Borghi & Città · 5 min di lettura

Savogna d'Isonzo, il comune bilingue dove il Vipacco entra nell'Isonzo

Savogna d'Isonzo, comune goriziano fra la pianura e il Carso alla confluenza del Vipacco nell'Isonzo, con il castello di Rubbia e un ponte romano.

Savogna d'Isonzo: paese fra vigneti e prati dove un fiume calmo si unisce all'Isonzo dal letto ghiaioso
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Savogna d'Isonzo è il comune della provincia di Gorizia che si stende fra la pianura isontina e il Carso, circa 3 chilometri a sud-ovest del capoluogo, sul confine con la Slovenia. Il nome sloveno, Sovodnje ob Soči, deriva dalla parola sovodnje, «confluenza»: accanto al paese il Vipacco si getta nell'Isonzo.

Fra l'Isonzo e il Vipacco, la pianura di Savogna

Il territorio comunale misura 16,98 chilometri quadrati, con quote che l'Istat colloca fra 37 e 275 metri, e si divide in due parti nette. La metà piana, fra i 40 e i 60 metri, è fatta di terreni alluvionali destinati a colture erbacee, vigneti e prati; l'altra è carsica e coperta soprattutto di boschi.

I due fiumi hanno caratteri opposti. L'Isonzo, che chiude il comune a ovest, scorre con andamento torrentizio su un greto di ciottoli, fra le piante di un bosco golenale, cioè cresciuto nella fascia invasa dalle piene, di discreto valore naturalistico. Il Vipacco porta meno acqua ma con più costanza, ha il fondo fangoso e attraversa il comune all'incirca da est a ovest, disegnando una serie di anse ai piedi dell'altipiano.

A differenza di gran parte della pianura isontina, i campi di Savogna non sono serviti da alcuna rete irrigua. Così l'agricoltura intensiva non vi ha preso piede, e i numerosi prati stabili ospitano anche specie rare. La vite è la sola coltura di qualche peso, e la parte carsica rientra nella zona D.O.C. «Carso».

San Michele del Carso e il Vallone

Il Carso è un altipiano di rocce carbonatiche, rivestito di boschi e di macchia. Vi sorge un unico abitato propriamente carsico, la frazione di San Michele del Carso, un gruppo di case sparse circa 2 chilometri a sud del capoluogo. Il sottosuolo è ricco di cavità, fra cui la grotta Regina del Carso, la grotta della Rupe e la grotta Vivisce, che reca tracce di vita preistorica.

Le alture guardano in direzioni diverse. Il monte San Michele, la sommità del comune, si affaccia sulla pianura friulana; il Goličevnik e il Brestovi, con lo Škofnik fra loro, si rivolgono invece al Vallone, la depressione che parte dalla frazione di Gabria, attraversa il comune di Doberdò del Lago e prosegue in Slovenia, a Merna-Castagnevizza e a Comeno. Si suppone che in età preistorica fosse il letto di un fiume, forse il Vipacco o l'Isonzo, diretto al golfo di Trieste nei pressi di Monfalcone. Si pensa anche che le acque dei due fiumi filtrino nelle cavità carsiche fino ad alimentare il lago di Doberdò.

Sul monte San Michele i camminamenti, le trincee e le zone sacre della prima guerra mondiale sono il motivo di maggior richiamo del comune.

Dal ponte romano al castello di Rubbia

La Grande Guerra cancellò buona parte del patrimonio artistico di Savogna, e le testimonianze del passato sono poche. Sull'Isonzo si trovano i ruderi di un ponte romano, che apparteneva alla strada diretta dalla pianura friulana verso il centro della Slovenia passando per Renče.

Il castello di Rubbia, d'impronta rinascimentale, sorge alla confluenza dei due fiumi: fu costruito fra Quattrocento e Cinquecento su strutture più antiche e appartenne per secoli alla famiglia Coronini. Nel 1563 vi soggiornò il predicatore protestante sloveno Primož Trubar, che tenne le sue prediche in tedesco, sloveno e italiano.

Il maniero pesava sulla vita del territorio. Un documento obbligava gli abitanti di Savogna a portare la barca del castellano quando questi voleva andare a pescare, e a Rubbia, probabilmente nel XVI secolo, nacque un mulino.

Altri resti del Cinquecento si conservano nelle chiese del capoluogo e di Gabria: la chiesa di San Martino a Savogna e la chiesa di San Nicolò nella frazione. Gabria ha anche una piazzetta che figura fra i luoghi d'interesse del comune.

La rinascita del comune nel 1951

Nel 1927 il regime fascista soppresse il comune di Savogna d'Isonzo e lo aggregò a quello di Merna. L'autonomia tornò con un decreto del presidente della Repubblica Luigi Einaudi, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 31 gennaio 1951. Il 24 giugno di quell'anno il primo consiglio comunale, che il municipio non aveva spazio per accogliere, si riunì nell'osteria sull'altro lato della strada ed elesse sindaco Josef Cescut, rimasto in carica per sei mandati, 29 anni in tutto.

Il libro «Sovodnje skozi cas» di Marko Waltritsch descrive il paese che Cescut trovò. Le strade erano sterrate, salvo la statale fra Gorizia e Trieste che correva al margine del comune, le scuole cadevano a pezzi e mancava l'acquedotto: l'acqua si attingeva ai pozzi e le donne facevano il bucato sui greti del Vipacco e dell'Isonzo. A San Michele del Carso non arrivava la corrente elettrica, e i disoccupati iscritti erano 240 persone. Per loro si aprì per primo un cantiere che risistemò la strada da Marcottini, nel comune di Doberdò, fino a San Michele.

Lo sloveno e il nome bilingue

Accanto all'italiano, a Savogna d'Isonzo è tutelato ufficialmente lo sloveno, e i cartelli stradali sono in due lingue per la presenza di un'ampia minoranza slovena. La scuola primaria porta il nome del poeta Peter Butkovič, nato in paese.

Lo stemma comunale mostra su uno scudo azzurro una pergola d'argento bordata di rosso, un edificio con due torri, un ramoscello d'alloro e una ruota di mulino; il gonfalone rosso riporta la denominazione in italiano e in sloveno. Nel 2009 il comune assunse il nome ufficiale di Savogna d'Isonzo-Sovodnje ob Soči; in friulano si chiama Savogne di Gurize.

Domande frequenti

Quali frazioni ha il comune di Savogna d'Isonzo?

Oltre al capoluogo, comprende Gabria, Rupa, Peci, San Michele del Carso e la località di Castel Rubbia. Rupa, Peci e Gabria, a ridosso del Carso, si prestano a passeggiate nel verde.

Chi è il patrono di Savogna d'Isonzo?

È San Martino, festeggiato l'11 novembre.

Come arrivare

In treno si scende alla stazione di Gorizia Centrale: da lì al centro di Savogna d'Isonzo sono 5,4 km, 11 minuti in auto.

In auto, dall'autostrada si esce all'uscita di Autoporto: poi 5,7 km, 13 minuti di guida.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al centro del comune.

Info utili

Dove si trova
Savogna d'Isonzo (GO)
Coordinate
45,91667 N, 13,58333 E (centro di Savogna d'Isonzo) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Borghi del Friuli