Borghi & Città · 8 min di lettura

Aviano, dal castello dei patriarchi alla base aerea sotto il Monte Cavallo

Aviano, comune ai piedi del Monte Cavallo nel Pordenonese, con il castello dei patriarchi, il duomo di San Zenone e l'aeroporto militare aperto nel 1911.

Aviano, chiesa col campanile e palazzo con statue sulla piazza, castello sulla rupe e montagne d'autunno
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Aviano è un comune della provincia di Pordenone disteso ai piedi delle Prealpi Carniche, dove la pianura friulana incontra il Monte Cavallo, e ha origini romane documentate dagli scavi. Dal 1911 il suo nome è legato a uno dei primi aeroporti militari d'Italia, che nel 1955 diventò una base della NATO.

Il comune di Aviano dalla pianura alle cime

Il territorio comunale sale dalla pianura veneto-friulana fino alla Cima Manera, che con 2.251 metri è la vetta più alta del Monte Cavallo. A quota 1.250 si apre l'altopiano di Piancavallo, raggiunto dal paese con una strada panoramica a tornanti. Le malghe d'alpeggio dei secoli passati hanno ceduto il posto a un comprensorio sciistico, nato alla fine degli anni Sessanta come località di villeggiatura per gli sport invernali; dal decennio seguente il turismo della montagna ha affiancato la piccola industria nell'economia avianese. D'estate i prati e i boschi di faggi dell'altopiano si percorrono a piedi o in mountain bike.

Il capoluogo sta lungo la strada che unisce Polcenigo a Maniago. Il primo insediamento nacque però più a sud, sulla collina di Castello d'Aviano: uno sperone di conglomerati del Miocene, le puddinghe, più ripido sul lato di nord-ovest, che sorveglia la pianura. Negli anni Trenta del Novecento le frazioni del comune erano dieci: Castello, Giais, Marsure, Somprado, Villotta, Costa, Ornedo, Pedimonte, Piante e Beorchis.

Dalla Croda della Vecia alla Serenissima

Le tracce umane più antiche vengono dalla Croda della Vecia, una grotta vicina a Giais che ha restituito manufatti del Paleolitico superiore. I ritrovamenti della località Rive di Bares attestano invece l'abitato romano. Il toponimo è un prediale, cioè il nome di un fondo agricolo preso da quello del suo proprietario, che sarebbe stato Avidius o Avilius.

Sulla collina sorse un castello, forse sopra una torre d'avvistamento romana: la scheda del FAI ne lega l'origine alle invasioni dei Goti e dei Longobardi, Giorgio De Zorzi al riparo cercato dalle genti della pianura durante le incursioni ungare del X secolo. Nel 967 l'imperatore Ottone I di Sassonia ne investì i patriarchi di Aquileia, che ne fecero una loro sede, ma la comunità restò autonoma rispetto ai paesi confinanti. Nel 1161 Federico Barbarossa assegnò la fortezza alla sede vescovile di Belluno.

Dal Trecento la comunità e i nobili avianesi ebbero un posto nel Parlamento del Friuli. La guerra fra Rodolfo IV d'Austria e il patriarca, dal 1361 al 1364, devastò le campagne attorno al paese; nel 1387 Aviano domandò a Sacile 20 balestrieri per difendersi dai signori di Polcenigo, ma nello stesso anno si arrese ai signori di Carrara.

Lo statuto del castello fu promulgato nel 1403. Nel 1411 Aviano strinse un patto di alleanza con Venezia, e poco dopo la rocca cadde in mano a Filippo Scolari, il capitano di ventura detto Pippo Spano, che combatteva per gli Ungheresi e per l'imperatore Sigismondo. Con la conquista del Friuli, nel 1420, Venezia ne prese il possesso diretto e ne fece abbattere le difese. Dal 1424 il paese eleggeva i propri giudici ma dipendeva dal podestà di Sacile. Rimasta senza mura, nel 1499 la rocca fu presa e saccheggiata dai Turchi, che resero schiavi molti abitanti; nel 1508 l'imperatore la cedette a Livio de' Speziali, prima che il dominio veneziano tornasse.

