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Ponte del Diavolo a Cividale del Friuli: le due arcate sul masso del Natisone e la leggenda

Il Ponte del Diavolo a Cividale del Friuli, ponte in pietra del Quattrocento sul Natisone, distrutto nel 1917 e ricostruito l'anno dopo nella stessa forma.

Il Ponte del Diavolo a Cividale: due arcate sul masso del Natisone, case e campanili sulla rupe
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Il Ponte del Diavolo è il simbolo di Cividale del Friuli e scavalca il fiume Natisone nel punto in cui l'acqua scorre in una gola scenografica. La costruzione in pietra cominciò nel 1442, e le sue due arcate di larghezza diversa si appoggiano al centro su un macigno naturale che sporge dal letto del fiume.

Le due arcate sul masso del Natisone

In friulano si chiama Puìnt dal Diàul; nel dialetto sloveno del posto è Velik muost, cioè «Grande ponte», e in sloveno Hudičev most. Il ponte si allunga per 48 metri e raggiunge un'altezza di 22,50 metri. Le sue due arcate scaricano il peso su tre piloni.

La campata maggiore misura 22 metri, l'altra è più stretta di qualche metro. Questa asimmetria dipende dal masso su cui si fonda il pilone di mezzo: la roccia affiora quasi al centro del letto del fiume, e il pilone ha dovuto seguirla.

Dal greto al belvedere di San Martino

Dalla riva sinistra si apre la veduta sulla città, e una scala che parte dall'estremità del parapetto, sulla destra, scende fino al greto ghiaioso. Dal basso le due arcate mostrano per intero la loro mole.

Un belvedere ricavato dietro la vicina chiesa di San Martino abbraccia le case colorate di Cividale, la fila di logge e balconi, i campanili. Sullo sfondo si alzano le colline, il Matajur, di 1641 metri, e più lontano una cima di 2245 metri. Verso ovest il Natisone è scavalcato dal grande arco del ponte nuovo, che dal 1988 collega le due sponde con la sua struttura moderna.

Il cantiere del Ponte del Diavolo

Almeno dal XIII secolo le due rive erano unite da un passaggio di legno, che le piene del fiume danneggiavano di frequente. Dopo vari tentativi senza esito, si pensò a un ponte di pietra, più solido: l'11 dicembre 1441 il Comune firmò il contratto con Iacopo Dugaro da Bissone, autore del progetto.

Il cantiere si aprì nel 1442 e Dugaro lo diresse fino alla morte, nel 1445. Gli subentrò il suo collaboratore Erardo da Villaco, che nel 1453 fece togliere l'armatura, cioè l'impalcatura di legno che reggeva gli archi in costruzione. Erardo scomparve prima della fine, forse per la peste; secondo altre versioni abbandonò il lavoro senza onorare del tutto il contratto. Fra intoppi d'ogni genere, i lavori si trascinarono quasi fino al principio del Cinquecento, e a completarli fu Bartolomeo delle Cisterne. Un atto notarile ricorda la lastricatura del ponte nel 1501 e nel 1558.

Restauri, guerre e ricostruzioni a Cividale

Le piene impetuose del Natisone resero necessari restauri continui. Uno risale al 1689, un altro fu eseguito da Giuseppe Cabassi nel 1836. Nel 1843, durante il rinforzo del pilone centrale, vennero alla luce due pietre di età romana, poi trasferite in museo.

Il 27 ottobre 1917, nella ritirata di Caporetto, l'esercito italiano fece saltare il ponte per rallentare il nemico. Fu una distruzione inutile: le truppe imperiali attraversarono il fiume la sera stessa, e l'esercito austro-tedesco puntava piuttosto su Udine.

La ricostruzione fu rapida e rispettò la forma antica. Le fonti la attribuiscono agli austriaci, sotto la direzione di Anselmo Nowak; la guida storico-artistica di Claudio Mattaloni parla invece di tedeschi affiancati da maestranze locali, che seguirono i rilievi eseguiti anni prima dall'ingegnere cividalese Ernesto de Paciani. La sede stradale fu allargata di due metri, e l'inaugurazione si tenne il 18 maggio 1918. Il 29 aprile 1945 i soldati tedeschi tentarono a loro volta di distruggerlo, ma i danni furono limitati. Da allora le linee del ponte non sono cambiate: soltanto le ringhiere di ferro lasciarono il posto a un parapetto capace di smorzare le raffiche che d'inverno lo investono.

Pittori e artisti sul ponte

Per ricordare la gravissima peste del 1557 fu commissionata un'opera che Jacopo Palma il Giovane dipinse nel 1601. Raffigura i santi Sebastiano e Rocco, con la veduta del ponte sul Natisone sullo sfondo, ed è esposta nella chiesa di San Pietro ai Volti.

Nel 2017, per il centenario della battaglia di Cividale, il ponte divenne il supporto di una gigantesca pittura anamorfica, un'immagine deformata che si ricompone soltanto da un certo punto di osservazione. Progettata e curata dall'artista Fabio Maria Fedele, «La voce dell'effimero apparente» occupò 570 metri quadrati fra pavimento e parapetti e mostrava il ponte com'era dopo la distruzione del 1917. La eseguì una squadra di artisti venuti da Italia, Germania, Austria e Slovenia, Paesi un tempo in guerra, come segno di pace ritrovata. Fu la più grande opera anamorfica realizzata in Italia.

Una leggenda per il Ponte del Diavolo

Il nome viene da una leggenda popolare, alimentata probabilmente dalle traversie del cantiere. Si racconta che i cividalesi, dopo molti tentativi falliti, avessero invocato il Diavolo, e che questi avesse accettato di aiutarli in cambio dell'anima del primo che fosse passato sul ponte. In una sola notte l'avrebbe innalzato, con l'aiuto della madre, che portò nel grembiule l'enorme masso del centro.

Il mattino dopo, però, gli abitanti avrebbero mandato avanti un animale: un cane o un gatto, o perfino un maiale, e in certi periodi dell'anno c'è chi dice di aver sentito grugniti salire dal letto del fiume. Beffato, il Diavolo dovette accontentarsi dell'anima della bestia e lasciò in pace la città. Un'altra versione assai diffusa della leggenda del Ponte del Diavolo gli attribuisce soltanto la posa della pietra su cui poggia il pilone centrale.

Domande frequenti

Dove si trova il Ponte del Diavolo a Cividale del Friuli?

Sta lungo corso Paolino d'Aquileia, a circa 140 metri a piedi dal duomo di Cividale.

Come arrivare

La stazione ferroviaria più vicina è Cividale del Friuli, a 1,3 km di strada: ci si arriva a piedi.

In auto, dalla Tangenziale Ovest si esce a Udine-Via Martignacco: poi 19,4 km, 24 minuti di guida.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al Ponte del Diavolo.

Info utili

Dove si trova
Cividale del Friuli (UD)
Coordinate
46,09194 N, 13,43164 E (Ponte del Diavolo) · Apri su Google Maps

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