Borghi & Città · 7 min di lettura

Cormons, cittadina asburgica del Collio fra la centa, le piazze e il Vino della Pace

Cormons, comune del Collio goriziano ai piedi del monte Quarin, sede patriarcale dal 628 e luogo dell'armistizio del 1866 firmato a villa Tomadoni.

Cormons con la scalinata al duomo e il campanile dal tetto di rame, le case colorate e la torre in rovina sul colle
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Cormons (in sloveno Krmin) è un comune della provincia di Gorizia, ai piedi del monte Quarin e a circa 3 chilometri dal confine con la Slovenia. Centro principale del Collio, nacque come stazione militare romana e appartenne per secoli agli Asburgo, che le diedero l'aspetto di una cittadina mitteleuropea.

Il Collio intorno a Cormons

La cittadina occupa la fascia piana del Collio, a nord del Carso goriziano. Gorizia, il capoluogo di provincia, dista circa 10 chilometri, Udine circa 25, Trieste circa 40 e Pordenone circa 90.

Alle spalle del paese si alza il monte Quarin, alto 274 metri. Sulla cima, dell'antica fortezza restano una torre massiccia squarciata e un anello irregolare di pietre delle mura; da lassù lo sguardo corre sui vigneti fino alla Slovenia e, verso sud, sulla pianura attraversata dall'Isonzo.

Le colline intorno sono coltivate a vite su un terreno di marne e arenarie che in zona chiamano ponca. Monti e mare sono vicini, e il microclima si distingue per la ventilazione e l'escursione termica. Lungo il confine si raccolgono piccoli borghi come Dolegna del Collio, San Floriano del Collio e Savogna d'Isonzo, dove la comunità parla sloveno. Nel territorio comunale si stende anche il Parco Naturale del Bosco di Plessiva, un'area verde adatta alle escursioni.

Dalla stazione romana ai conti di Gorizia

Le prime tracce di insediamento risalgono all'età romana, quando questa terra gravitava sulla colonia di Aquileia. Nel II secolo il luogo fu fortificato contro le invasioni di Quadi e Marcomanni. La rocca sul monte, il castrum, fu probabilmente innalzata dai Longobardi nel 610 per resistere agli Avari.

Nel 628 Cormons divenne sede dei patriarchi di Aquileia e lo restò per più di un secolo. Lo scisma dei Tre Capitoli aveva portato all'elezione di due patriarchi nello stesso tempo: uno riparò a Grado, l'altro scelse Cormons, più sicura e non lontana da Aquileia, che teneva il titolo della provincia metropolitica. La disputa si chiuse nel 731, quando furono riconosciute legittime entrambe le sedi, e nel 737 il patriarca di Aquileia si spostò a Cividale, dove risiedevano i duchi longobardi.

Durante le incursioni degli Ungari, fra IX e X secolo, il castello del Quarin offrì probabilmente rifugio alla popolazione. Nel 964 l'imperatore Ottone I donò queste terre al patriarca di Aquileia. La posizione sulla via d'accesso a Gorizia e su diverse vie di pellegrinaggio rese però Cormons a lungo contesa: nei secoli XI e XII se la disputarono i patriarchi e i conti di Gorizia, che se ne impadronirono nel 1277. Dopo una breve occupazione veneziana nel 1308, tornò ai conti.

Sotto gli Asburgo fino alla Grande Guerra

Nel 1497 il conte Leonardo di Gorizia dovette firmare, per evitare una guerra, un lascito ereditario a favore di Massimiliano I d'Asburgo. Alla sua morte Cormons passò con tutta la contea all'Impero asburgico, che la tenne fino alla prima guerra mondiale, salvo l'occupazione veneziana del 1508-1509 e la parentesi napoleonica. Fra il 1563 e il 1570 vi si svolsero incontri politici e militari fra Venezia e l'Impero, con scarsi risultati.

Dopo il Congresso di Vienna, nel 1816 il Goriziano entrò nel Regno d'Austria. Nel 1849 Francesco Giuseppe ne fece un Land, la Contea Principesca di Gorizia e Gradisca, uno dei 17 Paesi rappresentati al Consiglio dell'Impero. Dal 1860 la ferrovia Südbahn univa Cormons a Vienna e alla rete italiana. Il 12 agosto 1866, a villa Tomadoni in via Piave, il generale Petitti di Roreto e il plenipotenziario austriaco, il generale Moring, firmarono l'armistizio fra Regno d'Italia e Impero d'Austria che chiuse la terza guerra d'indipendenza; da allora la stazione fu dogana del nuovo confine.

Fra la fine dell'Ottocento e il primo Novecento il paese crebbe come una piccola città. Vicino alla stazione della linea Udine-Trieste sorse l'Albergo della Meridionale, si inaugurò un ospedale intitolato a Francesco Giuseppe e nel 1903 fu costruita la scuola Vittorino da Feltre, con un ampio parco. Nel 1908 un teatro in stile neoclassico prese il posto di vecchie casupole. Con la bolla del 4 agosto 1910 l'imperatore concesse a Cormons il titolo di città, riconoscendo la crescita economica portata dalla ferrovia.

Nella prima guerra mondiale gli Italiani occuparono subito il paese, che l'esercito austro-ungarico riconquistò; tornò definitivamente all'Italia alla fine del conflitto. Durante la ritirata di Caporetto gli Arditi distrussero o bruciarono diversi edifici, recuperati fra le due guerre.

