Il Passo di Monte Croce Carnico è un valico alpino di 1360 metri sulla catena carnica principale: dal territorio di Paluzza, in Carnia, porta a Kötschach-Mauthen, in Carinzia. In età romana vi transitava la via Iulia Augusta, e nel 1915 le cime che lo circondano divennero un fronte della Grande Guerra.
Fra la Creta di Collinetta e il Pal Piccolo
Il valico è un intaglio stretto e profondo, aperto fra le pareti della Creta di Collinetta, alta 2238 metri, a ovest, e quelle del Pal Piccolo, di 1866 metri, a est. In questo punto la catena carnica occidentale si separa da quella orientale. Poco più a ovest, sulla stessa cresta, si alza il monte Coglians, Hohe Warte in tedesco, che coi suoi 2780 metri è la vetta più alta delle Alpi Carniche. Il passo si chiama Plöckenpass in tedesco e Pas di Mont di Crôs in friulano.
Sul lato italiano la strada sale da Timau, frazione di Paluzza e ultimo paese prima del confine. Sul versante opposto scende, a tratti con pendenze forti, verso Mauthen, nella valle del Gail (Gailtal); prima di toccarne la parte alta supera anche la sella del Gailberg, più bassa, a 981 metri. Dalla parte austriaca del passo sorge un impianto eolico.
Calcari e acque nascoste della catena paleocarnica
Il nucleo della catena paleocarnica, fra il Coglians e il Pizzo di Timau, è formato da calcari del Devoniano, un periodo del Paleozoico, piegati in una grande piega anticlinale, cioè inarcata verso l'alto, con l'asse orientato all'incirca da ovest a est. Argilliti impermeabili della Formazione di Hochwipfel ne ricoprono in parte i fianchi. Un fitto reticolo di faglie e fratture spezza la piega e lascia penetrare l'acqua in profondità: la roccia se ne impregna e ospita un acquifero carsico continuo, chiuso ai lati proprio dalle argilliti.
Sciogliendo il calcare, l'acqua allarga le fessure e scava condotte simili a gallerie naturali. Dalla zona del Coglians e del Pal Piccolo scorre lentamente verso est e torna in superficie al Fontanone di Timau, sorgente carsica del But. Nel massiccio sono state esplorate e rilevate un centinaio di cavità, molte a sviluppo verticale, fra il Coglians, la Creta delle Chianevate, il Pal Piccolo, il Pal Grande e il Pizzo di Timau. Il percorso sotterraneo fu dimostrato con coloranti immessi presso il rifugio Marinelli, nell'inghiottitoio del rio Acqua Nera, e rilevati alle sorgenti.
Una strada romana sul Monte Croce Carnico
La valle del Gail era abitata dal Neolitico, e già nell'età del Bronzo esisteva probabilmente una mulattiera attraverso il passo. Dopo l'annessione della provincia del Norico, il generale romano Tiberio la fece trasformare in una strada, per raggiungere dall'Italia le terre appena conquistate a nord delle Alpi Carniche. Era il tratto più alto della via Iulia Augusta, che partiva da Aquileia, toccava Iulium Carnicum, la città romana sorta dove si trova Zuglio, valicava qui lo spartiacque alpino e scendeva a Loncium, nella valle del Gail, e ad Aguntum, in quella della Drava.
Di quei secoli parlano il ritrovamento di monete romane e tre iscrizioni dei secoli II e III, incise nei pressi del valico. Lungo l'antica strada, vicino agli Stauli Roner, si trova anche una lapide del 371 d.C., restaurata.
Solida e ben tracciata, la via rimase in uso per tutto il Medioevo come parte della rotta mercantile fra Aquileia e Salisburgo, anche dopo che la Repubblica di Venezia conquistò la Carnia nel 1420. A sud del passo, l'antica stazione romana di Timau fu ripopolata fra il Quattrocento e il Cinquecento da minatori venuti dalla Carinzia per i giacimenti di rame argentifero: da loro discendono gran parte degli abitanti e la parlata del paese, d'origine carinziana.
Dal confine del 1866 alla Grande Guerra
Nel 1809, in seguito al trattato di Schönbrunn, le truppe napoleoniche varcarono il passo per occupare l'Alta Carinzia attorno a Villach, ceduta all'Impero francese con le Province Illiriche. Quando il Veneto e il Friuli furono annessi al Regno d'Italia, nel 1866, il valico divenne un posto di confine con l'Austria-Ungheria, senza perdere il suo ruolo di passaggio principale fra la pianura friulana e le valli austriache, percorso da milioni di persone e di merci.
