorizia, che abitavano a palazzo Strassoldo e che i Lantieri frequentavano con assiduità. Nel 1838 la contessa Elena Lantieri organizzò una grande festa per i diciotto anni di Enrico, conte di Chambord, ultimo pretendente borbonico al trono francese col nome di Enrico V. La moglie Maria Teresa d'Asburgo-Este, sposata nel 1846, rimase vedova nel 1883 e si trasferì a Palazzo Lantieri, dove morì nel 1886. Una lapide sopra la scala d'ingresso ne ricorda la presenza, e fra il 1883 e il 1886 la contessa fece costruire nel giardino una piccola grotta di Lourdes.

Sale e affreschi di Palazzo Lantieri

Per il palazzo, come per i loro castelli e le loro ville, i Lantieri chiamarono pittori e decoratori noti delle diverse epoche, fra cui il Fogolino, il Pittoni e il Pavona. Gli affreschi della sala antica, assegnati in un primo tempo al Fogolino, furono dipinti in fasi diverse e mostrano influssi fiamminghi. Nel sottopassaggio, detto «Sala della Cabala», le grottesche, cioè decorazioni di figure fantastiche intrecciate, non hanno uguali e sembrano risalire al 1650, opera di un artista rimasto ignoto. Sulle volte di un portico dell'ala inferiore corre invece una serie di riquadri con figure allegoriche, della metà del Settecento. Secondo il racconto della famiglia, gli affreschi celerebbero messaggi in codice degli alchimisti che i Lantieri proteggevano e ospitavano.

Il piano di rappresentanza riunisce la grande «Sala dei Ricevimenti» e l'attigua «Sala dei Trofei», la «Sala del Papa», la «Sala degli affreschi», la sala da pranzo, la biblioteca, alcuni salotti e la cappella di famiglia.

La Prima guerra mondiale danneggiò gravemente l'edificio, che i proprietari Levetzow Lantieri restaurarono dopo la Seconda. Negli anni Settanta nel portico aprì una galleria d'arte. Sale e giardino accolgono opere di arte contemporanea di Jannis Kounellis, Mario Merz, Jan Fabre, Michelangelo Pistoletto, Domenico Bianchi e Günter Förg, accostate agli affreschi antichi.

Domande frequenti

Che cosa significa Schönhaus, l'antico nome di Palazzo Lantieri?

Vuol dire «casa bella». Già nel secondo decennio del Cinquecento il palazzo era considerato il più bello di Gorizia, e dopo il 1527 i Lantieri adottarono quel nome come predicato baronale.

Chi abita Palazzo Lantieri?

Il palazzo è la residenza della famiglia Lantieri, discendente dall'acquirente del 1505.

Come arrivare

Chi arriva in treno ha la stazione di Gorizia Centrale a 2,2 km: in auto sono 3 minuti.

Dall'autostrada conviene uscire ad Autoporto, poi 5 km di strada e 8 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al Palazzo Lantieri.

Info utili

Dove si trova
Gorizia (GO)
Coordinate
45,94090 N, 13,62663 E (Palazzo Lantieri) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Palazzi storici del Friuli