Capriva del Friuli è un comune del Collio goriziano, in provincia di Gorizia, adagiato fra colline coltivate a vite vicino al confine con la Slovenia. Abitato già in epoca romana, raccoglie il suo nucleo più antico nella centa, il recinto difensivo di case stretto attorno alla chiesa parrocchiale e ricordato per la prima volta nel 1521.
Il territorio di Capriva fra pianura e colline
Il comune si estende su 6,32 chilometri quadrati e confina con Cormons, Moraro, Mossa, San Floriano del Collio e San Lorenzo Isontino. Le quote restano basse: il municipio, in piazza Vittoria, sta a 49 metri sul livello del mare, mentre il territorio scende fino a 42 metri e non supera i 127, tanto che la classificazione altimetrica lo assegna alla pianura.
Il paesaggio è però quello ondulato del Collio, dove decine di ettari di vigneti salgono sui rilievi in filari dalle geometrie regolari. Oltre al capoluogo, il comune comprende quattro località: Budignacco, Russiz di Sopra, Spessa, detta anche Castello Spessa, e Russiz di Sotto, che conta appena 11 abitanti.
Origini romane e nome sloveno di Capriva
In friulano il paese si chiama Caprive, in sloveno Koprivno. Nel territorio sono venuti alla luce reperti di epoca romana, testimonianze di insediamenti antichi, ma il nome latino del luogo non è noto. Dopo i Romani la zona passò ai Longobardi; nel X secolo le scorrerie degli Ungari la svuotarono, e nel secolo seguente genti slave tornarono a popolarla.
Furono probabilmente loro a battezzarla, partendo da kopriva, la parola slovena che indica l'ortica: si ritiene che allora i campi intorno ne fossero coperti. Un'altra ipotesi riconduce il nome al latino caput ripae. Le prime attestazioni scritte sono del Duecento, con «Copris» nel 1202, che gli studiosi leggono come una trascrizione sbagliata di «Copriv», e «Coprewa» nel 1224. Secondo lo studioso Maurizio Puntin, nella nascita del toponimo avrebbe avuto un ruolo l'akanje, un fenomeno dialettale.
Patriarchi, Venezia e Asburgo a Capriva
Verso l'anno Mille il territorio entrò nei domini del Patriarcato di Aquileia, a cui subentrò Venezia dopo il 1428. Nel Cinquecento Capriva passò agli Asburgo e rimase legata a Vienna fino alla fine della prima guerra mondiale, quando fu unita all'Italia. Nei secoli fu una terra d'incontro fra popolazioni romanze e slave giunte dal vicino Collio sloveno, soprattutto da Medana e Vipulzano: i censimenti asburgici dell'Ottocento contavano fra il 5 e il 10 per cento di sloveni, scesi al 2 per cento nel 1901 e assenti dalle rilevazioni dal 1910.
Sotto l'Austria il paese si chiamava semplicemente Capriva. Un regio decreto del 1923, l'anno dell'annessione della Venezia Giulia, lo ribattezzò Capriva di Cormons, e un decreto del presidente della Repubblica gli diede nel 1954 il nome attuale. Gli abitanti usano sia l'italiano sia il friulano, in una parlata del ramo goriziano. Lo stemma fu concesso nel 1983 insieme al gonfalone, partito di bianco e di rosso, cioè tagliato verticalmente in due campi dei due colori.
La centa e le chiese del paese
Il cuore antico di Capriva è la centa, una struttura difensiva rurale diffusa in molti insediamenti del Collio e indipendente da qualsiasi castello. Le case formano un anello compatto attorno alla chiesa del Santissimo Nome di Maria, che dentro il recinto stava accanto a un magazzino per le provviste, mentre il campanile faceva da torre di avvistamento sopra i tetti.
Più volte distrutta e ricostruita in stili diversi, la parrocchiale ha l'aspetto dell'Ottocento, e la sua forma attuale si data al 1882. All'interno custodisce altari barocchi e un fonte battesimale del Cinquecento; il Santissimo Nome di Maria, patrono del paese, si festeggia il 12 settembre. La chiesa della Santissima Trinità conserva un pregevole altare del Settecento.
Russiz e Spessa, le dimore sui colli
Sul colle di Russiz Superiore lo svizzero Theodor de la Tour fece innalzare fra il 1868 e il 1869 un bianco castello in stile Windsor, completato nel 1872, che ricorda il castello di Miramare: è villa Russiz. Il conte vi abitò con la moglie, la nobile Elvine Ritter de Zahony, e piantò nuovi vigneti con varietà francesi come Sauvignon e Chardonnay, che alzarono la qualità della viticoltura locale. Alla sua morte, nel 1894, Elvine gli dedicò un mausoleo nel punto più alto della tenuta. Alla contessa si lega anche una scuola evangelica con orfanotrofio, passati ai cattolici dopo la confisca del 1926.
Sull'altura di Spessa, ai margini dell'abitato, il castello di Spessa è circondato da un giardino all'italiana. Vi soggiornarono Giacomo Casanova, esule da Venezia, nel 1773, e Lorenzo Da Ponte, librettista di tre opere di Mozart; l'architetto triestino Ruggero Berlam lo rifece in stile eclettico.
A Russiz di Sopra, sulla cima di un colle dove sorge una casa colonica, restano pochi tratti di muro. Per lo storico Tito Miotti il robusto portale fra pilastri di pietra all'ingresso dell'aia superiore rivela che lassù stava una casa fortificata, poi distrutta e sostituita dagli edifici rurali.
Domande frequenti
Dove si trova Capriva del Friuli?
Il paese sta circa 8 chilometri a ovest di Gorizia e una quarantina di chilometri a nord-ovest di Trieste.
Si può camminare fra i vigneti di Capriva del Friuli?
Sì: molti sentieri del comune sono ad anello, come il giro «Vigneti di Villa Russiz – Punto Panoramico Collio Brda», e i più facili hanno dislivelli lievi fra i filari.
