Borghi & Città · 8 min di lettura

Casarsa della Delizia, dalla «casa arsa» del 1182 ai luoghi di Pasolini

Casarsa della Delizia, paese della provincia di Pordenone sulle risorgive, col nome da una «casa arsa», la cantina La Delizia e la tomba di Pasolini.

Chiesa con due campanili gemelli sulla piazza di Casarsa della Delizia, vigneti e il greto del Tagliamento
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Casarsa della Delizia è un comune della pianura in provincia di Pordenone, a 44 metri di quota presso la riva destra del Tagliamento, col nome attestato come «Casam arsam» già nel 1182. Legato a Pier Paolo Pasolini, che vi visse negli anni Quaranta e vi è sepolto, è anche uno dei maggiori centri del vino in Friuli.

Le acque di Casarsa fra risorgive e Tagliamento

Il territorio comunale, esteso per circa 20,41 chilometri quadrati, è attraversato dalla linea delle risorgive, il confine dove l'alta pianura incontra la bassa, a uguale distanza dalle Alpi e dall'Adriatico. Qui l'acqua affiora in molti punti e dà vita a diversi fiumi. Il maggiore è il Lemene, che nasce col nome di roggia Versa, lo cambia meno di dieci chilometri più a sud e bagna poi il centro storico di Portogruaro. Il Sile sgorga a Villa Sile, il Reghena nell'area di Boscat, al confine con San Vito al Tagliamento. A ovest del capoluogo la roggia dei Molini alimenta un lago artificiale e, arrivata a San Giovanni, prende il nome di fiume Lin.

Il Tagliamento scorre a circa 3 chilometri dal centro abitato e si avvicina di più a Versuta e alla località Comunali. In un passato non lontano il suo letto arrivava a lambire Versuta, come rivela la natura del terreno. Il fiume ha segnato l'agricoltura del paese, soprattutto la coltura della vite, e il ponte che lo attraversa, chiamato Ponte della Delizia, lo lega a Casarsa anche nel nome.

Il capoluogo dista 16 chilometri da Pordenone e 40 da Udine e confina con Valvasone Arzene, Zoppola, San Vito al Tagliamento e Fiume Veneto. Attorno a esso si dispongono a raggiera le frazioni: San Giovanni, la principale, con Versuta ormai unita a essa, e i piccoli borghi di Villa Sile e San Floreano.

Il nome, dalla «casa arsa» alla Delizia

In friulano il paese si chiama Cjasarse, e Cjasarsa nella parlata locale. La forma latina «Casam arsam» significa casa arsa, bruciata: potrebbe ricordare le invasioni degli Ungari del X secolo, oppure l'incendio e il saccheggio che il paese avrebbe subito in età longobarda. Un'altra lettura preferisce il senso di «arida», per la natura del terreno.

La seconda parte del nome arrivò col regio decreto n. 3893 del 18 agosto 1867, che doveva distinguere il comune da Casarza Ligure. Fu presa da una località a est del paese, vicina al ponte omonimo sul Tagliamento, e significa «luogo prospero e felice». In quell'occasione il Comune adottò un nuovo stemma, che celebra l'unione con San Giovanni: sul campo verde una casa in fiamme richiama l'etimologia, sull'azzurro l'Agnus Dei, l'agnello pasquale simbolo di san Giovanni Battista, e nella fascia rossa in alto due mani si stringono.

Dai castellieri alla Serenissima

I primi abitanti lasciarono selci e cocci nell'età del Bronzo e del Ferro, e soprattutto i cosiddetti castellieri, villaggi fortificati, in particolare nella zona di San Giovanni. Un abitato preistorico più vasto, noto come Sédulis, occupava l'area fra San Vito, Casarsa e Bannia. In età romana il territorio era percorso da strade, fra cui la via Iulia Augusta diretta da Mestre a Udine, e nella sua parte occidentale sorgeva un insediamento stabile. Laterizi, tessere di mosaico, frammenti di anfore e pesi da bilancia trovati qui sono conservati nel Civico Museo di San Vito al Tagliamento. Dopo la caduta dell'Impero, Casarsa fu un'arimannia longobarda, un presidio armato sulla vecchia via romana.

