Borghi & Città · 5 min di lettura

Cludinico, il villaggio della miniera di carbone a Ovaro

Cludinico, frazione di Ovaro in val Degano, fu fino al 1957 un villaggio di minatori del carbone, con le gallerie di Creta d'Oro e un museo nell'ex magazzino.

Case di pietra di Cludinico sul pendio boscoso in autunno, un sentiero scende all'ingresso della miniera
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Cludinico è una frazione di Ovaro, in Carnia, posata a circa 700 metri d'altitudine su un versante boscoso della val Degano. Fino al 1957 visse del carbone: sotto il paese si scavarono fino a 150 chilometri di gallerie, e un tratto della miniera di Creta d'Oro si visita insieme a un museo.

Case di pietra sul versante

In friulano il paese si chiama Cludini. Le sue case di pietra crescono addossate l'una all'altra, quasi nascoste dal bosco che copre il fianco della montagna. In età moderna Cludinico formava uno dei tredici comuni rurali della zona di Ovaro, ognuno coincidente con un villaggio. A reggerlo era la «vicìnia», cioè l'assemblea dei capifamiglia, che eleggeva un sindaco detto «merìga» e due «giurati»; poiché gli uomini passavano lunghi periodi lontano per commercio o per mestiere, quel ruolo toccava spesso alle donne. I piccoli comuni confluirono poi in quelli di Ovaro e di Mione, fusi in un unico comune nel 1871.

Il carbone di Cludinico e i suoi siti

Sotto il nome di «miniera di Cludinico» stanno più siti di estrazione, sfruttati in epoche diverse: Rio Malon, Rio Furioso, Creta d'Oro e conca Vareton. Il combustibile giace in rocce del Triassico, e il giacimento è annoverato fra i più grandi del Friuli Venezia Giulia.

Gli scavi cominciarono negli ultimi decenni del Settecento e proseguirono a fasi alterne, finché la rete delle gallerie arrivò a svilupparsi per 120-150 chilometri. Ne usciva un'antracite carnica di buona qualità, bruciata nelle fucine dei fabbri, nelle fornaci, negli altiforni della metallurgia, nelle locomotive e nelle macchine a vapore. Ippolito Nievo dedicò alla miniera una poesia che si apre con il verso «Sfolgora il sole».

Dal 1947 un villaggio minerario

La produzione toccò il suo culmine a partire dal 1947. L'importanza del giacimento richiamò manodopera da ogni parte d'Italia, e il paese assunse la fisionomia di una company town, cioè un insediamento costruito attorno all'impresa: dormitori e mense sorgevano accanto alle officine, alle falegnamerie e alla teleferica che portava via il carbone. In miniera lavoravano uomini e donne, e il villaggio arrivò a ospitare fino a 1.600 operai, più molti altri che vivevano del suo indotto. Tre osterie restavano aperte giorno e notte, accanto a uno spaccio di alimentari.

Il lavoro si divideva in tre turni e non si fermava mai. Sopra l'ingresso di Vareton un cartello avvertiva: «Proibito l'ingresso a chi non appartiene al lavoro». Secondo i ricordi degli ex minatori, chi veniva dai paesi vicini saliva a piedi per sentieri che si univano presso l'imbocco delle gallerie. Per il turno di notte ognuno portava una lanterna accesa, e dalla valle di fronte quelle file di luci, convergenti da più direzioni, sembravano disegnare una stella luminosa sul fianco buio del monte.

La chiusura del 1957 e le tracce a Cludinico

Nel 1957 l'estrazione cessò, perché il carbone andava esaurendosi e i costi di scavo e di trasporto erano diventati troppo alti. Gli impianti furono smantellati e recuperati. Insieme alla cartiera di Ovaro, la miniera aveva in parte frenato l'emigrazione verso l'estero, e la sua fine fu un momento di crisi per l'economia locale.

Come voleva la legge, gli ingressi dei siti abbandonati venivano chiusi e mascherati per ragioni di sicurezza, così le gallerie furono ritrovate in tempi diversi. Fra le case del paese sopravvivono oggetti di quella stagione: i binari su cui correvano i vagoni, riusati come recinti di giardini, e perfino una sveglia lasciata dai cosacchi che durante la seconda guerra mondiale occuparono la Carnia.

Nelle gallerie di Creta d'Oro

La miniera di Creta d'Oro si apre a valle del paese e si raggiunge per il sentiero che percorrevano i minatori. Le sue gallerie furono recuperate a scopi culturali, didattici e turistici: illuminate e messe in sicurezza, si percorrono per circa un chilometro, su quattro livelli uniti da ripide scale di legno. Il tracciato è stretto e tortuoso e attraversa camere e depositi.

Sottoterra la temperatura resta costante sui 15 gradi e regna un silenzio completo. Lungo le pareti si riconoscono le vene di carbone rimaste nella roccia e le concrezioni calcaree di vari colori, formate dal continuo gocciolare dell'acqua. Basta sfiorare la roccia per uscire con le mani nere.

Un museo nell'ex magazzino minerario

Il Museo ex Miniera di Cludinico fu inaugurato il 6 dicembre 2008 nell'edificio che, all'ingresso del paese, faceva da magazzino del villaggio minerario. Gran parte dei reperti fu donata dai minatori e dalle loro famiglie. Le sezioni tematiche ripercorrono l'intero ciclo produttivo: dai livelli di affioramento del carbone ai campioni dei carotaggi eseguiti con le sonde Swenska, dall'avanzamento in galleria al brillamento delle mine, fino agli attrezzi di scavo, alla fucina e alla falegnameria.

Uno spazio racconta la vita negli alloggi e il tempo libero dei minatori, molti dei quali venivano da fuori regione. Completano la raccolta gli strumenti per i rilievi topografici, le lampade a carburo, gli oggetti dell'Ufficio Tecnico e i libri d'epoca sul mondo delle miniere. Dalla terrazza dell'edificio lo sguardo spazia sul verde della valle.

Domande frequenti

Come si arriva a Cludinico?

Da Ovaro la frazione dista 3 chilometri lungo la SR355 della val Degano: chi sale da Tolmezzo svolta a destra poco a sud di Ovaro. Da Udine il tragitto è di circa 70 chilometri, per la SS52 e la SP49 oppure per l'A23 con uscita Carnia-Tolmezzo.

Si può raggiungere Cludinico in bicicletta?

Sì, con la pista ciclabile da Tolmezzo a Ovaro, parte della ciclovia FVG8A: 20 chilometri in salita lungo il torrente Degano, in parte sul tracciato della vecchia ferrovia Villa Santina-Comeglians, con circa 300 metri di dislivello.

La visita alla miniera di Cludinico è a pagamento?

Sì: si entra con un biglietto, che comprende anche l'ingresso al museo.

Come arrivare

In treno si scende alla stazione di Carnia: da lì a Cludinico sono 29,4 km, 31 minuti in auto.

In auto, l'uscita più vicina è Tolmezzo (Zona Ind.le): poi 19,8 km, 21 minuti di guida.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino a Cludinico.

Info utili

Dove si trova
Ovaro (UD)
Coordinate
46,45694 N, 12,88250 E (Cludinico) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

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