Enemonzo, in friulano Enemonç, è un paese carnico della provincia di Udine, adagiato nella vallata dove il torrente Degano incontra il Tagliamento. Abitato fin dall'età della pietra, custodisce la pieve dei Santi Ilario e Taziano, fra le più antiche del territorio carnico, e nelle frazioni chiese affrescate nel Cinquecento.
Piana e colline di Enemonzo
Il paese si stende sulla riva destra del Degano, di fronte all'abitato di Villa Santina, a 12 km da Tolmezzo, in una delle piane più ampie e fertili della Carnia. Il punto d'incontro fra la Val Degano e l'alta Val Tagliamento ne fece fin dall'antichità un luogo di scambio fra genti diverse. Nella piana si incrociano due statali: una sale verso l'alta valle del Tagliamento e il Cadore, l'altra verso il Canale di Gorto.
Il territorio comunale misura 23,76 km² e va dai 350 metri del fondovalle ai 1868 metri del monte Lovinzola, sul cui ripido versante settentrionale si spinge il confine; attorno si alzano verdi colline e il monte Colgentile. Le frazioni sono sei: Colza, Esemon di Sotto, Fresis, Maiaso, Quinis e Tartinis. In paese, oltre all'italiano, si usa il friulano carnico, che dal 2001, per una delibera della Giunta regionale, gode qui della tutela prevista per questa lingua.
Le origini antiche e il Patriarcato
Le prime tracce umane sono un'ascia di pietra levigata, trovata sulla collina di San Rocco, e un'ascia di bronzo emersa a Esemon di Sotto; vi si aggiungono vari resti romani e un tesoretto rinvenuto in località Fieria. Nel 35 a.C. le legioni di Roma sottomisero i Galli Carni, e la zona entrò nella X Regio Venetiae et Histriae.
Il nome del paese compare nei documenti soltanto attorno al 1000, nella forma Enemum. Dal 1017 al 1420 Enemonzo appartenne al Patriarcato di Aquileia e visse in quei secoli il periodo più prospero della sua storia antica. Con la caduta del patriarcato, nel 1420, passò a Venezia: sotto la Serenissima faceva parte del «quartiere di Socchieve». Il dominio veneziano finì nel 1797, quando il trattato di Campoformio assegnò all'impero asburgico il Veneto, che allora includeva anche il Friuli.
Un comune fra Napoleone e il Novecento
Come ente, il comune esiste dal 1806. Nel napoleonico Dipartimento di Passariano fu un comune di III classe, che dipendeva dal Cantone di Ampezzo, all'interno del Distretto di Tolmezzo. Nel 1819 ottenne un Consiglio comunale, privo però di un ufficio proprio, che sostituì il «Convocato generale degli estimati». Dalla Restaurazione al 1866, anno dell'annessione al Regno d'Italia, appartenne al Distretto di Ampezzo.
Nel 1917 la ritirata di Caporetto investì il paese, e molti abitanti lasciarono le case per rifugiarsi oltre il Piave. Un regio decreto del 26 febbraio 1928 unì a Enemonzo il comune di Preone, che tornò autonomo nel 1947. Durante la seconda guerra mondiale, come il resto della Carnia, il paese subì l'occupazione dei cosacchi, segnata da saccheggi e violenze, fino alla loro partenza nel maggio 1945.
Nel centro, pieve e chiesette
Un campanile pendente, isolato, è il primo segno del paese per chi arriva. La pieve dei Santi Ilario e Taziano, chiesa arcipretale e una delle dieci pievi storiche della Carnia, aveva un tempo sotto di sé Raveo, Colza e Maiaso; di origine medievale, fu ricostruita per intero dopo il terremoto del 1732 e restaurata negli anni Ottanta, dopo il sisma che colpì il Friuli nel 1976. Nei suoi interni luminosi la «Resurrezione» affrescata nel 1855 occupa il soffitto della navata centrale, e il presbiterio conserva una tela attribuita alla bottega del pittore manierista vicentino Alessandro Maganza.
Poco lontano, nel cuore dell'abitato, la chiesetta della Beata Vergine della Consolazione ha ricevuto molti ritocchi nel corso dei secoli ma mostra all'esterno un aspetto arcaico. Al suo interno si trova un altare in legno intagliato e dorato del Seicento, firmato dallo scultore Giovanni Vincenzo Comuzzo. Allo stesso secolo risale la casa Garzolini, un elegante edificio del paese. Dall'alto di un colle, la chiesa di San Rocco domina la confluenza del rio Esemon nel Tagliamento.
Chiese e museo delle frazioni
A Colza la chiesa di San Giorgio, costruita nel Quattrocento, è decorata da un ciclo di affreschi che Pietro Fuluto dipinse nel 1513, e conserva un altare ligneo del Cinquecento attribuito alla bottega di Francesco Floreani. Nella stessa frazione ha sede il museo del territorio «Segni del tempo», che raccoglie e studia le tracce dei mestieri, della vita di casa attorno al focolare e delle usanze di un tempo.
A Fresis la chiesa di Santa Giuliana ha il coro affrescato da Giulio Urbanis nel 1588 e un altare seicentesco in legno dipinto e dorato. A Maiaso la chiesa di San Nicolò porta sulla facciata un trittico in pietra del Trecento, e nei dintorni della frazione si apre la Grotta dei Pagani.
Il Parco delle Colline Carniche a Enemonzo
Con 685 dei suoi circa 1907 ettari, il comune rientra nel Parco intercomunale delle Colline Carniche, approvato dalla Regione nel 1999 e condiviso con Lauco, Raveo e Villa Santina, che dal 2007 formano un'associazione di comuni. Il nome nasce dalla morbidezza dei rilievi, colli soleggiati coperti di prati e boschi. L'area protetta abbraccia il fondovalle e le fasce basse dei versanti, dove i sentieri attraversano boschi con specie tipiche dei luoghi umidi accanto ad altre degli ambienti asciutti.
Nella piana, in località Privilegio, l'aviosuperficie di Enemonzo è attrezzata per il volo in aliante con una pista lunga 520 metri e larga 70 e con un hangar per il rimessaggio. Fra i campi di volo italiani, soltanto quelli di Vipiteno e Bolzano stanno più a nord di questo, che gode di un clima privo di nebbie e di inversioni termiche. Dal suo parcheggio parte il sentiero per il Clap Foràt, che si raggiunge anche dalla pineta di Villa Santina.
Fra gli itinerari che legano le frazioni, l'anello di Esemon di Sotto e Quinis corre quasi tutto in piano, con una salita sterrata e una discesa a tornanti, per soli 150 metri di dislivello. L'anello di Fondas sale dal caseificio Val Tagliamento a Feltrone, scende a Viaso e rientra al punto di partenza con salite leggere. D'inverno, nella pianura, si scia lungo una pista di fondo ad anello di 7 km.
Domande frequenti
Che cos'è la mostra del formaggio di malga di Enemonzo?
È la Mostra mercato del formaggio e della ricotta di malga, che la Pro Loco organizza ogni settembre con l'ERSA per celebrare un'usanza centenaria: la discesa a valle dei formaggi stagionati durante l'estate negli alpeggi. Vi si assaggiano il formaggio salato della Carnia e le ricotte affumicate.
Quando si festeggiano i patroni di Enemonzo?
Il 16 marzo, giorno dei Santi Ilario e Taziano, titolari della pieve.
