Borghi & Città · 10 min di lettura

Udine, la città cresciuta attorno al colle del castello e al mercato del 1223

Udine, principale città del Friuli, nata dal mercato del 1223 ai piedi del colle del castello, con piazza Libertà, la Loggia del Lionello e il duomo.

Udine: il castello e la chiesa col campanile sul colle, sotto piazza Libertà con la loggia, la colonna e la fontana
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Udine (Udin in friulano, Videm in sloveno) è la principale città del Friuli e sorge nell'alta pianura, fra i torrenti Cormor e Torre, attorno a un colle isolato coronato dal castello. Ricordata per la prima volta nel 983, crebbe dal mercato istituito nel 1223 dal patriarca di Aquileia e conserva le piazze dei quasi quattro secoli di dominio veneziano.

Il colle e la pianura di Udine

Il comune si stende su 55,81 chilometri quadrati a 113 metri di quota, a pochi chilometri dalla fascia delle colline; in linea d'aria la Slovenia dista poco più di 20 chilometri, l'Austria circa 54. Nel mezzo dell'abitato si alza il colle del castello. Una leggenda ne fa un'opera degli Unni: Attila lo avrebbe voluto per assistere da lontano all'incendio di Aquileia, e secondo la versione più cara ai friulani i suoi soldati avrebbero portato la terra con gli elmi. Gli scavi archeologici hanno mostrato che il rilievo è davvero artificiale e privo di roccia.

Il luogo era abitato da tempi remoti. Nel 2009 i restauri di palazzo Mantica, in via Manin, hanno rivelato le tracce di un castelliere, cioè un villaggio fortificato, databile al 1700 a.C.; sotto casa Cavazzini è affiorato un deposito di vasellame della seconda metà dell'VIII secolo a.C., nella prima età del ferro. In epoca romana la località restava ai margini della strada che da Aquileia saliva a Virunum, presso Klagenfurt. Il linguista Giovanni Frau collega il nome a una radice prelatina che vale «mammella» o «colle»; le prime forme scritte sono Udene, nel 983, e Utinum.

Dal castello patriarcale alla città-mercato

Il documento più antico porta la data dell'11 giugno 983: l'imperatore Ottone II confermò al patriarca di Aquileia Rodoaldo cinque castelli friulani, fra i quali Buja, Fagagna e Udine. Sul colle, attorno ad alcuni edifici di età longobarda e all'antica chiesa di Santa Maria, si raccolse allora un borgo modesto. La svolta venne nel 1222, quando un terremoto danneggiò il palazzo patriarcale di Cividale e Bertoldo di Andechs spostò la sua residenza nel castello udinese. Il 13 settembre 1223 il patriarca fondò un mercato fra le mura castellane e il fossato, lungo la fascia di via Mercatovecchio: da lì nacque il primo nucleo urbano.

Nel 1236 si avviò la costruzione di una nuova pieve, l'origine del duomo, che sostituì la troppo piccola Santa Maria di Castello; nel 1266 fu consacrata la grande chiesa dei Francescani. A fine secolo gli abitanti erano seimila e Udine, ormai traboccata dalla prima cinta lunga appena 520 metri, era la città più popolosa del Friuli. La cerchia del 1299, lunga 3815 metri, inglobò i borghi di Cussignacco, Grazzano, Cisis e Poscolle. L'acqua veniva da pozzi e da due rogge, canali derivati dal torrente Torre già nel 1171. Una casa del Comune è ricordata nel 1261, e nel 1340 il patriarca Bertrando di San Genesio concesse l'Arengo, l'assemblea di tutti i capifamiglia.

La prima Udine era una città di legno, coperta di paglia, tavole e scandole: lo rivelano i divieti di costruire ripetuti fino al Cinquecento dopo incendi come quello del febbraio 1419, che distrusse i borghi di Gemona, Villalta e San Lazzaro. Le case dei mercanti sorsero poi su lotti stretti e profondi, con la bottega al pianterreno, l'alloggio sopra e il deposito sotto il tetto; nelle loro fronti si leggono misure di 2, 5, 7 e 9 passi udinesi, un'unità di circa 1,7 metri. Colonne, archi e architravi furono scolpiti nella pietra piasentina delle colline fra Artegna e Nimis, cavata a Torreano e chiamata in città «argentina».

La Udine veneziana dei luogotenenti

Dopo due anni di guerra, il 4 giugno 1420 Udine si arrese alla Repubblica di Venezia e il 7 le sue truppe entrarono in città: il Friuli rimase veneziano fino al 1797. Il luogotenente veneto prese dimora nel castello, per due secoli residenza dei patriarchi. Nel 1440 i Veneziani completarono l'ultima cerchia di mura, che avrebbe racchiuso la città fino all'Ottocento, e nel 1441 il Consiglio cittadino deliberò di costruire un palazzo pubblico degno di questo nome, la futura loggia comunale. Sotto la Serenissima Udine divenne la quinta città dello Stato per importanza e popolazione.

Il 27 febbraio 1511 scoppiò la guerra civile passata alla storia come la «crudel zobia grassa», che si estese a tutto il Friuli. Pochi giorni dopo un violento terremoto fece crollare il castello e fu seguito da numerosi incendi; da ultimo arrivò la peste. Il cantiere del nuovo castello si aprì il 2 ottobre 1517 su progetto di Giovanni Fontana, che rinunciò all'incarico nel 1519. Dal 1547 lo riprese e lo concluse Giovanni da Udine, che diede all'edificio l'aspetto di una residenza signorile più che di una fortezza.

Le famiglie più influenti affidarono il loro rango ai palazzi, che presero il posto delle torri medievali: a metà Cinquecento Floriano Antonini fece progettare il suo ad Andrea Palladio. Nel 1549, su ordine dei Veneziani, il palazzo dei Savorgnan fu raso al suolo dopo la condanna per omicidio di Girolamo Savorgnan, e lo spazio rimasto, la futura piazza Venerio, fu chiamato «piazza della rovina». Nel 1717 la stessa sorte toccò al palazzo della Torre, confiscato al conte Lucio condannato a morte: fu smontato e venduto a pezzi, e la sua area divenne piazza XX Settembre. Due grandi statue del palazzo furono portate, come ammonimento, nella piazza davanti alla loggia comunale.

Ottocento e Novecento fra guerre e terremoto

Caduta la Repubblica, nell'ottobre 1797 il trattato di Campoformio cedette il Friuli all'Austria; nel 1805 tornarono i Francesi e Udine fu capoluogo del dipartimento di Passariano. Con la Restaurazione entrò nel Regno Lombardo-Veneto. Il 17 marzo 1848 la città insorse e si diede un governo provvisorio, travolto il 23 aprile dagli Austriaci, che la bombardarono fino alla resa. Il 28 luglio 1866 il Friuli passò al Regno d'Italia, con Quintino Sella commissario regio. Da quell'anno si demolirono le mura, e la ferrovia verso Venezia, Trieste e Vienna favorì una stagione di edifici liberty, neogotici ed eclettici.

Nella prima guerra mondiale Udine ospitò il Comando supremo dell'esercito e fu detta «capitale della guerra». Il 27 agosto 1917 esplose il deposito di munizioni di Sant'Osvaldo, che distrusse le case di una vasta zona; dopo la rotta di Caporetto, nell'ottobre, la città fu saccheggiata dalle truppe austro-ungariche. Dopo l'8 settembre 1943 passò sotto l'amministrazione militare tedesca e subì bombardamenti, e la ricostruzione costò la demolizione di notevoli edifici storici. La liberazione arrivò il 1° maggio 1945 con le truppe alleate.

Il terremoto del 6 maggio 1976 lesionò gravemente il castello cinquecentesco. In città le vittime furono poche, e Comune e cittadini organizzarono gli aiuti per i paesi colpiti; in quell'occasione il governo nominò commissario Giuseppe Zamberletti e nacque la moderna Protezione civile italiana. Fra gli interventi per la ricostruzione, nel 1978 fu fondata l'Università degli Studi di Udine.

Piazza Libertà e il castello di Udine

Il cuore monumentale è piazza Libertà, ai piedi del colle. Fu chiamata plazze dal vin per i commerci che vi si facevano, piazza del Comune o di San Giovanni, piazza Contarena dal luogotenente Marco Antonio Contarini, che verso il 1530 la fece ampliare e pavimentare, e dal 1866 piazza Vittorio Emanuele II; il nome attuale venne dopo la seconda guerra mondiale. Nel 1532 Francesco Maria della Rovere, duca di Urbino e generale veneziano, presente in città con l'ingegnere Michele Sanmicheli, sollecitò il Consiglio a slargarla ancora e a sopraelevarla sulla strada, collegata da scalinate.

Sul lato verso Mercatovecchio sta la Loggia del Lionello, il palazzo comunale in gotico veneziano a fasce alterne di pietra bianca e rosa, avviato nel 1448 su disegno dell'orefice Nicolò Lionello. Il 19 febbraio 1876 una fuga di gas illuminante provocò uno scoppio e un incendio che la distrussero quasi del tutto; l'architetto Andrea Scala la ricostruì nelle forme originarie in un solo anno. Di fronte, la loggia di San Giovanni con la chiesa omonima fu iniziata su progetto del 1533 di Bernardino da Morcote. Vi è inglobata la torre dell'Orologio del 1527, disegnata da Giovanni da Udine sul modello di quella di piazza San Marco: in cima due mori di rame, del 1852, battono le ore su una campana.