Marco d'Aviano e gli scalpellini emigrati

Nella frazione di Somprado nacque il 17 novembre 1631 Carlo Domenico Cristofori, di famiglia nobile. Entrato fra i cappuccini col nome di padre Marco d'Aviano, diventò un predicatore celebre in tutta Europa e consigliere di sovrani; nel 1683 sedette come delegato del papa nel consiglio dell'imperatore d'Austria e prese parte alla battaglia di Vienna, che fermò l'avanzata ottomana. Morì a Vienna il 13 agosto 1699, e la Chiesa cattolica lo proclamò beato nel 2003.

Nell'Ottocento, sotto l'Austria, la privatizzazione dei beni comuni spinse molti avianesi verso Trieste, l'Austria e la Germania, dove si fecero apprezzare nella lavorazione della pietra e dei marmi. Nel 1866 Aviano passò al Regno d'Italia insieme al Friuli occidentale, entrando nella provincia di Udine, e nel 1887 aprì l'ospedale San Zenone, chiuso poi nel 1984. Fra Otto e Novecento scalpellini, artigiani e contadini continuarono a partire, spesso solo per la stagione, finché la guerra del 1914 ne costrinse molti al rientro.

Gli scalpellini avevano fondato una loro cooperativa nel 1908. Sul suo esempio, il 26 luglio 1919 cittadini ed ex combattenti diedero vita alla cooperativa di consumo «La Vittoria», per sostenere le famiglie stremate da tre anni di guerra: i 48 fondatori sottoscrissero 3780 lire in azioni da 10 lire, e a fine anno i soci erano quasi 600, fra cui 75 donne. Il primo presidente fu Luigi De Zan. I censimenti misurano lo spopolamento: 12.405 abitanti nel 1921, 7678 nel 1936.

Il campo d'aviazione e la base di Aviano

Il riparo delle Prealpi, che assicura di norma un clima favorevole, e il terreno piano fecero scegliere Aviano per uno dei primi aeroporti militari italiani, operativo dal 1911. Dal dicembre 1914 al 21 maggio 1915 vi ebbe sede la 3ª Squadriglia da ricognizione e combattimento, poi diversi reparti da bombardamento; dopo Caporetto il campo passò agli austro-ungarici. Nel 1919, su proposta di Gabriele D'Annunzio, fu intitolato a Maurizio Pagliano e Luigi Gori, i piloti del volo su Vienna che un caccia austriaco aveva abbattuto il 30 dicembre 1917 sopra Susegana mentre erano a bordo di un bombardiere Caproni. Nel «Notturno» il poeta li aveva chiamati «l'eroica coppia alata».

Nella Seconda guerra mondiale l'aeroporto fu un'importante base italiana, usata dai tedeschi dopo il 1943; lo presero gli inglesi nel 1945 e gli Alleati lo tennero fino al 1947, quando tornò l'esercito italiano. Con un accordo del 1954 fra il governo italiano e quello statunitense diventò base della NATO, attivata il 15 febbraio 1955, e durante la Guerra fredda accolse reparti di caccia e bombardieri. Dal 1994 vi è di stanza il 31st Fighter Wing dell'aeronautica statunitense, con gli F-16 impiegati in Bosnia e in Kosovo.

La presenza dei militari cambiò il paese: per le strade giravano le auto e gli scuolabus americani visti nei film, alla radio si ascoltava musica diversa da quella della RAI, e il barbecue si celebrava nelle case affittate ai «foresti». Dopo l'11 settembre 2001 l'allerta salì al grado «Delta» e il personale si chiuse nella base, dove era sorta una cittadella con ospedale, supermercato, cinema e golf club. Le famiglie, alloggiate per lo più nei comuni vicini, frequentarono meno il paese, e molte attività del centro storico chiusero.