Nel 1183 una bolla di papa Lucio III indicava Casarsa alle dipendenze dell'abbazia di Sesto al Reghena, mentre San Giovanni rispondeva direttamente al vescovo di Concordia. La pieve di San Giovanni, pieve vescovile, fu chiesa madre di Casarsa fino al 1440, oltre che di San Vito, Prodolone e San Lorenzo. Il paese appartenne alla Patria del Friuli e passò poi alla Repubblica di Venezia.

Nell'età napoleonica fece parte per circa un anno, fra il 1806 e il 1807, del Dipartimento di Passariano, con capoluogo Udine, e fino al 1814 di quello del Tagliamento, con capoluogo Treviso. Nel 1847 il comune assorbì parte del soppresso comune di San Giovanni e la località Sile, staccata da Orcenico Inferiore, raggiungendo i confini che ha. Nel 1866 fu annesso all'Italia.

Binari, cantine e caserme di Casarsa

La stazione aprì nel 1855 sulla linea fra Venezia e Udine. Dalla seconda metà dell'Ottocento ferrovie e strade nuove favorirono commerci e industrie, e Casarsa diventò un nodo ferroviario: è capolinea della linea per Portogruaro, con una seconda stazione a San Giovanni di Casarsa, e fino al 1987 era servita anche dalla linea per Gemona del Friuli. Su quest'ultima, durante l'occupazione austriaca del 1917-1918, funzionò per poco una terza stazione, Casarsa Nord, smantellata pochi anni dopo.

L'acqua abbondante ha sempre favorito la vite, coltivata da piccoli proprietari che nel 1931 si riunirono nella cantina sociale La Delizia; dal 1919 esisteva la Cooperativa di Consumo di Casarsa. Porta il nome del paese anche il «Casarsa», una forma di allevamento della vite adottata in altre parti d'Italia e del mondo, che sarebbe nata proprio qui. Ogni primavera, fra la fine di aprile e i primi di maggio, la «Sagra del Vino. Festa di Primavera» richiama in centro uno dei pubblici più numerosi della regione.

Proprio l'importanza dei binari e delle strade costò cara al paese nella seconda guerra mondiale, quando i bombardamenti degli Alleati lasciarono semidistrutto il centro abitato. Fino alla fine della guerra fredda Casarsa fu uno dei centri militari più noti d'Italia: fino agli anni Ottanta ospitò la caserma più grande del Paese dopo la Cecchignola di Roma, in un polo che comprendeva la caserma «Trieste», l'aeroporto «Francesco Baracca» e la caserma «Giovanni Leccis» di Orcenico Superiore. I soldati fecero fiorire negozi, alberghi e ristoranti, finché il mutare degli equilibri internazionali ridusse molto la presenza dell'esercito.

Pier Paolo Pasolini a Casarsa e Versuta

Casarsa era il paese d'origine di Susanna Colussi, madre di Pier Paolo Pasolini, nato a Bologna nel 1922. Dagli anni Trenta il futuro poeta vi passava ogni estate con lei e col fratello Guido Alberto, e al paese, che chiamò «luogo assoluto dell'universo», dedicò la sua prima raccolta in friulano, Poesie a Casarsa, stampata a Bologna nel 1942.

Alla fine del 1942 i pericoli della guerra su Bologna spinsero la famiglia a stabilirsi nella casa dei parenti materni, la casa Colussi, sede del Centro Studi Pier Paolo Pasolini, che custodisce manoscritti, dipinti e disegni degli anni friulani. Dall'ottobre 1944, con Guido entrato nella lotta partigiana e il padre Carlo Alberto prigioniero degli inglesi in Africa, Pier Paolo e la madre si spostarono nel vicino borgo di Versuta, da cui rientrarono a Casarsa nel 1947. Guido fu ucciso nel febbraio 1945 da altri partigiani. A Versuta il poeta prese parte all'Academiuta di Lenga furlana, un cenacolo letterario nato per dare dignità di lingua scritta al friulano.

