Montagna & Trekking · 4 min di lettura

Passo Sesis, la sella di Sappada fra il Peralba e il Pic Chiadenis

Passo Sesis a Sappada, sella oltre i 2.300 metri fra il monte Peralba e il Pic Chiadenis, a venti minuti dal rifugio Calvi e affacciata sulla val Fleons.

Passo Sesis a Sappada: la sella erbosa fra rupi calcaree, un rifugio di pietra ed escursionisti sulla mulattiera
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Il passo Sesis è una sella di Sappada, in provincia di Udine, aperta a più di 2.300 metri fra il monte Peralba e il Pic Chiadenis. Poco sopra il rifugio Calvi, è un crocevia di sentieri: lo attraversano la Traversata Carnica e il Sentiero Italia, e da lì parte la via normale al Peralba.

Il passo Sesis fra due cime

Sulla quota esatta le guide non concordano: una la fissa a 2.312 metri, la descrizione della Traversata Carnica curata da Va' Sentiero a 2.367. Da un lato sale il versante orientale del monte Peralba, che con 2.694 metri è la montagna più alta di Sappada; dall'altro si leva il Pic Chiadenis, 2.459 metri, riconoscibile per la punta aguzza del «Dente del Pescecane». Sotto la sella, dal lato del rifugio, si stende l'alta val Sesis, la valle del giovane Piave, che da Cima Sappada risale verso nord fino alla zona delle sorgenti. Sul versante opposto lo sguardo cade sulla val Fleons, chiusa da un circo di cime scure.

Nella val Sesis passava la prima linea della Grande Guerra. Attorno al rifugio Calvi si contano fortini, gallerie e postazioni, e un sentiero attrezzato fu scavato nella roccia durante il conflitto del 1915-1918.

La salita da Cima Sappada

Si parte da Cima Sappada, a 1.292 metri, ultima frazione del comune prima della Carnia. La strada provinciale 22 risale tutta la val Sesis per 8 chilometri: asfaltata, stretta, piena di curve e di rampe ripide, si percorre in auto nei mesi estivi, mentre d'inverno la chiude la neve. Superati il rifugio Piani del Cristo e la Baita Rododendro, si lascia l'auto in un ampio parcheggio poco oltre i 1.800 metri, mezzo chilometro prima del rifugio Sorgenti del Piave.

A piedi si prosegue sulla carrareccia sterrata del sentiero 132, chiusa al traffico, che in circa un'ora e con 360 metri di dislivello arriva al rifugio; a metà strada se ne stacca una scorciatoia più ripida e irregolare, il «Sentiero delle Marmotte». Lungo la salita si passa accanto alla cava del marmo «fiore di pesco», la pietra rosa del Peralba con venature bianche e violacee.

Il rifugio Calvi, a 2.164 metri, è il più alto del Friuli Venezia Giulia. Il CAI lo fece costruire nel 1925 su un terreno donato dal Comune di Sappada e lo intitolò a Pier Fortunato Calvi, patriota dei moti del 1848 per l'indipendenza del Cadore. Dal rifugio, sempre sul sentiero 132, una ventina di minuti su un tracciato comodo bastano per toccare il passo.

Dal passo Sesis alla vetta del Peralba

Oltre la sella, dopo una breve rampa della mulattiera, i bolli rossi della «Via comune Papa Giovanni Paolo II» indicano la salita al Peralba. Il nome ricorda Giovanni Paolo II, che il 20 luglio 1988 percorse la via normale fino in cima e poi si fermò a riposare al rifugio Calvi.

La traccia rimonta il costolone nord-est fra erba e sassi, tenendosi sul lato meridionale della cresta, e la riguadagna per un canale. Più in alto attraversa un brecciame e imbocca un canalino parzialmente attrezzato, dove la neve può resistere anche a estate inoltrata, per sbucare sul grande cupolone di detriti della vetta, segnata da un segnale trigonometrico. Il tratto finale è esposto e di media difficoltà, e dal rifugio richiede un'ora e mezza; si scende per lo stesso percorso.

Verso l'Oregone e il passo dei Cacciatori

Dalla mulattiera, poco a nord, si raggiunge il passo dell'Oregone, a 2.280 metri, sul confine con l'Austria: da qui in mezz'ora circa si cala all'Hochweissteinhaus, rifugio austriaco a 1.868 metri. Rimanendo in Italia, il sentiero 132 scende invece lungo la valle dell'Oregone, sotto le pareti nord del Peralba alte 700 metri, fino a quota 1.552, dove una deviazione a sinistra riporta al rifugio Sorgenti del Piave e al parcheggio. L'intero giro del Peralba richiede circa quattro ore e mezza.

Un sentiero quasi in piano, con un breve strappo finale, collega il passo Sesis al passo dei Cacciatori, una sella più bassa di quota 2.213. Da quest'ultimo un sentiero militare, tracciato su cenge solo in parte naturali, sale al monte Avanza, mentre da un bivio vicino parte la via ferrata «C.A.I. Portogruaro», che raggiunge la cima del monte Chiadenis per camini e cenge in parte già percorsi dai soldati della Prima guerra mondiale.

Sulla Traversata Carnica e il Sentiero Italia

La Traversata Carnica, il lungo itinerario che unisce San Candido a Tarvisio lungo il crinale delle Alpi Carniche, sale al passo Sesis dalla val Fleons. Nella tappa dal rifugio Marinelli al rifugio Calvi, 21,3 chilometri con 1.763 metri di dislivello in salita, è una delle due grandi salite insieme al passo di Volaia. Oltre la casera Fleons, una vecchia e larga mulattiera supera circa 800 metri di dislivello, la rampa più faticosa della giornata, e il paesaggio cambia salendo: dai boschi e dai prati si passa alle rocce dolomitiche del versante est del Peralba, fino alla sella.

Anche il Sentiero Italia sale dal rifugio Calvi al passo Sesis. Una sua variante, scelta da chi vuole vedere le sorgenti del Piave, scende invece dal rifugio verso le sorgenti e prosegue sulla Strada delle Malghe verso la val Visdende.

Domande frequenti

In che periodo si sale al passo Sesis?

Il periodo indicato per le tappe escursionistiche che lo attraversano va da giugno a settembre.

Info utili

Dove si trova
Sappada (UD)
Coordinate
46,62804 N, 12,72826 E (Passo Sesis) · Apri su Google Maps

Posizione © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze