Piazza Garibaldi è una piazza di Udine nata presso l'antica porta Grazzano, che si trovava all'inizio di via Cesare Battisti, e un tempo si chiamava piazza dei Barnabiti. Vi si affacciano la scuola Manzoni e il palazzo Antonini-Mangilli-del Torso, mentre al centro sorge il monumento a Giuseppe Garibaldi di Guglielmo Michieli, inaugurato nel 1886.
Porta Grazzano e la roggia dei tintori
Il documento più antico legato alla piazza è un contratto d'affitto del 22 febbraio 1447. Con quell'atto il dottore in decreti Erasmo degli Erasmi cedeva in uso a mastro Giovanni, tintore, una casa appena fuori porta Grazzano, davanti agli spazi aperti da cui sarebbe nata la piazza. Il luogo era prezioso per chi tingeva i tessuti grazie a una piccola roggia, che vi scorre coperta.
L'acqua però accendeva le liti fra i vicini. Il 17 dicembre 1452, dopo frequenti risse fra Erasmo e Andrea, figlio di Francesco Zani di Spilimbergo, si decise di concedere al primo un luogo adatto per costruirsi un lavatoio proprio. Il 16 marzo 1518 la casa passò in affitto a Giovanni Fontana, architetto lombardo residente a Venezia, giunto in città per ricostruire il castello distrutto dal terremoto del 1511.
Barnabiti e scuola Manzoni in piazza Garibaldi
Nel 1679 la comunità di Udine affidò le scuole pubbliche ai padri Barnabiti, e nel 1699 il consiglio cittadino propose di erigere una chiesa intitolata a San Lorenzo Giustiniani. Un decreto napoleonico chiuse nel 1810 il collegio-convitto dei religiosi. I locali del vecchio collegio, rinnovati nel 1833, ospitarono fino al 1918 la Scuola Classica e altri istituti.
L'ingegnere Valentino Presani disegnò nel 1821 il palazzo in stile neoclassico destinato in origine al ginnasio-liceo. Il cantiere si chiuse soltanto nel 1858, con un edificio assai modificato rispetto al progetto, che accoglie la scuola media Manzoni. Verso levante il complesso confina con le strutture superstiti dell'Ospedale vecchio, col Palazzo di Giustizia, con la chiesa di San Francesco e con l'oratorio del Cristo.
Le famiglie del palazzo Antonini-Mangilli-del Torso
Sul sito della casa del tintore sorge il palazzo Antonini-Mangilli-del Torso, chiamato più spesso palazzo Mangilli-del Torso. Gli Antonini acquistarono la proprietà verso la metà del Cinquecento, e una pietra all'interno ricorda che il nobile Andrea, sposato con Felicita Hofer di Duino, avviò la costruzione nel 1577. Nel Seicento vi abitò Alfonso Antonini, guerriero e poeta, che nel 1606 istituì con altri letterati l'Accademia degli Sventati e ne fu il primo «principe». Il sodalizio, da cui discende l'Accademia di Scienze, Lettere e Arti di Udine, ebbe sede nell'edificio fino al 1653.
Nel 1746 l'ultima erede, Caterina, vendette la casa a Giovanni Battista Mangilli, bergamasco arrivato in città come giovane commesso e divenuto ricco negoziante. La famiglia arricchì le stanze di dipinti di Francesco Floreani e Sebastiano Bombelli. Nel 1837 i Mangilli tenevano al pianterreno una fucina e una bottega, e al primo piano una cappella con la volta dipinta; nel 1847 Andrea Scala ridisegnò la divisione degli ambienti.
Il conte Alessandro del Torso comprò il palazzo nel 1924, e nel 1935 vi si tenne un ballo sontuoso in onore del principe di Piemonte, in visita a Udine. Il conte lo cedette al Comune perché servisse alle attività culturali: dalla fine del 1968 è la sede del CISM, centro fondato in quell'anno. Il parco vicino, di circa 3.000 metri quadrati, fu venduto al Comune dalla vedova nella primavera del 1970 ed è un giardino pubblico.
Garibaldi al balcone dei Mangilli
Il 1° marzo 1867 Giuseppe Garibaldi visitò Udine, e un drappello dei suoi uomini in camicia rossa montava la guardia d'onore davanti al palazzo del marchese Mangilli, dove il generale avrebbe alloggiato. Lo accolse alla stazione una commissione di ufficiali garibaldini e di cittadini guidata da Giovanni Battista Cella. Accompagnato da Benedetto Cairoli, dal colonnello Cucchi e da fra Pantaleo, Garibaldi entrò in carrozza da porta Aquileia fra le acclamazioni.
Quando raggiunse il palazzo, la folla che riempiva la piazza lo chiamò al balcone con applausi continui. Il generale parlò brevemente degli eventi che avevano portato all'unità d'Italia e di ciò che restava da fare per avere Roma capitale. Nel 1882, alla sua morte, gli udinesi murarono sulla facciata una lapide che ricorda quel discorso.
Il monumento di Guglielmo Michieli
Il concorso per il monumento fu bandito nell'agosto 1883, e nel gennaio successivo furono esposti i 32 bozzetti, cioè i modelli preparatori, presentati dai concorrenti. La commissione, di cui facevano parte fra gli altri Camillo Boito e il pittore Giacomo Favretto, scelse il modello intitolato «Victor» di Guglielmo Michieli. Lo scultore, nato a Padova nel 1855, aveva studiato a Venezia, all'Accademia di belle arti, e nel 1879 aveva vinto il concorso per la statua di Vittorio Emanuele II a Mirano. Le parti in bronzo uscirono dalla rinomata fonderia veneziana di suo padre, Giuseppe Michieli, e l'opera fu inaugurata il 29 agosto 1886.
Su un basamento a gradoni di granito sta un giovane garibaldino di bronzo che posa il piede su una porta rotta e scardinata, alza la tromba con una mano e con l'altra regge la bandiera; sul lato sinistro è fissata una corona di fiori, anch'essa bronzea. In cima al piedistallo si erge Garibaldi, in piedi a braccia conserte, con la spada sguainata nella destra, la camicia dei garibaldini e il foulard annodato al collo. La statua del generale misura 3 metri, il monumento intero 8,5 metri.
Dal parcheggio alla nuova piazza di Udine
Prima dei lavori la piazza serviva da parcheggio e restava ai margini del centro storico, con le fermate degli autobus e gli attraversamenti pedonali disposti in modo disordinato attorno alla statua. Il Comune affidò il progetto di riqualificazione a LAND, lo studio di architettura del paesaggio guidato da Andreas Kipar, partendo da un questionario aperto a tutti i residenti. Una fase di urbanismo tattico, cioè di sistemazioni sperimentali e provvisorie, liberò dalle auto lo spazio davanti alla scuola: panchine colorate, i mercatini artigiani del Buddy Market e le letture di silent book riportarono la gente in piazza, e nel giugno 2026 i lavori definitivi furono consegnati all'impresa.
Il progetto prevede una pavimentazione in porfido e pietra piasentina, come nelle piazze storiche vicine, superfici portate a livello senza barriere architettoniche e la piena pedonalizzazione. Davanti all'ingresso della scuola è previsto uno spazio rialzato con una scalinata, adatto anche agli eventi all'aperto. Il verde occupa oltre 550 metri quadrati: nuovi alberi affiancano quelli monumentali già presenti, e un rain garden, o giardino della pioggia, serve a gestire le acque piovane.
Lampioni a doppia altezza e proiettori puntati sulle facciate sono pensati per illuminare la piazza la sera e dare risalto alla statua di Garibaldi. Altri interventi, già approvati, riguardano il tratto di strada davanti alla piazza, il margine di largo Ospedale Vecchio e il marciapiede est di via Cesare Battisti, per legare piazza Garibaldi a piazza XX Settembre, ai giardini del Torso e all'area della chiesa di San Francesco.
Domande frequenti
Dove si conserva il bozzetto del monumento di piazza Garibaldi a Udine?
Il modello «Victor», con cui Guglielmo Michieli vinse il concorso, è custodito ai Musei Civici di Udine.
