San Giorgio di Nogaro è un comune della Bassa Friulana centrale, in provincia di Udine, attraversato dal fiume Corno a pochi chilometri dalla laguna di Marano. In epoca romana il suo territorio era percorso dalla via Annia, e durante la Grande Guerra il paese ospitò l'Università Castrense, la scuola che preparava i medici per il fronte.
Fra il Corno e la laguna
Il paese sorge in piena pianura, a 4 metri sul livello del mare. Attorno al capoluogo si distribuiscono le frazioni di Chiarisacco, Galli, Porto Nogaro, Villanova, Zellina e Zuccola; a nord il comune confina con Porpetto, a sud-ovest con Carlino e a sud-est con Torviscosa, e tocca anche Castions di Strada, Marano Lagunare e Grado.
Il fiume Corno nasce a Gonars e scende attraverso Porpetto fino a San Giorgio, dove riceve le acque dell'Aussa poco prima di gettarsi in mare. A ridosso del centro il suo corso si piega in diverse anse e raccoglie un piccolo affluente, la Corgnolizza, fra boschetti tipici della Bassa, campi coltivati, fossi e gelsi. Più a sud si aprono la laguna di Marano e le isole di Sant'Andrea e di Porto Buso.
Gli abitanti, i sangiorgini, parlano il friulano accanto all'italiano, in una variante centro-orientale che si riconosce dalla Z pronunciata al posto della C. Il nome friulano ufficiale è Sant Zorç di Noiâr, mentre la parlata del posto dice San Zorz. Il toponimo unisce il santo martire che uccise il drago e il nojâr, cioè il noce, un albero molto comune nella zona.
Dalla via Annia alla Repubblica di San Marco
Numerosi ritrovamenti archeologici testimoniano quanto sia antico il luogo. In epoca romana il territorio dipendeva da Aquileia e lo attraversava la via Annia, la strada fra Padova e Aquileia: lungo il suo tracciato crebbero i quattro abitati più antichi, cioè Chiarisacco, Zuccola, Zellina e il Borgo di Sopra. Più tardi il paese si spostò verso sud, dove sta il centro attuale, e prese un nome di origine altomedievale. Il culto di san Giorgio, martire orientale, era giunto in Occidente coi Bizantini, padroni del Friuli prima dell'invasione longobarda.
In epoca medievale San Giorgio fu governato prima dai patriarchi di Aquileia, poi dalla Repubblica di San Marco. Alla Dieta di Worms, nel 1521, il paese fu ceduto all'Austria insieme ad altre ville friulane.
In una primavera del Settecento un'epidemia mai chiarita fece crescere i morti del 200% rispetto agli anni precedenti; la causa fu probabilmente l'aria malsana prodotta dalle sepolture mal eseguite vicino all'abitato, insieme al rifiuto delle cure da parte di molti. In quei mesi un monastero femminile di Venezia chiese di far scolpire una statua della Vergine da donare al paese. Finita l'epidemia e sciolto il voto degli abitanti, la statua fu posta sull'altare della chiesa dell'Addolorata, e nella festa della patrona, Maria Addolorata, esce in processione accompagnata da canti sacri tramandati di generazione in generazione.
Con la terza guerra d'indipendenza San Giorgio divenne un comune di confine verso il Friuli orientale, rimasto all'Austria. La nuova posizione fece fiorire i commerci locali e internazionali, i traffici del porto e delle strade e le botteghe artigiane, con benefici anche per l'agricoltura.
L'Università Castrense di San Giorgio
Alla fine del 1915 il Comando Supremo propose una scuola di medicina sul fronte friulano, per rimediare alle forti perdite e alla mancanza di medici in zona di guerra, ma il 17 dicembre il Senato respinse la proposta. Si ricorse allora al decreto luogotenenziale n. 38 del 9 gennaio 1916, che aprì a San Giorgio di Nogaro lezioni di medicina e chirurgia riservate agli allievi in divisa iscritti al quinto e al sesto anno. La Scuola Medica da Campo fu inaugurata il 13 febbraio 1916.
Il paese era diventato un grosso centro militare, circondato da ospedali della Croce Rossa. I corsi furono diretti da Giuseppe Tusini, tenente colonnello medico della Croce Rossa e direttore della clinica chirurgica di Modena, che già nel 1915 risiedeva a San Giorgio e coordinava uno dei gruppi di ospedali delle retrovie. Alla nascita della scuola contribuì anche Elena d'Orléans, la duchessa d'Aosta ispettrice generale della Croce Rossa, che fra il 1916 e il 1917 soggiornò a Villa Dora.
Le lezioni si svolgevano in strutture provvisorie e in edifici adattati o destinati alla sanità, e nel territorio sorgevano aule di studio e ospedali. Gli allievi arrivavano da diverse università italiane. La prima fase si interruppe il 24 maggio 1916, in coincidenza con la Strafexpedition; i corsi ripresero il 26 novembre 1916 e si chiusero il 31 marzo 1917. Nel 1917 la scuola divenne una sezione dell'Università di Padova.
Ne uscirono 1.200 medici, che da San Giorgio partivano per i campi di battaglia, e centocinquanta allievi morirono in combattimento. Una lapide nella sala consiliare del municipio ricorda il sacrificio di quei giovani.
Il Novecento, dai profughi al porto
Dopo la Prima guerra mondiale l'economia rimase legata ai campi, e attorno all'agricoltura gravitavano gran parte delle botteghe artigiane e delle piccole industrie. La Seconda guerra mondiale portò una grave crisi, di cui è segno la crescita costante dell'emigrazione. Dopo l'arrivo da est delle truppe di Tito, vicino a Porto Nogaro sorse il Villaggio Giuliano, dove trovarono casa 32 famiglie di profughi dall'Istria e dalla Dalmazia; fu inaugurato nell'agosto del 1950.
Lo stemma e il gonfalone azzurro furono concessi al comune con un decreto del presidente della Repubblica del 1° febbraio 1957. Nel 1968 la borgata di Planais passò da Torviscosa a San Giorgio.
La ripresa arrivò con la zona industriale Aussa-Corno, che deve il nome al triangolo di terra fra le foci dei due fiumi e accoglie aziende della siderurgia, della nautica e della lavorazione delle plastiche. L'artigianato del paese è noto per le ceramiche e le terrecotte.
Porto Nogaro, due chilometri a sud del centro, è l'unico porto della provincia di Udine: lo scalo commerciale nacque nella frazione e fu poi spostato nella zona industriale, e accoglie navi fino a 7.000 tonnellate di stazza lorda. Con Monfalcone si contende per poche centinaia di metri il primato di porto commerciale più settentrionale del Mediterraneo: la punta nord della sua banchina operativa sta a 45°47'59" di latitudine, quella di Monfalcone a 45°47'35". Lungo il Corno sono nate diverse darsene per la nautica da diporto, frequentate d'estate soprattutto da turisti austriaci e tedeschi.
Piazze, chiese e Villa Dora
Il centro ha il suo spazio più noto nella piazza del Grano. Davanti al municipio, in corrispondenza della grande fontana, si trova il monumento ai caduti che Aurelio Mistruzzi realizzò in bronzo nel 1926: raffigura un combattente che riposa dopo la vittoria, con gli occhi però attenti a ogni nuova minaccia.
La parrocchiale è la chiesa di San Giorgio Martire, chiamata anche duomo, che fa parte della forania della Bassa Friulana. Nella chiesa della Madonna Addolorata, quella della statua del voto, alcune aperture nel pavimento mostrano strato dopo strato le vicende dell'edificio e dell'intero paese. Nella frazione di Porto Nogaro sorge la chiesa di San Leonardo.
Villa Dora, dimora storica nel cuore del paese, è la sede della biblioteca comunale e del polo culturale, con sale per riunioni e incontri. Dal suo parco parte un percorso di circa 3,5 chilometri che segue le anse del Corno in un'area un tempo compresa nel parco della villa, supera un ponticello di legno e attraversa la ex statale 14. Oltre si incontra il laghetto dove il Circolo Chiarisacco allestisce ogni anno un presepe e organizza il pignarul il giorno dell'Epifania; poi il sentiero corre quasi diritto verso nord fra campi e gelsi, fino alle porte di Porpetto.
Domande frequenti
Come si arriva a San Giorgio di Nogaro?
In treno, alla stazione del paese sulla linea Venezia-Trieste; in auto, dal casello «San Giorgio di Nogaro - Porpetto» al chilometro 483 dell'autostrada A4, che sorge però interamente nel comune di Porpetto. In passato una ferrovia collegava il paese anche a Palmanova.
