Natura & Wildlife · 4 min di lettura

Acquatona di Sappada, la forra scavata dal Piave dove cade il rio

L'orrido dell'Acquatona a Sappada è una gola calcarea larga circa sei metri sul Piave, con la cascata del rio Acquatona e una ferrata aperta nel luglio 2023.

Acquatona di Sappada: forra di roccia levigata, cascata laterale e ponte di legno fra gli abeti
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

L'orrido dell'Acquatona, in sappadino Katinaloch, cioè «forra di Caterina», è la gola che il Piave ha inciso nella roccia a Sappada, in provincia di Udine, dove riceve le acque del rio Acquatona. Sito geologico di antica formazione, è profondo circa 50 metri e lo attraversa una ferrata che scende fino al greto passando su tre ponti sospesi.

La gola del Piave e la cascata del rio

Fra le due pareti corrono appena sei metri circa, e il fiume vi si getta con un fragore continuo. Il regime è torrentizio, la qualità dell'acqua buona. Dal lato destro orografico arriva il rio Acquatona, che entra nel Piave con una cascata alta all'incirca 50 metri.

La roccia è calcarea, modellata dalla corrente in grotte, cavità e marmitte, le conche tonde che i vortici scavano nel letto. Grandi anse lisciate dall'acqua, simili a piccole caldere, segnano le pareti lungo tutta la gola. Sul piano amministrativo la forra è un'area di pertinenza fluviale del Demanio Idrico.

Boschi e fiori attorno all'Acquatona

Dentro la gola crescono solo piante rupestri che amano l'umidità e sopportano pochissima luce. Fuori, sui versanti, dominano le foreste di conifere: abeti e larici fitti, fra i quali fioriscono specie protette come il raponzolo di roccia, l'erica, il ciclamino, la genziana e il ranuncolo. Nella regione dolomitica crescono oltre cinquanta specie di orchidee selvatiche.

L'orrido sta nella valle del Piave, in un ambiente dolomitico di prati falciati d'estate per il fieno delle mucche e di cime che toccano i 2700 metri. Fra queste si alza il monte Peralba: ai suoi piedi, in Val Sesis, il Piave nasce a 1730 metri di quota.

Strada e legname sotto Sappada

Poco più a valle della forra c'era il primo porto sul Piave, dove il legname tagliato nei boschi di Sappada veniva affidato alla corrente per scendere fino al Cadore e poi a Venezia.

Accanto al burrone, vicino al confine fra Sappada e il Comelico, la strada era segnata da un grande masso con un'iscrizione latina che si apriva con le parole «VIA HANC AD UTINA TIROLIS USQUE CONFINIA». Il testo celebrava l'opera di Luigi Mocenigo, luogotenente del Friuli, che nel 1762 rese percorribile dai carri la via da Udine ai confini del Tirolo. Lunga 70.000 passi, era stata realizzata con poca spesa e in breve tempo, fortificata e collegata da 30 ponti, alcuni di pietra e altri di legno. Il masso rimase sul ciglio fino al 1953 e finì poi nel fiume.

Ferrata dell'Acquatona, dentro la forra

Il Comune di Sappada avviò con la Regione le trattative per sistemare l'area nel 2018, e i lavori furono pagati con 266mila euro del fondo regionale di concertazione. La ferrata dell'Acquatona fu inaugurata il 18 luglio 2023. L'impresa Di Piazza Vante srl, specializzata in lavori in corda, sistemò il piazzale d'accesso e il sentiero nel bosco, rifece il ponte d'affaccio e montò più di 300 metri di funi e pioli di ferro, sotto la guida delle Guide Alpine del Friuli Venezia Giulia. Gran parte degli ancoraggi resta nascosta sotto gli sbalzi della roccia, così che dall'alto quasi non si vede.

Il percorso è classificato difficile (D). Un primo anello con due passerelle sospese è pensato soprattutto per i bambini; poi la via cala nella gola e traversa a mezza costa il versante sinistro, quello meridionale, a una trentina di metri dall'acqua e vicino a una grotta. Una parete verticale di 50 metri porta al greto, da cui una passerella raggiungeva un grande masso a isola davanti alla cascata del rio. Si risale la stessa parete fino al bosco e si rientra sulla storica passerella di legno. D'inverno l'acqua che cola sui versanti gela in colate bianche, salite dagli arrampicatori su ghiaccio.

Nella notte fra il 5 e il 6 agosto 2024, durante un forte maltempo, una frana scese all'altezza del rio Acquatona, coprì la strada e precipitò nell'orrido, urtando la parete opposta. I detriti travolsero parte delle attrezzature e distrussero la passerella finale verso il masso; i tecnici della stazione di Sappada del Soccorso alpino si calarono usando le vecchie scalette per accertare che sotto non ci fossero auto.

Domande frequenti

Come si arriva all'orrido dell'Acquatona?

Si percorre la statale 355 che da Santo Stefano di Cadore sale verso Sappada: la gola si apre poco prima della borgata Lerpa, accanto a un parcheggio sul lato della strada.

Si può vedere l'Acquatona senza scendere nella gola?

Sì: l'alto ponte di legno coperto che scavalca la forra permette di guardare il salto di circa cinquanta metri fino al fondo, come facevano i turisti già decenni prima della ferrata.

Come arrivare

La stazione ferroviaria più vicina è Calalzo - Pieve di Cadore - Cortina, a 32,5 km di strada (34 minuti in auto).

In auto, l'uscita più vicina è Lozzo di Cadore: poi 19,4 km, 22 minuti di guida.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al centro del comune.

Info utili

Dove si trova
Sappada (UD)
Coordinate
46,56554 N, 12,68026 E (centro di Sappada) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Fiumi e cascate del Friuli