Borghi & Città · 5 min di lettura

Ronchi dei Legionari, il paese bisiaco da cui partì la marcia su Fiume

Ronchi dei Legionari, comune bisiaco ai piedi del Carso in provincia di Gorizia, fra la via Gemina, l'esilio a Wagna e la partenza di D'Annunzio nel 1919.

Ronchi dei Legionari fra i campi ai piedi del Carso, la colonna di pietra davanti al cimitero
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Ronchi dei Legionari è un comune della provincia di Gorizia, nella Bisiacaria, che si stende ai piedi dell'altopiano del Carso nell'entroterra di Monfalcone ed era abitato già prima dell'arrivo dei Romani. Dal suo territorio, che ospita l'aeroporto di Trieste-Ronchi dei Legionari, il 12 settembre 1919 i legionari di Gabriele D'Annunzio partirono per la marcia su Fiume.

Fra Carso e pianura, il territorio di Ronchi

Il paese sta circa 14 chilometri a sud-ovest di Gorizia e 30 a nord-ovest di Trieste, nella bassa pianura friulana che comincia sotto l'altopiano. Oltre al capoluogo, il comune riunisce le frazioni di Selz, Vermegliano, San Vito e Soleschiano. In dialetto il nome si accorcia in Ronchi, mentre gli sloveni dicono Ronke e i friulani Roncjis di Monfalcon. La parlata del posto è il bisiaco, una lingua veneta con apporti friulani, sloveni e tedeschi; nel comune è riconosciuto anche lo sloveno, e alcuni cartelli stradali sono bilingui.

Il clima è subcontinentale. Gennaio ha una media di 3,5 °C, luglio di circa 23,5 °C, perché il mare vicino tempera la calura, e la media dell'anno resta di poco sotto i 14 °C. Sul territorio comunale funziona la stazione meteorologica di Trieste Ronchi dei Legionari, riconosciuta dall'Organizzazione meteorologica mondiale.

Dalla necropoli alla villa romana di Soleschiano

Una necropoli venuta alla luce accanto all'aeroporto documenta un insediamento preromano, dell'epoca in cui sul Carso monfalconese era diffusa la «civiltà dei castellieri». Verso il II secolo a.C. arrivarono i coloni romani e la zona entrò nell'agro aquileiese. La attraversava la via Gemina, la principale arteria verso Oriente, che superava un corso d'acqua, forse un antico ramo del delta dell'Isonzo, con un lungo ponte di pietra in località Sochet. I molti reperti trovati sul posto confermano che il luogo era un crocevia e un punto di difesa per l'entroterra di Aquileia.

Nel 1987, durante lavori per l'acquedotto nelle campagne fra Ronchi e Soleschiano, emersero i resti di una villa rustica: abitata dal I secolo avanti Cristo al III dopo Cristo e rimaneggiata più volte in quei secoli, finì distrutta da un incendio. Gli scavi ne hanno messo in luce solo la parte orientale, perché il resto ricade nell'area dell'aeroporto. Mosaici, monete, ceramiche, vetri e oggetti di metallo della villa occupano i due piani dell'Antiquarium comunale di Ronchi dei Legionari, aperto nel 2012 nel fienile restaurato di una villa padronale settecentesca del centro.

Patriarchi, Venezia e Asburgo a Ronchi

Il primo documento che nomina il luogo è la donazione con cui l'imperatore Ottone I, nel 967, lo assegnò al patriarca di Aquileia; il nome, nella forma friulana Ronches, compare nel 1229. Sotto i patriarchi il paese rimase fino al 1420, esposto alle incursioni degli ungari nel X secolo, a quelle dei turchi nel XV e alle scorrerie dei conti di Gorizia. Passato alla Repubblica di Venezia, fra Cinquecento e Seicento pagò caro lo scontro fra la Serenissima e la casa d'Asburgo. Nel 1615 la Guerra Gradiscana, partita proprio dalla Bisiacaria, mandò a fuoco Selz e Ronchi.

Fin dal tardo Medioevo l'abitato si era disteso in nuclei contadini separati: i borghi di Cao de sora, di Cao de mezo e di Cao de soto e, più in basso verso la pianura, Soleschiano. Di quell'edilizia contadina restano i muretibraide, che si notano fra le costruzioni moderne. Dopo un Settecento e un Ottocento tranquilli, la fine della Serenissima nel 1797 e le occupazioni francesi, nel 1815 il territorio entrò nell'Impero austriaco. L'economia, agricola fino al XIX secolo, divenne in prevalenza industriale dalla fine dell'Ottocento, e nel 1912 Ronchi fu elevata al rango di borgata.

Grande Guerra ed esilio a Wagna

Quando l'Italia entrò in guerra, Ronchi era territorio austro-ungarico, e fra il 1915 e il 1918 subì le devastazioni del fronte; a Selz, nel marzo 1916, si combatteva duramente. Gran parte degli abitanti fu portata in luoghi più sicuri, soprattutto a Wagna, e poté tornare a casa solo nella primavera del 1919, dopo quattro anni di esilio. Nel frattempo, a guerra finita, nel novembre 1918 Ronchi era passata con tutta la Venezia Giulia al Regno d'Italia. Di quel legame resta il gemellaggio fra i due comuni.

I legionari di D'Annunzio e la Brigata proletaria

Il 12 settembre 1919 il poeta abruzzese, che si era proclamato «Vate d'Italia», mosse da Ronchi coi suoi legionari, fra cui un gruppo di granatieri che avevano disertato dal loro battaglione, e occupò Fiume, rimasta esclusa dai territori assegnati all'Italia dopo la guerra. Il paese non ebbe parte nell'impresa di Fiume: nel suo diario D'Annunzio lo nominò di sfuggita come «piccolo borgo inconsapevole». Il ricordo entrò comunque nel nome. L'aggiunta di «dei Legionari» fu voluta nel 1924 dai fascisti locali, e nel 1925 il comune, fino ad allora Ronchi di Monfalcone, adottò la nuova denominazione.

Nel settembre 1943, poco dopo l'8 settembre, oltre mille operai dei cantieri di Monfalcone si radunarono a Selz e formarono la Brigata proletaria. Con pochissime armi affrontarono i tedeschi e si aprirono la strada fino a Gorizia, nella prima battaglia partigiana contro l'occupazione tedesca. Della marcia del 1919 restano due segni sulla strada statale per Monfalcone: una lapide sulla casa che ospitò D'Annunzio e, poco lontano, una colonna davanti al cimitero.

Domande frequenti

Come si arriva a Ronchi dei Legionari?

Il comune è servito dalle statali 14 e 677 e dall'ex statale 305, mentre lo svincolo più vicino dell'autostrada A4 è Redipuglia-Monfalcone Ovest, nel comune di Fogliano Redipuglia. In treno si scende alla stazione Trieste Airport, sulla linea Venezia-Trieste, oppure a Ronchi dei Legionari Nord, sulla Udine-Trieste.

Che cosa sono le seime di Ronchi dei Legionari?

Sono i falò che per tradizione si accendono il giorno prima dell'Epifania.

Come arrivare

La stazione ferroviaria più vicina è Ronchi dei Legionari Nord, a 1 km di strada: ci si arriva a piedi.

In auto, dall'autostrada si esce all'uscita di Redipuglia: poi 1,5 km, 2 minuti di guida.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al centro del comune.

Info utili

Dove si trova
Ronchi dei Legionari (GO)
Coordinate
45,83333 N, 13,50000 E (centro di Ronchi dei Legionari) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Borghi del Friuli