Centa, duomo e piazza XXIV Maggio

Il primo nucleo dell'abitato crebbe fra Medioevo e Rinascimento sulle pendici del Quarin, attorno al luogo del duomo, dove un breve tratto di mura proteggeva il paese. È la centa, la cinta fortificata medievale, che una guida fa risalire ai Longobardi: un intrico di vicoli stretti fiancheggiati da case dai colori vivaci.

Una scenografica scalinata sale al duomo di Sant'Adalberto, costruito a partire dal 1736 sul sito di una cappella del XIII secolo, dedicata prima a Maria e poi al santo vescovo e martire. Il campanile, il secondo per altezza nella diocesi di Gorizia dopo quello di Aquileia, appartiene alla chiesa precedente e ha perso la cuspide veneziana, sostituita da una copertura in rame. Accanto sorge la casa dell'antica pieve, Cjase de Plef Antiche, una casa colonica che custodisce arredi sacri, paramenti e sculture in legno.

Fra Seicento e Settecento il centro fu ridisegnato con palazzi di gusto asburgico attorno a piazza XXIV Maggio, che nel Medioevo ospitava il mercato. Nel 1903 la piazza fu allargata acquistando e abbattendo i ruderi di casa Deperis, distrutta da un incendio. Vi affaccia palazzo Locatelli, del XVIII secolo, sede del municipio e dal 2002 del Museo Civico del Territorio, con una sezione dedicata allo scultore cormonese Alfonso Canciani (1863-1955), formato nella Vienna della Secessione. Fra le altre dimore del centro si contano palazzo Neuhaus e palazzo Tacco-Aita.

Piazza Libertà e le chiese di Cormons

Al centro di piazza Libertà la statua bronzea di Massimiliano I d'Asburgo, di fattura viennese, poggia su un alto piedistallo di marmo e ricorda il primo monarca straniero del Friuli. La figura dell'imperatore risalta davanti alla facciata del santuario di Rosa Mistica, cioè la chiesa di Santa Caterina, coi due campanili gemelli a bulbo delle chiese barocche della Mitteleuropa. Si racconta che la statua della Madonna, opera del cormonese Francesco Regola, avesse più volte trasudato e mosso gli occhi, e che per questo le fosse messa in mano una rosa d'argento e d'oro, da cui verrebbe il nome del santuario.

La piazza cambiò volto a metà degli anni Cinquanta: per allargarla si abbatterono la chiesetta di Sant'Antonio e la facciata di palazzo Cumano-Perusini, e il giardino retrostante fu diviso per aprire via Cumano. Agli inizi degli anni Sessanta, all'angolo fra via Udine e via Friuli, sorse il primo grattacielo del paese, di altezza modesta, seguito da una serie di grandi palazzi fino a via Zorzut e via Ara Pacis. Altre demolizioni cancellarono il vecchio convento di Rosa Mistica, la stazione ferroviaria originaria e la caserma austriaca.

Fuori dalla piazza, la chiesa di San Leopoldo, nella parte sud-orientale del paese, ha stalli di legno intagliato, mentre la chiesa di San Giorgio fu costruita sui ruderi di un castello distrutto nel XIII secolo. Nella frazione di Brazzano si trova la chiesa di San Lorenzo, con la facciata scandita da quattro lesene.

Vino della Pace e cucina cormonese

Dalle vigne della ponca nascono bianchi come il Friulano e la Ribolla Gialla, accanto a Pinot e Sauvignon. Ogni anno la Cantina Produttori Cormòns prepara il Vino della Pace, un uvaggio di uve e barbatelle provenienti da tutti e cinque i continenti, coltivate in un vigneto della zona; le bottiglie vengono donate a capi di Stato, papi e personalità internazionali come segno di fratellanza. La Festa dell'Uva, la seconda domenica di settembre, porta per le strade rievocazioni storiche e sfilate di carri allegorici.

In tavola le influenze mitteleuropee si riconoscono negli gnocchi di susine e in dolci come le favette, il presnitz e la putizza. La specialità locale è il prosciutto di Cormons, dal gusto dolce, affumicato al fuoco di legno di ciliegio e alloro. Il territorio è noto anche per i formaggi di latteria, le rape, gli asparagi e il radicchio rosso «Rosa di Gorizia».

Domande frequenti

Come si arriva a Cormons?

In auto si lascia l'autostrada A4 al casello di Villesse, a circa 10 minuti dal paese. In treno si scende alla stazione cittadina, sulla linea Udine-Trieste.

Da dove viene il nome Cormons?

La radice è prelatina: probabilmente un nome di persona o di popolo, Carmo, da cui sarebbe venuto anche quello della tribù dei Galli Carmones o Carmonenses. La tribù avrebbe avuto per totem una donnola o un ermellino, carmùn in reto-romanzo e harmo in antico tedesco.

Come arrivare

Chi arriva in treno ha la stazione di Cormons a 1,2 km, una distanza da fare a piedi.

Per chi viaggia in autostrada l'uscita più vicina è Gradisca d'Isonzo: restano 7,4 km, 7 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al centro del comune.

Info utili

Dove si trova
Cormons (GO)
Coordinate
45,95000 N, 13,46667 E (centro di Cormons) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

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