Nella primavera e nell'estate del 1948, l'unico periodo di militanza politica attiva della sua vita, faceva affiggere a San Giovanni manifesti murali polemici, in italiano e in friulano, presso la loggia del Comune, un edificio gotico-veneziano del XIII secolo. Il periodo friulano si chiuse di colpo nel gennaio 1950: travolto dallo scandalo dei cosiddetti fatti di Ramuscello, Pasolini fuggì a Roma con la madre.

Chiese e memorie del centro

La chiesa di Santa Croce e San Rocco, l'antica parrocchiale del XV secolo ridotta nell'Ottocento, conserva affreschi cinquecenteschi di Pomponio Amalteo, che Pasolini cominciò a ripulire coi ragazzi del paese; qui si tennero i suoi funerali, il 6 novembre 1975. Vi si trova anche una lapide del 1529 sull'invasione turca del 1499, che ispirò al poeta il dramma in friulano I Turcs tal Friûl, scritto nel 1944. La lapide proviene dalla scomparsa chiesa della Beata Vergine delle Grazie, la cui pianta è ricalcata sulla pavimentazione di piazza Cavour.

Nel cuore del paese sorge la chiesa arcipretale, intitolata alla Santa Croce e alla Vergine del Rosario: eretta negli ultimi decenni dell'Ottocento, ha ai lati della facciata due campanili gemelli, ciascuno con quattro monofore, cioè finestre a una sola apertura, e due orologi; all'interno raccoglie molti affreschi di artisti friulani del Novecento. In via Valvasone, il capitello votivo del Borc di Sora è un piccolo sacello con frontone su quattro colonne e un altare, e sul tetto due pilastrini reggono una campana. Di tutt'altra epoca è l'ex municipio disegnato dall'architetto Gino Valle e costruito fra il 1966 e il 1974, sede del Comune fino al 2015, quando gli uffici passarono a Palazzo Burovich de Zmajevich.

A Versuta, la chiesetta di Sant'Antonio Abate custodisce le pitture più antiche del comune, affreschi del Trecento che Pasolini e i suoi allievi liberarono dall'intonaco sfregandolo con le cipolle.

Nel cimitero, a sinistra dell'ingresso, Pasolini riposa accanto alla madre in una tomba progettata da Gino Valle: due lapidi grigie gemelle stese a terra nella stessa aiuola, quella del poeta con incisi solo il nome e gli anni 1922-75. Una sottile striscia di marmo rialzata nella ghiaia richiama l'attenzione di chi passa, e un alloro, antico simbolo del poeta, fa ombra alla pietra. Vicino sono sepolti il padre e i Colussi, mentre la tomba di Guido sta a destra dell'ingresso, fra i caduti locali della Liberazione.

Domande frequenti

Come si arriva in auto a Casarsa della Delizia?

Il paese è attraversato dalla statale 13 «Pontebbana», dalla statale 463 «del Tagliamento» e dalla provinciale 1 «Val d'Arzino». Il raccordo dell'autostrada A28 si trova a 8 chilometri dal centro, mentre il casello di Portogruaro dell'A4 dista 22 chilometri.

Che friulano si parla a Casarsa della Delizia?

Accanto all'italiano si usa il friulano occidentale, detto anche concordiese, riconoscibile per le parole che finiscono in -a invece che in -e, come cjasa al posto di cjase. Dal 2001 una delibera della Regione include Casarsa fra i comuni dove il friulano è protetto per legge.

Come arrivare

In treno si scende alla stazione di Casarsa: da lì al centro di Casarsa della Delizia sono 1,5 km, da fare a piedi.

Per chi arriva in auto dal Raccordo Autostradale Cimpello-Pian di Pan, l'uscita più vicina è Udine Pordenone: restano 11,2 km, 13 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al centro del comune.

Info utili

Dove si trova
Casarsa della Delizia (PN)
Coordinate
45,95000 N, 12,85000 E (centro di Casarsa della Delizia) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

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