Il duomo di San Zenone e la piazza

Il duomo di San Zenone, chiesa principale di Aviano, discende da una delle antiche pievi della diocesi di Concordia-Pordenone. Una chiesa intitolata al santo esisteva già nel 1295; colpita da incendi e saccheggi nel 1293 e nel 1328, fu distrutta dai Turchi nel 1499, poi ricostruita e consacrata il 2 ottobre 1524, e nel 1530 ebbe il campanile. Il titolo di arcipretale arrivò nel 1751.

L'edificio attuale, neoclassico, nacque dal progetto dell'architetto Francesco Riccati: il cantiere si aprì nel 1769 e si chiuse nel 1802 secondo l'archivio diocesano, mentre una tesi dell'Università di Padova attribuisce al pordenonese Gianbattista Bassi un completamento del 1832. Fra le tele del Cinque e Seicento si ricordano un dipinto di Pietro da Vicenza datato 1514, uno del Padovanino, eseguito nella prima metà del Seicento, e uno di Gaspare Narvesa del 1617.

Sulla stessa piazza si affaccia palazzo Menegozzi, riconoscibile per le statue che ne coronano la facciata; al suo interno un affresco del Settecento mostra Castel d'Aviano quando era ancora integro. Il Bassi progettò anche l'ex Teatro di Società, eretto sulla piazza, e nel centro si allineano altri palazzi nobiliari, come il Trevisan e il Policreti Negrelli.

Castello d'Aviano, pievi e affreschi

Il nucleo storico del comune è la frazione di Castello d'Aviano, dove la porta del Lupo introduce ai ruderi del castello di Aviano: della fortezza restano tratti della cinta, la muraglia di levante intera, tre torri quadrate, una rotonda e gli avanzi del mastio. Accanto sorge la chiesa delle Sante Maria e Giuliana, della fine del Cinquecento, con un Vesperbild nella cripta.

Nel cimitero vicino, la pieve di Santa Giuliana risale al 1329. Ha una sola navata con il presbiterio rialzato, fu restaurata nel 1527 e custodisce uno dei più estesi cicli di affreschi decorativi medievali del Friuli, dipinto nel Tre e Quattrocento da maestri di scuola veneta.

Più in basso, lungo la strada che scende alla ferrovia, la chiesa di San Gregorio, del Quattrocento, ha un'aula unica coperta da capriate di legno. Verso il 1497 il pittore carnico Gianfrancesco da Tolmezzo vi affrescò otto riquadri della Passione di Cristo, di gusto nordico per le linee aspre e a volte spigolose; la pala d'altare, del Seicento, è di Francesco Matteazzi e ritrae san Gregorio con i santi Rocco e Martino e il committente.

Sulla stessa collina, villa Policreti si sviluppò da una casa costruita nel 1565. Nel 1845 l'ingegnere Pietro Quaglia di Polcenigo trasformò i suoi campi in un parco romantico, occupato in gran parte dal 1986 da un campo da golf.

Domande frequenti

Come si arriva ad Aviano in treno?

Il paese ha una propria stazione sulla linea ferroviaria Sacile-Pinzano al Tagliamento.

Quando si svolge il Festival del Folklore di Aviano?

Il Festival Internazionale del Folklore di Aviano-Piancavallo, organizzato dalla Pro Loco, si tiene ogni agosto con gruppi folkloristici di diverse nazioni e spettacoli anche in altri centri della provincia.

Che cos'è il CRO di Aviano?

È il Centro di Riferimento Oncologico, istituto di ricovero e cura a carattere scientifico di rilievo nazionale, dedicato alla prevenzione, alla diagnosi, alla cura e alla riabilitazione dei tumori.

Come arrivare

Chi arriva in treno ha la stazione di Aviano a 800 metri, una distanza da fare a piedi.

Per chi viaggia in autostrada l'uscita più vicina è Porcia: restano 15,9 km, 21 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al centro del comune.

Info utili

Dove si trova
Aviano (PN)
Coordinate
46,06667 N, 12,58333 E (centro di Aviano) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

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