Itinerari · 6 min di lettura

Ciclovia Alpe Adria, da Salisburgo a Grado lungo la vecchia ferrovia Pontebbana

Ciclovia Alpe Adria, la via ciclabile da Salisburgo a Grado che in Friuli segue la vecchia ferrovia Pontebbana fra Val Canale, Venzone e Aquileia.

Ciclovia Alpe Adria su un viadotto di pietra verso una galleria nella forra del Fella, ponte di ferro e ciclisti
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

La Ciclovia Alpe Adria è un itinerario in bicicletta che attraversa le Alpi da Salisburgo, in Austria, fino a Grado, sul mare Adriatico, toccando la Carinzia e il Friuli Venezia Giulia. Realizzata con fondi europei fra il 2007 e il 2012, in Friuli segue per gran parte del tratto alpino il tracciato dismesso della ferrovia Pontebbana.

Il percorso della Ciclovia Alpe Adria

Sulla lunghezza complessiva le fonti non coincidono: il portale turistico regionale indica 400 chilometri, una relazione tecnica presentata nel 2015 ne conta 403, mentre l'associazione europea delle greenways parla di circa 415 chilometri, divisi di solito in otto tappe.

Il tratto italiano si percorre da nord a sud, dal valico di Coccau fino a Grado. La traccia del sito dedicato alla ciclovia misura 172 chilometri, con 760 metri di salita e 1.430 di discesa; la scheda regionale, che fa partire l'itinerario da Tarvisio, dà invece 179,8 chilometri, 826 metri di salita e 1.503 di discesa, con una difficoltà media. Chi pedala in questa direzione procede quindi in discesa per lunghi tratti.

In pochi giorni si passa dalle Alpi Giulie e Carniche alle rive del Fella e del Tagliamento, poi alle colline moreniche, alla pianura friulana e infine alla laguna. Lo scrittore Ippolito Nievo chiamò queste terre «un piccolo compendio dell'universo». Il fondo è in gran parte su piste ciclabili protette; alcuni segmenti usano strade secondarie o sterrate, e in pochi passaggi si condivide la carreggiata con il traffico.

La ferrovia Pontebbana e la nascita della ciclovia

La Pontebbana collega Udine a Tarvisio risalendo le gole del Fella. Per vincere quel tracciato tortuoso, sul finire dell'Ottocento furono costruiti decine di ponti e viadotti e scavate molte piccole gallerie. Negli anni Sessanta la linea, snodo fra l'Europa centro-orientale e l'Italia, aveva un traffico molto intenso, e già all'inizio degli anni Settanta si pensava di raddoppiarla. Il raddoppio arrivò dopo il terremoto del 1976: i lavori partirono nel 1978 con un nuovo tracciato a doppio binario, quasi tutto in lunghe gallerie e su viadotti. Il vecchio binario unico fra Tarvisio e Moggio Udinese fu dismesso a tratti fra il 1985 e il 2000.

Il primo progetto di una ciclabile sul sedime fu abbozzato dalla Provincia di Udine nel 1994, ma faticò a superare la fase di studio. Il recupero cominciò nel 2005, col restauro delle stazioni, dei ponti e delle gallerie, e il tratto italiano fu inaugurato a segmenti fino al 2009. L'intero itinerario nacque dal programma europeo Interreg IV Italia-Austria 2007-2013, voluto dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dai Land di Salisburgo e Carinzia per unire la rete ciclabile dell'Europa centrale all'Adriatico: alle piste esistenti si aggiunsero alcuni tratti nuovi.

A Chiusaforte il cantiere arrivò il 31 agosto 2011, chiudendo per un periodo la vecchia stazione, che riaprì nel marzo 2014 a lavori finiti. Nel 2015, alla fiera olandese del cicloturismo «Fiets en Wandelbeurs» di Amsterdam, la ciclovia fu riconosciuta come migliore pista ciclabile d'Europa; l'anno seguente ricevette l'Oscar del cicloturismo italiano.

Nelle valli austriache fino a Tarvisio

Da Salisburgo la prima tappa, di 53 chilometri, supera il passo Lueg (552 metri) seguendo la strada federale B159 fino a Bischofshofen. I 52 chilometri successivi verso Bad Gastein si fanno più impegnativi attorno a Schwarzach im Pongau e a Böckstein, con la salita nella valle di Gastein e un ultimo tratto ripido prima del paese.

Fra Böckstein e Mallnitz non c'è una strada diretta: si attraversa la montagna nello storico tunnel dei Tauri, a bordo del treno navetta della Tauernbahn che porta le auto e anche i passeggeri senza veicolo. Da qui si pedala sul vecchio terrapieno ferroviario fino a Mallnitz, in una tappa di 59 chilometri che termina a Spittal an der Drau. Segue un tratto di 39 chilometri lungo la Drava fino a Villaco, con appena 118 metri di dislivello. Da Villaco la ciclabile della valle del Gail porta ad Arnoldstein, e in tutto servono 37 chilometri, con oltre 350 metri di dislivello, per arrivare a Tarvisio.

