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Sagra dei Osei di Sacile, la fiera degli uccelli da canto nata nel 1274

La Sagra dei Osei di Sacile, fiera ornitologica di origine medievale, con il concorso canoro all'alba, l'elezione del Tordo Nazionale e la gara di chioccolo.

Gabbiette di legno con uccellini in fila nella piazza di Sacile, tra case antiche e un canale con ponte all'alba
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

La Sagra dei Osei è la fiera degli uccelli da canto che si tiene a Sacile, in provincia di Pordenone, il primo fine settimana di settembre. Nata da un mercato medievale documentato dal 1274, è considerata la manifestazione ornitologica più antica d'Europa ed è conosciuta dagli esperti per le sue gare di canto.

Il centro storico di Sacile in festa

La fiera si allarga alle vie e alle piazze del centro storico, nella cittadina attraversata dal fiume Livenza e chiamata «giardino della Serenissima». Il borgo antico è un'isola cinta dalle acque del Livenza, divisa in due da un canale che ne collega i due rami. La festa attira per tradizione decine di migliaia di visitatori, e il giorno principale della fiera è la domenica.

Il calendario si è spostato nel tempo. Per molti anni la sagra cadde la prima domenica dopo Ferragosto: la 744ª edizione, per esempio, si svolse domenica 20 agosto 2017. Le edizioni si contano a partire dal 1274, e nel 2023 la fiera arrivò alla 750ª edizione.

Le gare di canto all'alba

Il cuore della manifestazione è l'esposizione nazionale degli uccelli, con il suo concorso canoro. La gara comincia alle prime luci, quando gli uccelli attaccano il loro canto: una commissione di esperti sceglie il campione di ogni categoria, e fra tutti viene eletto il «Tordo Nazionale». Nel 2017 gareggiavano il merlo, la quaglia, il cardellino, il fringuello, la peppola, il lucherino, la tordina, il tordo sassello e il tordo bottaccio. In quell'edizione un centinaio fra espositori e commercianti presentò circa 50mila esemplari.

La seconda prova è la gara di chioccolo, in cui i chioccolatori imitano il richiamo degli uccelli, e si disputa all'alba dell'ultimo giorno di fiera. Nel 1998 Sacile accolse la prima edizione del Campionato europeo AECT, dedicato all'imitazione del canto degli uccelli, e ne ospitò diverse altre negli anni seguenti. Per il 2023, l'anno dei 750 anni della sagra, in città fu fissata la XXIV edizione del Campionato europeo di chioccolo.

Animali da cortile, contrade e manifesti

Accanto agli uccelli da canto la fiera espone gli animali da cortile, che già si vendevano nell'antico mercato di San Lorenzo. Col tempo il programma si è arricchito di bancarelle di antiquariato, di fiori e piante e di prodotti del territorio, di artisti di strada, di concerti in piazza e di trattorie aperte anche nel cuore della notte. Completano la festa la rievocazione storica, la notte bianca, la tradizionale tombola e il Palio delle Contrade, che mette in gara i quartieri della città.

Dal 1973 gli organizzatori bandiscono un concorso internazionale per il manifesto della sagra, al quale prendono parte grafici e disegnatori di primo piano. Ogni manifesto è diventato un segno d'identità della festa e un pezzo ricercato dai collezionisti. Quello della 753ª edizione, nel 2026, è opera di Emanuele Barison, disegnatore ufficiale di Diabolik.

Dal mercato di San Lorenzo alle mura

All'origine c'era il «mercato di San Lorenzo». Ogni 10 agosto la gente delle campagne e dei paesi vicini si radunava davanti alle mura della città per comprare e vendere uccelli da canto e da richiamo. San Lorenzo è il patrono della parrocchia di Cavolano, frazione di Sacile che sta fuori dall'antica cerchia. Il commercio era probabilmente legato all'uccellagione, la cattura degli uccelli, praticata allora anche dalla gente comune e ripresa ogni anno fra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno.

La prima notizia scritta porta la data del 2 agosto 1274. Nel memoriale del patriarca di Aquileia Raimondo della Torre è registrata la richiesta della comunità di Sacile di portare il mercato dentro le mura. Il patriarca la accolse, e da quell'anno la piazza della città divenne il centro della fiera.

Per secoli nessuno organizzò il mercato: si rinnovava da sé, grazie agli allevatori di uccelli e agli artigiani del posto, esperti nel fabbricare gabbie, reti, trappole e lacci di crine. A farlo durare contribuiva il territorio, ricco di boschi e di acque e sorvolato in ogni stagione da molti uccelli migratori.

La Sagra dei Osei nel Novecento

Nel 1907 la fiera fu allestita per la prima volta «in forma moderna», e un articolo della «Domenica del Corriere» la fece conoscere in tutta Italia. Nel 1909 ebbe un vero regolamento, che le diede la forma rimasta nelle sue linee essenziali. Il nome cambiò più volte: Sagra degli uccelli, Fiera degli uccelli, Mercato uccelli, Esposizione mercato e Fiera-Mercato di san Lorenzo. La formula «sagra dei Osei» si legge per la prima volta su «La Patria del Friuli» dell'11 agosto 1926.

Nel 1957 la fiera entrò nel calendario nazionale delle mostre come «Esposizione nazionale degli uccelli», e nel 2007 divenne Fiera nazionale specializzata; dal 2024 l'UNPLI, l'unione delle pro loco, la riconosce come «Evento di Qualità». La organizza la Pro Sacile, la pro loco della città. Lo scrittore Giovanni Comisso ne descrisse una giornata nel racconto «La favorita», pubblicato da Longanesi nel 1965. Le associazioni animaliste hanno più volte protestato contro il modo in cui gli uccelli vengono tenuti, e il «Messaggero Veneto» ne riferì nel 2007 e nel 2012.

Domande frequenti

Che cosa significa il nome Sagra dei Osei?

«Osei» vuol dire uccelli, quindi è la sagra degli uccelli. La parola «sagra» viene da «sagro», antica variante di sacro, e in origine indicava la festa per la consacrazione di una chiesa o di un altare.

Si paga l'ingresso alla Sagra dei Osei?

No, l'ingresso alla fiera è gratuito.

La Sagra dei Osei ha un appuntamento in primavera?

Sì, la Pro Sacile organizza anche la «fiera primaverile degli Uccelli», che si tiene in aprile, la domenica dopo Pasqua.

Info utili

Dove si trova
Sacile (PN)