Budoia è un comune della provincia di Pordenone che si stende sulle colline ai piedi del massiccio del Monte Cavallo, circa 13 chilometri a nord-ovest del capoluogo. La prima citazione scritta del paese risale al 1299 e usa già la forma attuale del nome, e il comune riunisce tre paesi: Budoia, Dardago e Santa Lucia.
Il territorio fra il Cavallo e l'Artugna
Il comune occupa 37,36 chilometri quadrati e confina con Aviano, Fontanafredda, Polcenigo e Tambre. Le quote vanno da 50 a 1.838 metri sul livello del mare, perché il territorio sale fino alla dorsale Cavallo-Cansiglio; il municipio, in piazza Umberto I, sorge a 140 metri. A segnare il paesaggio è il torrente Artugna, che porta le sue acque al fiume Livenza.
In friulano il paese si chiama Budoie, nella parlata locale Buduoia, e talvolta si trova scritto Budoja. Budoia rientra ufficialmente fra i comuni friulanofoni, ma la vicinanza al confine regionale ha dato al dialetto un'impronta fortemente veneta. Giuseppe Francescato, che lo studiò negli anni Sessanta, vi riconobbe diversi tratti friulani; notò però che la differenza fra vocali deboli e forti si avvertiva appena e che l'allungamento delle vocali era scomparso del tutto.
Dalla valle di San Tomè alla Repubblica di Venezia
I primi abitanti della zona si stabilirono nella valle di San Tomè, a nord di Dardago. Punte, raschiatoi e cuspidi di freccia datano la loro presenza al Neolitico, e gli scavi hanno restituito reperti di osso, pietra e ceramica e monete che attraversano le età del Bronzo e del Ferro fino all'epoca romana e longobarda. L'abitato occupava il recesso di una gola, lungo la pista più antica verso il Piano del Cavallo, e nella stessa valle sorse in età antica la chiesetta di San Tomè.
Nel Medioevo Budoia gravitava attorno ai conti di Polcenigo, che vi detenevano il potere giudiziario e garantivano protezione agli abitanti in cambio di tributi. Nel 1419 il paese si sottomise alla Repubblica di Venezia insieme a Polcenigo. Il 27 marzo 1973 un DPR assegnò a Budoia lo stemma e il gonfalone, un drappo giallo.
Dardago, Santa Lucia e le chiese del comune
Dardago, Dardâc in friulano, è il più alto dei tre paesi e quello di storia più antica. Ospitava una pieve documentata almeno dal 1285, la cui autorità ecclesiastica si estese su Budoia e Santa Lucia fino ai primi anni del Novecento. Santa Lucia, Sante Luzie in friulano e Santa Luthia nella parlata del posto, è invece il paese più meridionale: qui la chiesetta di Santa Lucia in colle, costruita nel XIV secolo, custodisce un affresco quattrocentesco di Gianfrancesco da Tolmezzo.
Il patrono di Budoia è Sant'Andrea, festeggiato il 30 novembre, al quale è dedicata una delle chiese del comune. La chiesa parrocchiale di Santa Maria, di forme neoclassiche, conserva un altare maggiore barocco in marmo e un soffitto dipinto da C. Bevilacqua. Il comune è noto anche per la sua architettura spontanea: case e palazzi di pietra, alcuni signorili, lavorati con grande perizia dagli scalpellini del posto. Completano il territorio la località di Val de Croda e i piccoli nuclei di San Martin e Fornaci, fra prati, boschi e rare abitazioni.
Il Rujal e i sentieri di Budoia
Fra le opere recuperate spicca il Rujal, un manufatto in pietra che in passato faceva da acquedotto e che è stato inserito nel sistema ecomuseale del comune. Accanto a questo recupero, il Comune e alcuni gruppi di volontari hanno tracciato vari itinerari naturalistici, molti dei quali fanno parte della rete del Club Alpino Italiano. Fra i più noti ci sono il sentiero naturalistico Gor, il sentiero di San Tomè, il percorso intorno al torrente Artugna e l'itinerario dei colli di Santa Lucia.
Domande frequenti
Da dove viene il nome Budoia?
È un fitotoponimo, cioè un nome di luogo tratto da una pianta: deriva dal latino betullea, «betulla».
Quando si svolge la festa dei funghi di Budoia?
La festa dei funghi e dell'ambiente, organizzata dalla Pro Loco e principale richiamo del paese, si tiene ogni anno nei due fine settimana centrali di settembre.