Tarvisio, la Val Canale e il Canal del Ferro

Entrata in Italia al valico di Coccau, la ciclovia sale oltre Tarvisio fino alla sella di Camporosso, a 15 chilometri dal confine. Da lì scende quasi sempre seguendo il Fella, attraverso le ampie conche boscose di Camporosso e Valbruna, in Val Canale, e il borgo di origine medievale di Malborghetto. Dopo altri 21 chilometri si arriva a Pontebba, che per secoli segnò il confine fra Italia e Austria ed ebbe una stazione di frontiera.

Oltre Pontebba la valle si stringe nel Canal del Ferro, il tratto più spettacolare dell'itinerario: la pista passa su ponti di ferro e alti viadotti in pietra e attraversa gallerie scavate nella roccia, sopra le gole del Fella, le cui acque vanno dal verde smeraldo al blu. I 26 chilometri fino a Moggio Udinese toccano Dogna, Chiusaforte e Resiutta, dove le vecchie stazioni sono diventate punti di sosta per i ciclisti; a Chiusaforte restano i semafori d'epoca e i binari conservati come arredo. Da Tarvisio sono circa 60 chilometri quasi tutti in discesa.

Lungo il percorso si scorge l'abbazia di Moggio Udinese, del XIII secolo. Gli ultimi 29 chilometri del segmento montano, fino a Gemona, passano per l'abitato di Carnia e per Venzone, borgo medievale ricostruito con le sue forme originali, dichiarato monumento nazionale e nominato «Borgo dei Borghi» nel 2017.

Da Venzone a Udine fra le colline moreniche

Fino alla periferia di Gemona del Friuli, cittadina col suo castello, la ciclabile torna a usare alcuni tratti della Pontebbana. Segue poi il Tagliamento verso Osoppo, il cui colle fortificato ospita una fortezza dichiarata monumento nazionale nel 1923. Oltre Osoppo il percorso attraversa il Parco naturale del fiume Tagliamento e raggiunge Buja.

Qui il terreno pianeggiante lascia il posto ad alcune salite: per entrare a Udine bisogna superare le tre cerchie di colline moreniche che il ghiacciaio del Tagliamento lasciò nell'ultima epoca glaciale, in un tratto ricco di punti panoramici. Secondo una leggenda, sarebbe stato Attila a far innalzare il colle del castello che domina il centro storico di Udine.

Verso Grado tra Palmanova e Aquileia

L'ultima tappa scende nella pianura, ricca d'acqua, su strade secondarie e alcune piste ciclabili, fra borghi agricoli spesso segnati da eleganti ville venete. Si attraversa Palmanova, città-fortezza patrimonio dell'UNESCO e modello di architettura militare dell'età moderna, poi si passa accanto ai castelli di Strassoldo, borgo di origine medievale.

Da Cervignano del Friuli una pista ricavata su una vecchia linea ferroviaria conduce ad Aquileia, antica colonia romana e per molti secoli sede del Patriarcato, il cui sito archeologico è patrimonio dell'UNESCO. Nel tratto finale la ciclabile corre su un terrapieno attraverso la laguna fino all'isola di Grado, la cittadina balneare che custodisce testimonianze di arte bizantina.

Domande frequenti

La Ciclovia Alpe Adria è adatta a chi non è un ciclista esperto?

Le guide la considerano di media difficoltà e consigliano una buona forma fisica di base. Le pendenze però restano contenute, perché il tracciato segue valli fluviali e vecchie linee ferroviarie e una ventina di gallerie evita le salite più ripide.

A quali altre ciclovie si collega la Ciclovia Alpe Adria?

Si innesta nella ciclovia «Senza confini» a Coccau, nella «Ciclovia della montagna carnica» e nella Alpina Mediterranean, lunga 300 chilometri fino a Opatija in Croazia, a Venzone, in «In@Natura» a Buja e nella Ciclovia del Mare Adriatico a Cervignano del Friuli. Da Tarvisio una diramazione sale ai laghi di Fusine e prosegue verso Kranjska Gora, in Slovenia.

Che cosa significa la sigla FVG 1 sulla Ciclovia Alpe Adria?

È la sigla dei cartelli che segnalano il tratto italiano e sta per «Friuli Venezia Giulia 1».

Info utili

Dove si trova
Tarvisio, Malborghetto Valbruna, Pontebba, Dogna, Chiusaforte, Resiutta, Moggio Udinese, Venzone, Gemona del Friuli, Osoppo, Buja, Udine, Palmanova, Cervignano del Friuli, Aquileia, Grado (UD, GO)

Fa parte di: Cammini, sentieri e ciclovie del Friuli