La Costiera triestina è la strada panoramica di circa 11 chilometri che unisce Sistiana a Miramare, sopra il golfo di Trieste nell'Adriatico settentrionale. Costruita negli anni Venti del Novecento e classificata come strada regionale 14 della Venezia Giulia, corre fra le rocce del Carso, che la sovrastano, e i belvedere sospesi sul mare.
Il cantiere della nuova strada
Prima della Costiera esisteva già una via litoranea, voluta da Massimiliano d'Asburgo per raggiungere con più comodità il suo castello dalla città. Secondo il Comune di Trieste, i lavori del nuovo tracciato durarono dal 1921 al 1928, e il percorso completo fu aperto al traffico il 16 agosto 1928. A Trieste la chiamano semplicemente «costiera». Da allora la Costiera resta una delle vie d'ingresso principali alla città.
Da Sistiana a Barcola, in leggera discesa
Il punto più alto è il belvedere di Sistiana, a una quota che le fonti indicano fra 80 e 90 metri sul mare. Da lì la carreggiata perde quota con una pendenza dolce fino al bivio di Miramare, a Barcola, dove tocca il livello dell'acqua. Il Carso incombe sul lato monte, mentre verso valle si aprono alcune piazzole-belvedere sporgenti sullo strapiombo. Nel tratto centrale, vicino a Santa Croce, la vegetazione si fa mediterranea: macchia bassa e pini d'Aleppo di alto fusto. Il tracciato attraversa tre gallerie. Una, chiamata «galleria naturale», è scavata nella roccia viva del costone carsico; le altre due passano sotto il parco del castello di Miramare.
Il flysch fra Santa Croce e Miramare
La strada soffre di un'instabilità del versante che pesa soprattutto fra Santa Croce e Miramare, dove il terreno è di flysch. Si tratta di una roccia fatta di strati alterni: banchi più spessi di arenaria e livelli più sottili di marne, che si sbriciolano facilmente. Il nome viene dal verbo tedesco fliessen, cioè «scorrere», e descrive bene la tendenza di questi pendii a franare e a scivolare verso il basso.
La galleria naturale e i versi di Saba
Uscendo da Trieste, in una piazzola sulla sinistra appena prima della galleria naturale, una roccia porta incisi i versi di «Avevo», poesia di Umberto Saba, lo scrittore triestino vissuto fra il 1883 e il 1957. Dentro la galleria, chi viaggia verso Sistiana vede comparire sulla parete un profilo umano, che si dice formato per caso: alcuni vi riconoscono Dante Alighieri, altri Benito Mussolini. Secondo un'antica usanza, chi crede al poeta deve gridare tre volte «viva Dante» durante l'attraversamento.
Ancora più diffusi sono i tre colpi di clacson, ritenuti di buon auspicio. Una delle storie sull'origine li lega al fascismo, quando con quel suono si salutava il fascio littorio scolpito sulla parete esterna del tunnel. C'è chi aggiunge che l'augurio vale solo se l'automobilista che arriva in senso opposto risponde allo stesso modo. Per molti i colpi dati all'andata proteggono il viaggio, e vanno ripetuti al ritorno per annunciare alla città che si è di nuovo a casa.
Sentieri verso Canovella de' Zoppoli e Aurisina
Dal ciglio della strada scendono al mare sentieri ripidi con scalinate, stradine e qualche via carrabile, fino a piccoli approdi e spiaggette. Uno di questi è Canovella de' Zoppoli, che prende il nome dallo «zoppolo», detto anche čupa: una barca ricavata scavando un solo tronco d'albero. I pescatori vi arrivavano dal Sentiero dei Pescatori, antico collegamento fra Aurisina e il porticciolo, percorso fin dall'epoca romana per portare alle navi la pietra bianca di Aurisina. Più avanti, alle sorgenti di Aurisina, un impianto captava l'acqua per l'acquedotto di Trieste. Dismesso, ospita un laboratorio di biologia marina dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), l'ente pubblico di ricerca sulle scienze della Terra e del mare.
Domande frequenti
Dove si fa il bagno lungo la Costiera triestina?
Ai piedi della strada si aprono calette di ciottoli immerse nel verde, e alcuni tratti della costa sottostante sono spiagge libere.
