Borghi & Città · 7 min di lettura

Lignano Sabbiadoro, la penisola fra laguna e Tagliamento diventata città balneare nel Novecento

Lignano Sabbiadoro, comune balneare in provincia di Udine sulla penisola fra laguna di Marano e Tagliamento, con la Terrazza a Mare e la spirale di Pineta.

Lignano Sabbiadoro: spiaggia dorata, pineta e lungo pontile verso la Terrazza a Mare con le volte a conchiglia
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Lignano Sabbiadoro è il comune più meridionale della provincia di Udine, su una penisola dell'Alto Adriatico stretta fra una laguna e la foce di un fiume. Già abitata in età romana, la penisola si trasformò all'inizio del Novecento in una delle più antiche stazioni balneari d'Italia, cresciuta poi nel dopoguerra con la spirale urbanistica di Lignano Pineta.

La penisola di Lignano fra laguna e mare

La penisola dista una cinquantina di chilometri da Udine e circa 90 sia da Venezia sia da Trieste. La laguna di Marano la chiude a est e a nord; a ovest la delimita la sponda sinistra del Tagliamento, il fiume che divide il litorale friulano da quello veneto di Bibione. Verso sud la costa corre per circa 8 chilometri con una sabbia fine e dorata e un fondale che scende dolcemente.

Fra il Cinquecento e il Seicento i periti della magistratura veneziana che vegliava sulla laguna ne tracciarono le prime piante accurate: otto o nove file di dune modellate dal vento, un intrico mutevole di canali e la striscia di spiaggia costruita nei secoli dal mare, dai venti e dal fiume. Un bosco di pini neri, lecci e agrifogli copriva quasi tutto il territorio, e le rare case contadine si affacciavano sul bordo della laguna. Vi abitavano pescatori, costruttori di zattere, contadini segnati dalla malaria, cacciatori di palude e allevatori di cavalli. Secondo la tradizione quei cavalli vivevano liberi nella pineta, come li descrisse lo scrittore Elio Bartolini mentre si abbeveravano alla foce del Tagliamento.

Dai Romani alla Repubblica di Venezia

I Romani vi tennero un presidio militare per controllare la laguna, e il ruolo si ripeté nel Medioevo. Il porto lavorava soprattutto sulle rotte interne della laguna. Lo studioso Luciano Bosio riteneva che il fondo romano non servisse ai campi, ma a rifornire l'entroterra di pesce conservato, di garum, una salsa di pesce, e soprattutto di sale, grazie a un piccolo approdo legato ai fiumi che sfociano in laguna.

Nel 1420 la penisola passò alla Repubblica di Venezia, che la affidò a varie famiglie nobili. I Vendramin, signori di Latisana e discendenti di dogi, la segnarono più di tutti con la chiesa di San Zaccaria, costruita probabilmente nella seconda metà del Cinquecento nel villaggio contadino di Lignano Pineta per i pescatori e i barcaioli di passaggio. Il villaggio era minimo: tre fuochi, cioè tre case, nel 1466; due case con otto persone in età da comunione nel 1648. Pesava molto di più il porto, la via d'accesso alla fortezza di Marano, perno del dominio veneziano su quel tratto di mare.

Le schermaglie fra Venezia e gli Asburgo fecero sorgere un piccolo forte sulla punta, e Lignano uscì dai beni dei Vendramin per diventare «Terra del Dogado», possesso militare amministrato dal Consiglio dei Dieci. Nel 1812, in età napoleonica, un altro fortino servì al blocco continentale contro l'Inghilterra; l'anno dopo attorno al forte del porto vivevano 70 persone, fra cui le guardie e un sorvegliante sanitario. Alla fine dell'Ottocento Porto Lignano, sulla punta, aveva solo una casermetta della Guardia di Finanza contro il contrabbando in una laguna attraversata dal confine fra Italia e Austria, e i rari visitatori sbarcavano dal battello di Marano.

Alberghi, bonifiche e il nome Sabbiadoro

Nel 1903 la penisola, raggiungibile soltanto in barca attraverso la laguna, ebbe il suo primo stabilimento balneare, piccolo e modesto, finanziato dai veneti Bregant, Poletti e Vighy con l'impresario Alessandro Toffano. Lo stesso anno Angelo Marin, Mario Piani e Luigi Piani vi aprirono il primo albergo. La malaria delle paludi vicine frenò lo sviluppo fino alle bonifiche degli anni Venti. Nel 1926 la prima strada comunale unì la località a Latisana, e nel 1931 i residenti erano già alcune centinaia.

Con l'istituzione di un'Azienda di Soggiorno e Turismo, nel 1935, al vecchio nome si aggiunse «Sabbiadoro», scelto a scopo promozionale per il colore della spiaggia. Seguì il piano regolatore del 1936, e nel 1938 i posti letto erano circa mille, con oltre sessantamila presenze. La seconda guerra mondiale fermò la crescita, che riprese a ritmo serrato negli anni Cinquanta: la frazione contava circa 1200 abitanti nel 1951 e quasi il doppio alla fine del decennio.

