Giuseppe Lorenzo Gatteri (1829-1884) ed Eugenio Scomparini (1845-1913) sono due pittori nati a Trieste e attivi nella città nell'Ottocento. Gatteri illustrò moltissimi episodi del Rinascimento e della storia veneziana; Scomparini decorò teatri a Trieste, Fiume e Gorizia. Insieme guidarono il Circolo Artistico di Trieste, nato nel 1884.
Gatteri, il bambino prodigio
Giuseppe Lorenzo Gatteri nacque a Trieste il 18 settembre 1829 da Giuseppe e Caterina Zilli. Il nome gli fu dato in omaggio al padre e a uno dei migliori amici del padre, il pittore e scenografo Lorenzo Scarabellotto. Giuseppe, nato nel 1799 a Rivolto di Codroipo, era arrivato in città intorno al 1824, ed era annoverato fra i decoratori più apprezzati del primo Ottocento triestino: sono suoi gli affreschi della rotonda Pancera.
Nel febbraio del 1840, a una serata della Società di Minerva, al ragazzo fu chiesto di improvvisare sulla carta la Sorpresa e sconfitta del campo romano presso il Timavo, fatta dagli Istri sotto il re Epulo. Lo stesso anno il padre portò la famiglia a Venezia per affidare il figlio a maestri migliori. Lì, con una borsa di studio del Comune di Trieste, Gatteri seguì i corsi di Politi e Lipparini, che lo indirizzarono alla pittura di genere storico, e l'Accademia di belle arti di Venezia lo premiò nel 1845, nel 1847 e nel 1851.
Nel 1842 il padre lo condusse a Milano, dove il ragazzo conobbe Hayez e Manzoni. Anche lì il padre lo fece esibire presso le famiglie più importanti: il conte Belgioioso e Maria Elisabetta di Savoia comprarono sue opere su carta. Nel 1843, a Torino, lo accolsero Taparelli d'Azeglio e Balbo, e il re Carlo Alberto gli commissionò una serie di disegni.
I quadri di storia per Revoltella
Nel 1846, a Ravenna, Gatteri dipinse il suo primo quadro a olio. Dopo aver illustrato la lotta per l'indipendenza greca, disegnò anche i moti del 1848-49, nei quali prese parte alla difesa di Venezia contro gli Austriaci. Nel 1852 preparò 150 tavole per La storia veneta di Francesco Zanotto, stampata a Venezia quello stesso anno.
Nel 1857 tornò a Trieste. Gatteri fu uno dei pochi artisti triestini che lavorarono al palazzo di Pasquale Revoltella, completato nel 1858. Nel 1863 illustrò la Storia cronografica di Trieste di Vincenzo Scussa e fece sei grandi litografie per le poesie friulane di Pietro Zorutti. Per Revoltella dipinse La festa delle Marie e L'arrivo della regina di Cipro a Venezia, esposti a Trieste nel 1864; il Museo Revoltella li conserva insieme al Divertimento dato dal cardinale Riario alla duchessa di Ferrara, presentato a Trieste nel 1872, e al Cesare Borgia abbandona il Vaticano, del 1877.
Nelle sue tele i personaggi portano abiti ricchi, corazze lucenti e gioielli, dipinti con cura minuta. Il giudizio di Benco fu duro: «gli mancava al dipingere la coscienza di ciò che fosse il colore».
Dal 1873 al 1876, e di nuovo nel 1884, fu fra i curatori del Museo Revoltella. Il suo ultimo quadro, Minerva premia le Arti e le Virtù, è del 1884, l'anno in cui morì, il 1° dicembre. Nel 1885 il Circolo Artistico ne espose il lavoro in una grande mostra. Come voleva il suo testamento, i Civici Musei di storia e arte e la Biblioteca civica di Trieste ricevettero una parte dei suoi quadri, mobili e stampe, e nel 1904 la sorella Matilde Gatteri Weber lasciò in eredità al Museo Revoltella molti suoi dipinti e disegni.
Scomparini, da Venezia a Roma
Eugenio Scomparini, il più giovane di quattro fratelli, nacque a Trieste il 1° settembre 1845; il padre Alberto veniva da Chioggia, la madre Maria da Venezia. Della sua prima formazione si sa poco: le biografie parlano della Scuola triestina di disegno dell'intagliatore Giovanni Moscotto. Alla fine del 1863 si iscrisse all'Accademia di belle arti di Venezia, dove nell'anno di corso 1867-68 ottenne un premio con lode per l'«invenzione storica in cartone». A ventitré anni ebbe la prima commissione pubblica nella città natale, una pala d'altare per la piccola chiesa di Contovello, poi perduta.
