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Carnevale di Muggia, dal Ballo della Verdura alla sfilata delle otto compagnie

Il Carnevale di Muggia è una festa attestata dal 1420, in cui otto compagnie sfilano a viso scoperto e cuociono in piazza la frittata di «Tutti a ovi».

Piazza di Muggia col duomo e il rosone, danzatori in costume con archi di fronde e un carro allegorico al trattore
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Il Carnevale di Muggia, in dialetto Carneval de Muja, è la festa che ogni anno, prima della Quaresima, riempie le vie di questa cittadina della provincia di Trieste, e uno statuto comunale ne attesta l'esistenza già nel 1420. Si apre col Ballo della Verdura e culmina nella sfilata dei carri allegorici delle compagnie.

Le otto compagnie del Carneval de Muja

Il cuore della festa sono otto gruppi: Bellezze Naturali, Bora, Brivido, Bulli e Pupe, Lampo, Mandrioi, Ongia e Trottola. Dietro molti nomi c'è un aneddoto. Ongia, «unghia» in dialetto, ricorda le dita ammaccate dei fondatori, che lavoravano al cantiere navale di Trieste; Lampo era il soprannome di uno di loro, mentre Mandrioi, cioè «maggiolino», viene dall'automobile Volkswagen guidata da un altro. Bulli e Pupe nacque come Muli e Pupe, «ragazzi e ragazze». La Bora porta il nome del vento freddo di nord-est che d'inverno soffia sulla provincia, e Bellezze Naturali voleva far conoscere il fascino del luogo.

Ogni anno le compagnie si riuniscono, scelgono un tema e ne scrivono il copione, una «commedia da strada» a cui devono adeguarsi costumi, coreografie, scenografie e carri. Il lavoro dura mesi. Gli artigiani del posto costruiscono i carri nel Capanon coi metodi tradizionali di lavorazione dei materiali, mentre nei laboratori bambini e adulti cuciono a mano i costumi, dedicandovi il tempo libero.

Il Ballo della Verdura in piazza Marconi

Il primo atto si svolge il giovedì grasso in piazza Marconi, la piccola piazza del centro su cui affacciano il duomo dei Santi Giovanni e Paolo, con la facciata trilobata e il rosone gotico, e il palazzo dei Rettori, sede del Comune. Qui il sindaco affida le chiavi della città a Re Carnevale, e la corona della madrina dell'anno precedente passa alla nuova. Poi i rappresentanti delle compagnie danzano agitando rami verdi e mostrano al pubblico un'anteprima dei loro costumi.

Il capodistriano Nicolò Manzuoli descrisse nel 1611 il Ballo della Verdura, che allora si teneva l'ultimo giorno di carnevale. Uomini e donne portavano «verdi ghirlande in testa» e reggevano un arco di fronde e arance; disposti in due file, si univano sotto gli archi «schiena contro schiena» per poi tornare divisi come all'inizio. La tradizione lo collega alla danza che Teseo avrebbe istituito dopo aver ucciso il Minotauro nel labirinto. Col passare degli anni il ballo è diventato la cerimonia d'apertura della festa.

Sfilata dei carri e premi del corso mascherato

La domenica il grande corso mascherato attraversa il centro: il percorso dei carri tocca via Battisti, largo Caduti della Libertà, piazza della Repubblica, via Roma, via D'Annunzio e via Forti. Ogni compagnia porta tre carri trainati da trattori e chiude il proprio gruppo col carro principale; nel 2023 sfilarono così 24 carri e più di duemila figuranti, che ballano, suonano e recitano scene mimate. Fra i temi del passato ci sono stati il Mago di Oz, la Divina Commedia, il Messico, l'India, il caffè e il cioccolato.

Una giuria vota le rappresentazioni migliori. Nel 2023 vinse la Brivido con «The Mask», davanti a Trottola e Bellezze Naturali. Il martedì grasso, sempre in piazza Marconi, si consegnano i quattro trofei principali, la maschera d'oro e la classifica delle bande, e il carro vincitore finisce l'anno seguente sulla copertina del libretto del carnevale.

«Tutti a ovi» e la fine della festa

Il lunedì dopo la sfilata torna un'usanza dell'Ottocento: i gruppi mascherati girano per case e osterie al grido di «tutti a ovi», chiedendo uova. Con quanto raccolgono, le compagnie cuociono nella piazza principale una frittata gigantesca, fatta con migliaia di uova e molta pancetta in una padella di circa quattro metri, che viene offerta a chi partecipa.

Il mercoledì delle Ceneri le compagnie recitano una tragicommedia e accompagnano Re Carnevale in un solenne corteo funebre. Nella cronaca del 2011 il suo fantoccio finiva gettato in mare; nel 2026 la festa si chiuse con la veglia del carnevale e il falò chiamato «Brusemo Cornelio».

Dal «mato carneval» del 1420 alla rinascita del 1954

Lo statuto comunale del 1420 regolava i festeggiamenti del «mato carneval» e prevedeva un ducato per le compagnie che spendevano più di tre soldi per i musicanti. In quello stesso anno Muggia passò sotto la Repubblica di Venezia. La festa prosperò nei secoli del dominio veneziano e arrivò fino alla fine dell'Ottocento, poi il periodo delle due guerre mondiali la interruppe.

La Brivido, la più antica delle compagnie, fa risalire la propria nascita al 1938 e deve il nome ai forti brividi provati durante un salvataggio in mare con la tramontana. Dopo la guerra furono gli amici di questo gruppo, che si ritrovavano in una trattoria, a riportare le maschere per le vie, travestiti di anno in anno da gauchos, da gitani e da indiani apache. Al corteo si unirono sempre più persone e alcuni gruppi rivali, finché nel 1954 la parata diventò una manifestazione ufficiale.

Nel 2024 il carnevale muggesano festeggiò i 70 anni insieme alla compagnia Bellezze Naturali, i cui carri furono curati per più di metà di quel tempo da Giorgio Fragiacomo, detto «Jure»: col suo lavoro la compagnia conquistò 12 primi posti nella categoria «carro principale». Costumi, foto e video delle edizioni passate sono esposti nel Museo del Carnevale Muggesano, inaugurato nell'estate del 2021.

Domande frequenti

Perché al Carnevale di Muggia non si portano maschere sul viso?

È la particolarità che lo distingue da manifestazioni simili: chi sfila mostra la propria faccia e rinuncia all'anonimato tipico di altri carnevali. La maschera facciale si usa solo nei rari casi in cui un costume non può farne a meno.

Dove si trova Muggia, la cittadina del Carnevale di Muggia?

Sta sulla baia di fronte a Trieste ed è l'unico comune della penisola istriana rimasto entro il confine italiano. Da Trieste si raggiunge in traghetto dal porto oppure in autobus, in circa mezz'ora.

Il Carnevale di Muggia è a pagamento?

La sfilata dei carri e gli altri appuntamenti della festa sono gratuiti; si pagano soltanto i posti a sedere in tribuna lungo il percorso del corso mascherato.

Info utili

Dove si trova
Muggia (TS)