La guerra interruppe di colpo questi traffici. Appena dichiarato il conflitto, i due eserciti occuparono le alture e i punti strategici attorno al passo; per tutta l'estate del 1915, e di nuovo alla fine di marzo del 1916, italiani e austro-ungarici si scontrarono con violenza sul Pal Grande, sul Freikofel e sul Pal Piccolo. Gli alpini tentarono di avanzare verso la Carinzia, senza riuscirci, e lo scontro si trasformò in una guerra di logoramento, che riempì le cime di bunker e gallerie.
Fra le due guerre mondiali vi sorsero diverse opere del cosiddetto «Vallo Alpino Littorio», in parte ricavate da fortificazioni della Grande Guerra e in parte nuove; le utilizzò l'Esercito Italiano, che le dismise nei primi anni Novanta del Novecento. Nel 1945, dopo l'occupazione della Carnia nota come «Kosakenland», i Cosacchi si ritirarono verso l'Austria proprio attraverso il passo.
Trincee e sentieri del Pal Piccolo e del Freikofel
Sulla cima del Pal Piccolo è stato allestito un museo all'aperto fra postazioni italiane e austro-ungariche. Il sentiero comincia vicino al passo, a destra procedendo verso il vecchio confine, dove un cartello indica «Kleiner Pal - MG Nase». Superata una radura con una turbina eolica, attraversa un ambiente intatto fra grotte usate dai soldati, baracche, una trincea coperta e la postazione detta «naso delle mitragliatrici», un tratto restaurato della difesa austro-ungarica. Nel bosco la salita si fa ripida ma non difficile e, oltre alcune gallerie, raggiunge la vetta, a 1866 metri: qui ci si muove nel labirinto di trincee e camminamenti austriaci, mentre poco più in là, verso l'Italia, corre la «grande trincea italiana», a 1860 metri. Si rientra per la stessa via o col sentiero CAI 401, che conserva altri resti italiani.
Il Freikofel, in friulano Cuelàt, alto 1757 metri, ospita dal 2005 un museo all'aperto transfrontaliero. Si sale dal quarto tornante della statale, a 1064 metri, col sentiero CAI 401a fino alla cappella del Battaglione Val Tagliamento, a 1428 metri; sui prati della malga Pal Piccolo restano rovine di edifici militari e un altare di guerra del 1916, e a 1545 metri una lapide con una croce di ferro ricorda i caduti. Passerelle aeree con corrimano e scale portano alla vetta, dove sorge un monumento di epoca fascista; sul versante sud i volontari dell'associazione «Amici delle Alpi Carniche» hanno restaurato baracche e fregi. Alcune lapidi segnano il luogo del cimitero di guerra, che accolse 628 soldati, poi traslati nell'ossario di Timau.
Lungo la statale 52 bis «Carnica»
Sul versante italiano il valico è raggiunto dalla strada statale 52 bis «Carnica», su quello austriaco dalla strada federale 110. Nella notte fra il 1° e il 2 dicembre 2023 una frana di grandi dimensioni si staccò al km 28, sul fianco della montagna e lontano dalla carreggiata, e travolse le opere di sostegno e di protezione dei tornanti finali, danneggiando anche le gallerie. L'Anas, la società che gestisce la statale, chiuse il tratto fra il km 26,500 e il km 32,875, oltre Timau. Fra il secondo e l'ultimo tornante in salita la strada è esposta alla caduta di massi che misurano decine di metri cubi.
I lavori, finanziati per metà dalla Regione Friuli Venezia Giulia, compresero demolizioni controllate della roccia instabile, il rifacimento della sede stradale e delle barriere, un nuovo sistema di monitoraggio e il prolungamento della galleria paramassi al tornante 12, il punto più colpito. Dopo una prima riapertura col cantiere in corso, dal 25 gennaio 2025, il passo tornò percorribile in via definitiva il 22 maggio 2026. Un traforo sotto il valico è un'ipotesi discussa da decenni e sempre osteggiata dagli ambientalisti austriaci; nel maggio 2026 istituzioni e categorie produttive lo indicarono come soluzione condivisa e, con una lettera al Ministero, ne chiesero l'inserimento fra le opere prioritarie nazionali.
Domande frequenti
Da dove viene il nome del Passo di Monte Croce Carnico?
Dal latino Monte Crucis, «monte della croce»: così il valico era chiamato nel Medioevo.
Il Passo di Monte Croce Carnico sta in Italia o in Austria?
Su entrambe: la linea di confine fra i due Stati passa esattamente sulla sommità del valico.
