Borghi & Città · 6 min di lettura

Forni Avoltri, il paese nato dai forni del monte Avanza nell'alta Val Degano

Forni Avoltri è il comune più a nord del Friuli Venezia Giulia, nato attorno ai forni che fondevano ferro, rame e argento estratti dal monte Avanza.

Forni Avoltri: case di pietra e legno sul prato, chiesetta e torrente fra boschi di larici e cime rocciose
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Forni Avoltri (For Davôtri in friulano) è il comune più settentrionale del Friuli Venezia Giulia, nell'alta Val Degano, in Carnia. Deve il nome ai forni dove si fondevano ferro, rame e argento estratti dal monte Avanza, e nel suo territorio sale il monte Coglians, la cima più alta della regione.

Le due borgate sul Degano

Il paese confina a ovest con il Veneto, attraverso il valico di Cima Sappada, e a nord con l'Austria, ai piedi del versante meridionale delle Alpi Carniche. Il capoluogo è diviso dal torrente Degano in due nuclei: Forni, poche case sparse su un crinale verde, e Avoltri, raccolto sulla riva destra. Il secondo nome verrebbe dal latino ab ultra, cioè «oltre» l'acqua del torrente, e si ritiene che Avoltri sia il borgo più antico, sorto per chi lavorava alle miniere.

Il territorio comunale misura 80,75 chilometri quadrati e comprende le frazioni di Frassenetto, Sigilletto, Collina e Collinetta. La casa comunale sta a 877 metri, mentre le quote del comune vanno da 774 a 2775 metri. Oltre al Coglians, alto 2780 metri, vi ricadono il monte Fleons (2512 metri), il monte Volaia (2486) e il monte Chiadenis (2456).

Miniere, patriarchi e Serenissima

Nella vallata sono venuti alla luce numerosi reperti del Paleolitico. Il nome compare in un atto del 778, una donazione del conte del Friuli Massellione che cita «Villam unam, quae sita est in montaniis, quae dicitur Furno» e le sue pertinenze, fra cui il ferro e il rame. Uno studio di G. B. Carulli sulle antiche miniere della Carnia, uscito nel 1981, giudicò sbagliato riferire quel documento a Forni di Sopra, un luogo senza giacimenti di interesse.

La prima prova sicura dell'attività estrattiva è del 1328: il patriarca di Aquileia Pagano della Torre concesse a Nascimbene detto Guercio di Scarfedara e ai suoi soci di rimettere in funzione le miniere e un forno ad Avoltri, attivi già in tempi antichi. Già in epoca patriarcale Avoltri riscuoteva un pedaggio doganale sulle merci, perché era uno snodo verso il Norico, attraverso il passo Veranis, e verso il Veneto, attraverso il passo di Sappada.

Nel 1420 il paese passò alla Serenissima, che tagliava i boschi di Forni per avere legname da case e da navi. Nel 1508 bande di lanzichenecchi, soldati mercenari tedeschi, scesero dal passo Volaia e diedero alle fiamme Collina e Collinetta. Dai valichi vicini a Collina partivano anche i cramârs, venditori ambulanti che portavano a spalla le merci in un mobiletto di legno a cassetti chiamato crascegno. L'estrazione di ferro, rame e argento continuò fino all'Ottocento; dopo la caduta di Napoleone, nel 1815, il paese entrò nel Regno Lombardo-Veneto austriaco e nel 1866 fu annesso al Regno d'Italia.

Forni Avoltri nelle guerre del Novecento

Durante la prima guerra mondiale la popolazione venne sgomberata e il paese divenne una base di rifornimento per le truppe italiane in prima linea, con il comando locale e un ospedale da campo. Le granate austriache lo colpirono più volte, e dopo la rotta di Caporetto fu occupato dal novembre 1917 al novembre 1918. Sui sentieri del fronte salivano le portatrici carniche, donne che nella gerla, il cesto da spalla usato per fieno, legna e patate, caricavano granate, cartucce e viveri per i soldati.

