Grande Guerra · 5 min di lettura

Sacrario Militare di Oslavia, l'ossario a fortezza sulla collina di Gorizia

Il Sacrario Militare di Oslavia a Gorizia, ossario della Grande Guerra del 1938, raccoglie in quattro torri unite da gallerie oltre 57.000 caduti.

Sacrario di Oslavia in pietra bianca con torre centrale e torri angolari, scalinata, pini e vigneti del Collio
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Il Sacrario Militare di Oslavia è l'ossario della Grande Guerra eretto nel 1938, su progetto dell'architetto Ghino Venturi, sulla quota 153, la collina a ovest di Gorizia. Le sue quattro torri di pietra bianca, disposte come una fortezza, custodiscono i resti di oltre 57.000 soldati caduti sul fronte dell'Isonzo.

La quota 153 sopra Gorizia

La cima del monumento si alza fra gli abitati di Piuma e Oslavia, piccola frazione goriziana all'estremità orientale del Collio. Attorno si stendono vigne e boschi; di fronte, a est, c'è la collina del borgo di San Mauro, in sloveno Štmaver, e lo sguardo arriva fino a Nova Gorica.

Queste alture stavano sulla linea del fronte. Le truppe austro-ungariche vi difendevano la testa di ponte di Gorizia nella prima, nella terza e nella quarta battaglia dell'Isonzo, e proprio la quarta battaglia dell'Isonzo, fra il novembre e il dicembre del 1915, si combatté su queste colline. Il viticoltore Matej Fiegl ricorda che fino al maggio 1915 il paese aveva la sua chiesa e un centro, con le tre parti di Gasa a sud, Oslavje al centro e Berjec a nord: la guerra rase tutto al suolo.

Ghino Venturi e il progetto del regime

Come il sacrario di Redipuglia, l'ossario nacque dal piano con cui il regime fascista riunì in grandi monumenti i caduti sepolti nei cimiteri militari sparsi nel Nordest. A Oslavia giunsero soprattutto i soldati morti nelle battaglie fra Gorizia e Tolmino, in gran parte tolti dai cimiteri di guerra dell'altopiano della Bainsizza. Qui e a Redipuglia furono traslati anche i caduti sul Carso nelle terre passate poi alla Jugoslavia.

Proposta nel 1932, l'opera porta la firma del romano Ghino Venturi (1884-1970), formato all'Accademia di Belle Arti di Roma, collaboratore di Marcello Piacentini e nel 1923 fra i fondatori del Sindacato Fascista Architetti. Venturi seguì il gusto del tempo con un disegno sintetico e razionale, privo di ogni elemento superfluo. Il cantiere, aperto all'inizio degli anni Trenta, cambiò più volte strada facendo, sia per divergenze sul progetto iniziale sia per contenere le spese.

Il sacrario sorse in una zona abitata da sloveni e italiani, e secondo gli studi la sua forma di fortezza medievale doveva affermare la presenza italiana sul territorio. Benito Mussolini lo inaugurò nel settembre 1938, durante il viaggio nel Nordest in cui annunciò a Trieste le prime leggi razziali.

Torri e gallerie del sacrario

Il piazzale d'arrivo è chiuso da pini marittimi, che richiamano il mare visibile nelle giornate limpide. Oltre una possente cancellata sale la grande scalinata di pietra, chiusa ai lati da un parapetto basso e da lunghe file di alberi alti. Sopra il portale, a grandi lettere, si legge «Tot proeliis sacra iuventus», cioè gioventù consacrata a tante battaglie, accanto alle date 1915-1918.

La pianta è un triangolo. Al centro, sopra uno spesso basamento, si alza il torrione circolare con la cripta sottostante, mentre tre torri più basse ne segnano i vertici. Due scale a doppia rampa salgono al torrione e alle torri minori, collegate all'interno da gallerie sotterranee. Le mura curve in pietrame danno all'insieme l'aspetto di un severo e robusto fortilizio.

Dentro le torri, fra loculi e ossari

Una lapide riassume le cifre: 57.200 caduti italiani e 539 austro-ungarici, molti dei quali morti nella dodicesima battaglia dell'Isonzo, quella di Caporetto. I soldati identificati, circa 20.000 fra cui 138 austro-ungarici, hanno un loculo col nome: i loculi corrono su tre ordini lungo le pareti interne della torre centrale e lungo quelle delle torri laterali. Gli ignoti, più di 36.000, riposano insieme in tre grandi ossari al centro delle torri laterali.

In mezzo al torrione si erge una grande croce di marmo nero. Nella cripta, un sarcofago di marmo custodisce le salme di 13 decorati di Medaglia d'Oro al Valor Militare. Fra loro ci sono il generale Achille Papa, ucciso sulla Bainsizza il 5 ottobre 1917, il generale Ferruccio Trombi, morto a Oslavia il 28 novembre 1915, e il generale Alceo Catalocchino, caduto nelle Valli del Natisone il 27 agosto 1917.

Dopo il 1938: campana, cippo e copertura

Negli anni il monumento è cambiato poco. Il 4 novembre 1959 cittadini, mutilati e combattenti di tutta Italia donarono la campana votiva «Chiara», opera dell'artista Paolo Caccia Dominioni, collocata in un campanile isolato accanto alla torre di sinistra: ogni sera, al tramonto, i suoi rintocchi invitano alla preghiera per i caduti. Nel 1963, sul piazzale e in asse con la gradinata, fu posto un cippo coi nomi dei 55 volontari giuliani caduti sul medio e sull'alto Isonzo.

Il torrione centrale in origine era aperto verso il cielo, ma l'acqua piovana vi penetrava. Fu chiuso prima con un tetto in plexiglass, sostituito nel 2016 da una copertura stabile in policarbonato.

Domande frequenti

Come si arriva al Sacrario Militare di Oslavia?

Da Gorizia si passa l'Isonzo sul ponte di Piuma e si sale a tornanti lungo la strada per San Floriano: il sacrario sta sulla sinistra, dopo l'ultima curva.

Quali percorsi partono dal Sacrario Militare di Oslavia?

Appena fuori dal vicino borgo di San Mauro partono la strada militare e il sentiero CAI che portano, con una salita impegnativa, all'eremo di San Valentino e al Parco della Pace sul monte Sabotino. Da Oslavia si può anche cominciare l'anello ciclopedonale transfrontaliero di oltre 95 chilometri sui luoghi della Grande Guerra, che tocca il San Michele a Sagrado, Cerje in Slovenia, il santuario del Monte Santo e Nova Gorica.

Come arrivare

In treno si scende alla stazione di Gorizia Centrale: da lì a Oslavia sono 6 km, 7 minuti in auto.

Dall'autostrada conviene uscire ad Autoporto, poi 8,9 km di strada e 12 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino a Oslavia.

Info utili

Dove si trova
Gorizia (GO)
Coordinate
45,97128 N, 13,61274 E (Oslavia) · Apri su Google Maps

Strade e posizione © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Cimiteri monumentali e sacrari del Friuli