Sul terrapieno si raccolgono la fontana del 1542, opera del bergamasco Giovanni Carrara, due colonne che reggono la Giustizia e il leone marciano, il gruppo di Ercole e Caco, che si attribuisce ad Angelo de Putti, e la statua della Pace, donata nel 1819 dall'imperatore Francesco I a ricordo del trattato di Campoformido. Dietro la loggia si alza il palazzo D'Aronco, sede del Comune e capolavoro del liberty: Raimondo D'Aronco vi lavorò dal 1888 fino all'inaugurazione del 6 luglio 1930. Dalla sua torre la campana dell'Arengo suona quando si riunisce il Consiglio comunale.

La salita al colle parte dalla piazza e attraversa l'arco Bollani, il portale bugnato che Andrea Palladio disegnò nel 1556, sormontato dal leone di San Marco; prosegue poi lungo la loggia del Lippomano, del 1487. In cima sorge la chiesa di Santa Maria di Castello, la più antica della città: nelle tre absidi conserva affreschi del Duecento, e sul campanile svetta dal 1777 l'arcangelo Gabriele che indica la direzione del vento, l'«agnul dal Friûl».

Accanto, il castello di Udine custodisce il salone del Parlamento della Patria del Friuli e dal 1906 ospita i Civici Musei, fra i quali il Museo Archeologico, la Galleria d'Arte Antica, il Museo del Risorgimento e il Museo Friulano della Fotografia. Sul tetto spunta la torretta del «guardiafogo», da cui per secoli le sentinelle sorvegliarono la città per dare l'allarme in caso di incendio. Sul prato della sommità sta la casa della Contadinanza, copia ricomposta nel 1931 di un edificio cinquecentesco dove risiedevano i rappresentanti dei contadini friulani.

Mercatovecchio, il duomo e le altre piazze

Dalla piazza, via Mercatovecchio conduce a piazza Matteotti, dove i commerci si trasferirono nel Duecento: nel Medioevo era il «mercato nuovo», poi piazza San Giacomo o delle Erbe. La cingono case alte e strette, con facciate dipinte riemerse sotto gli intonaci di epoche successive. Al centro stanno una fontana del Cinquecento e una colonna con la Vergine; sul lato si affaccia la chiesa di San Giacomo, sorta nel 1378 per volere della confraternita dei pellicciai, con la facciata del 1525 di Bernardino da Morcote.

A pochi passi da piazza Libertà sorge il duomo di Udine, la cattedrale di Santa Maria Annunziata. Ha il Portale della Redenzione del 1395-96, l'altare maggiore di Giuseppe Torretti e la cappella del Santissimo Sacramento affrescata da Giambattista Tiepolo, con gli Angeli cantori del 1726 che sembrano sfondare la volta. Il campanile, commissionato nel 1441 a Cristoforo da Milano, ospita al pianterreno il Museo del Duomo. Nell'oratorio della Purità, eretto accanto nel 1757 per il cardinale Daniele Dolfin, Tiepolo dipinse l'Assunta; altri suoi affreschi decorano il palazzo arcivescovile.

Ai piedi del colle si apre piazza Primo Maggio, il «Giardin Grande» (Zardin grant), una vasta conca con un prato di 19.406 metri quadrati che nel 1866 divenne piazza d'armi; il nome ricorda la liberazione del 1945. Dentro il tracciato delle antiche mura, ricalcato dai viali di circonvallazione, si contano sette borghi storici: Aquileia, Gemona, Grazzano, Poscolle, Pracchiuso, San Lazzaro e Villalta.

Domande frequenti

Come si arriva a Udine?

In auto con l'autostrada A23, che collega Palmanova al confine austriaco, o con la strada statale 13 Pontebbana. In treno la stazione cittadina è capolinea di cinque linee ferroviarie.

Quando si festeggia il compleanno di Udine?

Il 13 settembre, anniversario del mercato del 1223. Dal 2001 i cittadini lo celebrano ogni anno con una festa popolare che riprende la «scraçule», usata per richiamare la gente, e dal 2005 il Comune issa per l'occasione la bandiera civica sul castello.

Chi sono i patroni di Udine?

Sono i santi Ermacora e Fortunato, festeggiati il 12 luglio. La loro arca trecentesca, detta anche arca del beato Bertrando, è esposta nel Museo del Duomo.

Come arrivare

In treno si scende alla stazione di Udine: da lì al centro di Udine sono 2,8 km, 4 minuti in auto.

Per chi arriva in auto dalla Tangenziale Ovest, l'uscita più vicina è Udine-Via Martignacco: restano 3,7 km, 5 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al centro del comune.

Info utili

Dove si trova
Udine (UD)
Coordinate
46,06667 N, 13,23333 E (centro di Udine) · Apri su Google Maps

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