Nel 1954 lo scrittore statunitense Ernest Hemingway, premio Nobel, che aveva conosciuto quest'angolo di laguna durante le battute di caccia, la chiamò la «Florida d'Italia». La legge 21 luglio 1959, n. 552, staccò la frazione da Latisana e ne fece un comune autonomo, rendendo ufficiale il nome Sabbiadoro. Il giallista Giorgio Scerbanenco, morto nel 1969, trascorse a Lignano gli ultimi anni di vita e vi ambientò alcuni romanzi.

Sabbiadoro, la Terrazza a Mare e il faro

All'estremità nord-orientale, presso l'imboccatura del porto, Sabbiadoro è il nucleo più antico della località e la sede del municipio. Il suo lungo viale centrale è riservato ai pedoni, la passeggiata pedonale misura 5 chilometri e piazza Fontana, circondata da bar e gelaterie, fa da punto di ritrovo.

Sulla spiaggia si protende la Terrazza a Mare, inaugurata nel 1972. La prima struttura, d'inizio Novecento, era del veneziano Giovanni Antonio Vendrasco; negli anni Venti l'architetto Provino Valle la rimpiazzò con una nuova terrazza. Dopo un concorso del 1962, l'edificio che si vede fu progettato dagli architetti Marcello D'Olivo e Aldo Bernardis, in stile neoespressionista. Una lunga passerella in parte coperta, sospesa su pilotis come nel Marin Civic Center di Frank Lloyd Wright, conduce a un doppio corpo bianco sotto grandi volte a conchiglia a ventaglio, che si rifanno a Oscar Niemeyer e all'Opera di Sydney di Jørn Utzon.

Sul lato opposto un corpo minore di gusto surrealista imita una tegola fuori misura appoggiata sul molo, e in testa il belvedere, con un piccolo faro di segnalazione, apre la vista a 360 gradi. La Terrazza figura nell'Atlante dell'architettura contemporanea del ministero della Cultura, e un francobollo del 1988 la ritrae. Sulla punta orientale, in fondo a una passerella di legno lungo la diga foranea, il faro rosso del 1998, erede di quello del 1928, segna l'ingresso nella laguna di Marano. Tutt'attorno alla penisola, dalla laguna al Tagliamento, sette porti turistici, da Marina Capo Nord alla darsena di Porto Vecchio, offrono più di 5000 posti barca.

Lignano Pineta e la spirale di D'Olivo

A sud-ovest di Sabbiadoro si stende Lignano Pineta, progettata da D'Olivo nel 1953 e costruita fra il 1953 e il 1956. Le strade si avvolgono in una spirale, la «chiocciola di Pineta», pensata per accogliere ampliamenti successivi senza stonare con l'ambiente, attorno a un nucleo centrale di negozi e servizi e a zone verdi. Quel disegno entrò nello stemma che un decreto del presidente della Repubblica concesse il 1° luglio 1965, insieme al gonfalone, accanto all'oro della spiaggia e all'azzurro del mare.

Fra Sabbiadoro e Pineta, nel 1965-1966, fu rimontata la quattrocentesca chiesa di Santa Maria del Mare, smontata a Bevazzana, nel comune di Latisana, per salvarla dalle piene del Tagliamento. Risalgono al 1963 le Terme marine, un edificio con una terrazza per le sabbiature e i bagni di sole. Più a sud-ovest, verso la foce e il confine con Bibione, Lignano Riviera nacque negli anni Sessanta su una pianta a scacchiera irregolare, e a nord-ovest di Riviera sorge il piccolo abitato di Casabianca.

Nel 1980 fu costruito su 18 ettari il Parco Zoo di Punta Verde, e nel 1984 venne inaugurato in riva al mare il parco Hemingway, in ricordo dello scrittore. Lignano ospita anche l'Acquasplash, il primo parco acquatico aperto in Italia.

Domande frequenti

Da dove viene il nome di Lignano Sabbiadoro?

In friulano e in veneto la località si chiama Lignan, e la prima menzione del «Litus Lugunanus» compare nel Chronicon Altinate del XII secolo, che lo legava alla gran quantità di lupi: è però una falsa etimologia. Più probabilmente il nome deriva, col suffisso -anus, da quello di un antico proprietario, mentre «Sabbiadoro» viene attribuito da alcuni a Gabriele D'Annunzio.

Come si arriva a Lignano Sabbiadoro?

In auto si lascia l'autostrada A4 e si prende la strada regionale 354 di Lignano; in treno si scende alla stazione di Latisana-Lignano-Bibione, sulla linea Venezia-Trieste, collegata alla località da autobus di linea. Un ponte sul Tagliamento la unisce a Bibione.

Che lingue si parlano a Lignano Sabbiadoro?

Accanto all'italiano si usano in parte il friulano e, per la vicinanza al confine con il Veneto, il veneto. Dal 2001 il comune rientra nell'area di tutela della lingua friulana.

Come arrivare

La stazione ferroviaria più vicina è Latisana - Lignano - Bibione, a 20,8 km di strada (27 minuti in auto).

Per chi viaggia in autostrada l'uscita più vicina è Ronchis: restano 21,2 km, 27 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino a Terrazza a Mare.

Info utili

Dove si trova
Lignano Sabbiadoro (UD)
Coordinate
45,68848 N, 13,14765 E (Terrazza a Mare) · Apri su Google Maps

Strade e posizione © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Borghi del Friuli