Sotto il fascismo il paese ospitò colonie estive per avanguardisti e balilla, e le loro casette di legno furono il primo nucleo del centro turistico di Piani di Luzza. Nel 1944 Forni Avoltri entrò nella Repubblica libera della Carnia; fra il 1944 e il 1945 Frassenetto e Forni furono bombardati, i rastrellamenti tedeschi deportarono gli uomini abili al lavoro e dall'ottobre 1944 all'aprile 1945 vi si stabilirono i cosacchi a cavallo.

Nel novembre 1966 un'alluvione uccise sette persone: il sindaco Riccardo Romanin, Augusto ed Ezio Brunasso ed Emilio Romanin, morti durante i soccorsi, e tre diciannovenni. La sottoscrizione lanciata dal Messaggero Veneto e raccolta dalla Provincia di Como permise di inaugurare nel 1967 una nuova scuola media, dono dei comaschi, intitolata alle vittime.

Chiese, musei e marmo

Nel capoluogo la chiesa di San Lorenzo, dedicata al patrono festeggiato il 10 agosto, risale al Cinquecento e fu ricostruita nel 1870. A Frassenetto la chiesa di San Giovanni Battista, che risale al 1346 e fu rifatta nel 1745, era il centro della circoscrizione ecclesiastica di Sopraponti e custodisce una Via crucis e dipinti del Settecento. Collina, a 1246 metri, ha alcune case antiche e la chiesa di San Michele, con due altari di legno del Seicento.

In un edificio del Settecento il museo etnografico «Cemùot chi èrin», cioè «Come eravamo» nel dialetto avoltrino, fu allestito nel 1992 ed entra nel Sistema museale della Carnia. Ricostruisce la cucina, la camera da letto e la malga, espone gli attrezzi del legno, della fienagione e delle gerle fra l'Ottocento e la seconda guerra mondiale, e dedica una sezione alla filatura e alla tessitura. Dall'estate 2008 una mostra permanente sulla Grande Guerra presenta elmetti, armi e cucine da campo accanto alla ricostruzione di un ricovero di trincea; le raccolte comprendono materiali sul fotografo Gino Del Fabbro e sulla geologia di Pierabech.

A Pierabech si cava a cielo aperto il marmo fior di pesco, chiamato così per il colore, con toni dal grigio al rosa e al bianco e venature color avorio. Le sorgenti di acqua oligominerale sono abbondanti: fra queste Clevos, a Frassenetto, e Fleòns, a Pierabech, che si raggiunge con una breve camminata nel bosco sul sentiero CAI 140.

Montagne e sport di Forni Avoltri

I sentieri del comune portano a malghe, rifugi e cime come il monte Avanza, il Volaia, il Sasso Nero e la Creta Bianca, lungo itinerari legati ai nomi Marinelli, Tolazzi e Lambertenghi; sulle creste di confine restano tracce della prima guerra mondiale. Il lago Bordaglia sta dentro l'oasi faunistica di Bordaglia-Flèons, istituita dalla Regione nel 1968, mentre il lago Volaia, oltre il passo omonimo, appartiene alla Carinzia austriaca. Presso Collina si arrampica sulla falesia del Rio Landri, e la salita al Coglians chiede esperienza e preparazione.

Il paese è noto soprattutto per il biathlon: ai Piani di Luzza sorge la Carnia Arena, centro federale per gli sport nordici con 10 chilometri di piste da fondo, usate anche per lo skiroll. Il calendario del paese segue le stagioni: il 19 marzo si tiene il tir des cidulos, negli ultimi sabato e domenica di giugno si parte in pellegrinaggio verso Maria Luggau e nelle ultime due domeniche di luglio si celebra la Festa dei frutti di bosco.

Domande frequenti

Come si arriva a Forni Avoltri?

Si percorre la strada statale 355 della Val Degano: il paese dista 34 chilometri da Tolmezzo e 11 da Sappada, sul versante veneto.

Info utili

Dove si trova
Forni Avoltri (UD)
Coordinate
46,62648 N, 12,75182 E (Monte Avanza) · Apri su Google Maps

Posizione © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Borghi del Friuli