Montagna & Trekking · 4 min di lettura

Rifugio Pelizzo a Savogna, a 1320 metri sotto la vetta del Matajur

Il rifugio Pelizzo a Savogna, edificio in pietrame del CAI a 1320 metri sul Matajur, inaugurato nel 1975 e crocevia dell'Alta Via e del Sentiero Italia.

Il Rifugio Pelizzo sul prato del Matajur, la chiesetta in vetta e la pianura fino al mare
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Il rifugio Pelizzo sorge a 1320 metri sul versante meridionale del monte Matajur, nel comune di Savogna, sotto la cima della montagna simbolo delle Valli del Natisone. Inaugurato nel 1975, porta i nomi di Guglielmo e Giovanni Pelizzo, e dalla sua radura la vetta di 1641 metri si raggiunge in circa 45 minuti.

Una radura sulle Prealpi Giulie

L'edificio corona un'ampia radura delle Prealpi Giulie, sulle pendici prative del Matajur, circa 300 metri più in basso della cima. Il monte, chiamato nel dialetto sloveno locale anche Baba, ha una caratteristica forma conica: pur con un'altezza modesta, isolato fra le altre cime, si riconosce da tutta la pianura friulana.

Dalla terrazza si guarda la pianura fino al mare Adriatico. Nelle giornate più limpide la vista corre dal golfo di Trieste alle lagune di Grado e di Lignano e a Venezia, fino ai Colli Euganei, mentre sul lato delle montagne abbraccia la catena del monte Nero e il gruppo del Piancavallo.

Dalla Grande Guerra all'inaugurazione

Durante la prima guerra mondiale passava accanto al luogo del rifugio l'ultima linea di difesa che la 2ª Armata italiana aveva preparato per proteggere la pianura friulana, se le posizioni avanzate fossero state sfondate. Nella battaglia di Caporetto, il 24 ottobre 1917, il tenente Rommel, futuro feldmaresciallo, attaccò il Colovrat con sei compagnie tedesche e scese nella vallata di Savogna. Dopo 52 ore di marce e combattimenti conquistò la vetta del Matajur, difesa dalla Brigata Salerno, catturando quasi 9000 prigionieri.

La cerimonia d'apertura si tenne nel luglio 1975. Il rifugio fu dedicato a Guglielmo Pelizzo, avvocato, sindaco di Cividale e senatore della Repubblica, scomparso l'anno prima dopo essersi adoperato a lungo per realizzarlo. Giovanni Pelizzo, allora presidente della sezione CAI Cividale, vi vide un futuro «punto di incontro tra le genti che abitano versanti diversi delle Alpi». Per i 40 anni della fondazione, nel 2015, la struttura fu intitolata anche a lui, già presidente della Provincia di Udine, mancato appena un anno avanti: il nome completo divenne così rifugio Guglielmo e Giovanni Pelizzo al Matajur.

Muri di pietrame e camere al primo piano

La costruzione è in muratura di pietrame e si sviluppa su due piani. Ne è proprietaria la sezione «Monte Nero» di Cividale del Friuli del Club Alpino Italiano. Dal 1975 il rifugio è stato ampliato e migliorato più volte.

Nella descrizione pubblicata dalla sezione nel 2021, il piano terra riuniva bar, cucina, sala da pranzo e servizi igienici, mentre il primo piano ospitava le camere e un alloggio per chi gestisce la struttura. I posti letto, 24 in quella descrizione, risultano 35 nelle fonti successive, distribuiti fra una camerata e alcune camerette.

La strada da Cividale e le salite a piedi

In auto si arriva al rifugio Pelizzo da Cividale del Friuli con una strada asfaltata di 15 km. Si percorre la SP54 nella valle del Natisone fino a Ponte San Quirino, si prendono le indicazioni per Savogna e si risale la valle dell'Alberone fino a Masseris, da dove la carrozzabile sale sul versante sud del monte. Nei mesi freddi sull'asfalto può formarsi il ghiaccio, e d'inverno la neve può chiudere il passaggio.

Chi sale a piedi parte da Mersino e cammina fra boschi e prati per circa due ore e mezza. Altri sentieri arrivano dai diversi versanti del Matajur: da Caporetto, da Stupizza e Luicco, da Masseris, da Cepletischis e da San Pietro al Natisone.

Sentieri CAI attorno al rifugio Pelizzo

L'escursione più classica è la salita alla vetta, breve e alla portata di tutti. In cima, dove corre il confine fra Italia e Slovenia, sta la chiesetta del Cristo Redentore, rinata dalle macerie dopo che un fulmine e poi i combattimenti della battaglia di Caporetto l'avevano distrutta. Lo sguardo va dalle Alpi Giulie, dal Canin e dalla valle dell'Isonzo, a levante, fino alle Dolomiti Clautane e Zoldane, a ponente.

Più lungo è l'anello del Matajur, circa due ore e mezza, che tocca l'osservatorio astronomico e il rifugio con bivacco Dom na Matajure. Nella zona passano i segnavia 736, 736a e 746 dell'Alta Via delle Valli del Natisone, il 749 e il 749a del sentiero naturalistico Monte Matajur e il 724 della via Palma, riservata a escursionisti esperti per le sue difficoltà alpinistiche. Altre mete sono il bivacco delle malghe di Mersino e il Sentiero Italia, la cui tappa da Topolò, frazione di Grimacco, misura 12,7 km con 1410 metri di salita e 631 di discesa, passa per Polava e Cepletischis e scende al rifugio dopo la vetta.

Domande frequenti

Il Rifugio Pelizzo è aperto anche d'inverno?

Sì, la struttura resta aperta tutto l'anno. Con la neve la salita dal rifugio alla vetta del Matajur si può fare con le ciaspole.

Perché il monte sopra il Rifugio Pelizzo è detto «Monte del Re»?

Si racconta che nel VI secolo il re longobardo Alboino, prima di conquistare l'Italia settentrionale, sarebbe salito sul Matajur per scrutare la pianura friulana. Da quell'episodio la montagna avrebbe preso il nome di «Monte del Re».

Info utili

Dove si trova
Savogna (UD)
Coordinate
46,21217 N, 13,52947 E (Matajur) · Apri su Google Maps

Posizione © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Rifugi, malghe e casere del Friuli