Nel 1871 il suo grande Amleto, presentato all'Esposizione agricola-industriale e di belle arti di Trieste, suscitò entusiasmo, e subito dopo gli fu commissionato il ritratto di Giovanni Guglielmo Sartorio per il palazzo della Borsa, finito nel 1872. Dopo l'Ofelia venne l'Otello, presentato all'Esposizione universale di Vienna del 1873.
Con un sussidio del Comune ottenuto il 21 gennaio 1874 si trasferì a Roma, seguito dall'amico Antonio Lonza. In quel periodo moriva il pittore spagnolo Marià Fortuny, e la sua pittura diventò il punto di riferimento di tutti e due. Nel 1879 un'Odalisca gli valse una medaglia d'argento all'esposizione internazionale di Teplitz.
Le decorazioni dei teatri e dei palazzi
Il sipario del nuovo Politeama Rossetti, inaugurato il 27 aprile 1878, fu la prima grande affermazione di Scomparini nella decorazione. Per il Politeama Garibaldi di Treviso, aperto nel 1887, dipinse temi del Risorgimento che nella Trieste austriaca non si potevano proporre.
Il 1890 fu l'anno della Margherita Gauthier del Museo Revoltella, dei soffitti di palazzo Scuglievich a Trieste e della decorazione del piccolo teatro della Società filarmonico-drammatica di Fiume. Nel 1897 vennero le grandi tele del Caffè alla stazione, con al centro l'Industria, e per il teatro di Società di Gorizia, completato nel 1899, Il Genio incorona la Musica.
Nel 1905 il teatro Fenice di Trieste ebbe da lui una grande allegoria dell'arte teatrale, che prendeva a modello il lavoro di Franz Matsch e dei fratelli Gustav ed Ernst Klimt per il Burgtheater di Vienna. Nel 1906 completò a palazzo Artelli i fregi di una delle stanze. La sua ultima grande opera è L'Edilizia, una tela per la Cassa di Risparmio di Trieste presentata al pubblico nel 1912.
Il Circolo Artistico e gli allievi
Gatteri e Scomparini sostennero insieme la necessità di fondare un circolo che chiamasse a raccolta pittori, scultori e amanti delle belle arti. Il Circolo fu inaugurato agli inizi del 1884, con Gatteri presidente e Scomparini vicepresidente; morto Gatteri, la presidenza passò a Scomparini, che la tenne fino al giugno del 1895, quando gli subentrò Lonza. A fine mandato i soci regalarono a Scomparini una coppa d'argento, conservata ai Civici Musei di storia e arte. Nel 1888 la Strenna del Circolo uscì soprattutto per opera sua, e fu lui a sedere per il Circolo nelle commissioni di concorso per i monumenti a Domenico Rossetti, nel 1895, e a Giuseppe Verdi, nel 1901.
Dal 1887 al 1911 insegnò disegno figurale e pittura decorativa alla Kaiserlich Königliche Staatgewerbeschule, la Scuola per Capi d'arte. Con lui si formarono Marcello Dudovich, Piero Marussig, Argio Orell, Vito Timmel, Ugo Flumiani e Vittorio Bergagna.
La casa, il Curatorio e il lascito
Il 27 agosto 1890 Scomparini sposò Caterina Schielin, e visse nella casa di via Lazzareto vecchio, arredata sul modello della dimora viennese di Hans Makart. Il 21 dicembre 1906 il Consiglio comunale lo nominò membro del Curatorio del Museo Revoltella. Morì a Trieste il 17 marzo 1913. Il Museo Revoltella gli riservò per lungo tempo un'intera sala con i materiali rimasti nell'atelier, venduti dalla vedova, e ne possiede più di una cinquantina di opere, fra dipinti e disegni.
Domande frequenti
Chi era Giuseppe Lorenzo Gatteri?
Giuseppe Lorenzo Gatteri (1829-1884) fu un pittore triestino di soggetti storici: dipinse per Pasquale Revoltella, fu fra i curatori del Museo Revoltella e il primo presidente del Circolo Artistico di Trieste.
Chi era Eugenio Scomparini?
Eugenio Scomparini (1845-1913) fu un pittore triestino che decorò teatri e palazzi a Trieste, Fiume e Gorizia e dal 1887 al 1911 insegnò alla Scuola per Capi d'arte.
Dove sono le opere di Gatteri e Scomparini?
Il Museo Revoltella di Trieste conserva La festa delle Marie e L'arrivo della regina di Cipro a Venezia di Gatteri e più di una cinquantina di opere di Scomparini.
