I Laghi di Fusine sono due specchi d'acqua di origine glaciale nel comune di Tarvisio, in provincia di Udine: il lago Superiore sta a 929 metri di quota, l'Inferiore a 924. La loro valle, sotto il gruppo del monte Mangart, è tutelata dal 1971 dal Parco naturale dei Laghi di Fusine.
La conca glaciale sotto il Mangart
La valle dei laghi si apre presso Fusine in Valromana, la frazione di Tarvisio lungo la statale 54, e corre parallela al confine con la Slovenia, dove i due bacini prendono il nome di Belopeška Jezera. Il fondo della conca è chiuso da un anfiteatro calcareo, formato dalla dorsale del Picco di Mezzodì; attorno si alzano le quattro Ponze, il Veunza e la grande cupola grigia del monte Mangart, che arriva a 2.677 metri. Sotto i boschi che circondano i laghi prevalgono conglomerati e brecce, alternati a calcari marnosi e dolomie, e abbondano i depositi morenici ricchi di argilla.
Proprio i cordoni morenici, cioè le dighe di detriti lasciate dal ghiacciaio, separano i due laghi, che pure restano uniti da corsi d'acqua sotterranei. Il Superiore, largo circa nove ettari e profondo al massimo 10 metri, alimenta così l'Inferiore, che misura 13,5 ettari e scende fino a 25 metri; da quest'ultimo esce l'emissario che scarica le acque di entrambi. Accanto all'Inferiore stanno due specchi minuscoli, chiamati «laghi piccoli». Il colore delle acque passa dall'azzurro al verde smeraldo, con le abetaie scure e le pareti del Mangart riflesse sulla superficie.
Il freddo della valle di Fusine
Le valli strette, poco illuminate e poco ventilate trattengono l'aria fredda e umida, e danno alla zona un clima particolarmente severo. La temperatura media dell'anno si aggira sui 7 °C, ma fra il mese più caldo e quello più freddo la differenza media supera i 20 °C. Cadono in media circa 1.600 millimetri di pioggia all'anno, con un primo picco a giugno e uno più forte fra ottobre e novembre.
In inverno la conca è fra i luoghi più freddi d'Italia, e la superficie dei due bacini gela. Per studiare questo microclima, dal 2009 vi lavora una stazione meteorologica.
Boschi, fiori e animali dei laghi
Le sponde sono avvolte da un bosco misto in cui dominano abete rosso, abete bianco e faggio, insieme a larice, pino silvestre, acero, carpino, betulla e ontani bianchi e neri. Fra i fiori si incontrano la genziana, la stella alpina, la scarpetta di Venere, il maggiociondolo, l'erba di San Giovanni e il papavero delle Alpi Giulie. L'area appartiene al bacino del Danubio e a un ambiente di tipo dinarico senza altri esempi in Italia, come provano diverse specie rare di piante e animali.
Nei boschi vivono cervi, caprioli e camosci, e dalla Slovenia sono arrivati di recente alcuni orsi. Tra i carnivori più piccoli figurano volpe, tasso, martora, ermellino e donnola; la lontra, sparita intorno al 1950, è tornata da sola a popolare la zona. Fra gli uccelli si contano l'aquila reale, il gallo cedrone, il gallo forcello, la pernice bianca e l'allocco degli Urali, e fra le specie rare compaiono anche la lepre bianca e la lince.
Dalla foresta imperiale al parco regionale
I laghi stanno dentro la foresta di Fusine, proprietà regionale di circa 2.066 ettari, che fa parte a sua volta della foresta di Tarvisio, detta anche dei Tre Confini, estesa per 24.000 ettari fra Italia, Austria e Slovenia. La gestione pubblica di questi boschi dura da secoli: uno Statuto del 1517 riservava all'imperatore Massimiliano i diritti su tutte le piante resinose d'alto fusto. Il primo piano di assestamento, cioè il programma dei tagli, risale al 1906.
Dopo il 1918 la foresta passò all'amministrazione italiana, e nel 1966 divenne proprietà della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Per la bellezza del paesaggio e l'integrità dell'ambiente, nel 1971 la Regione istituì qui il primo parco naturale regionale. Una porzione della foresta è dichiarata area wilderness, e l'intera zona, dalle Ponze al Mangart, rientra nel sito «Conca di Fusine» della Rete Natura 2000.
I sentieri dei laghi e il rifugio Zacchi
Sentieri segnati seguono le rive di entrambi i laghi, e un breve percorso nel bosco li collega. Il giro del solo lago Inferiore richiede circa mezz'ora a piedi, quello dei due bacini circa due ore, con piccoli dislivelli. D'inverno la foresta innevata si percorre con le ciaspole o gli sci di fondo.
Dal lago Superiore partono le escursioni verso l'alto. Una carrareccia o sentieri più ripidi salgono al rifugio Zacchi, a 1.380 metri, in un anfiteatro chiuso dalle pareti delle Ponze, del Veunza e del Mangart; la sua manutenzione spetta alla gestione regionale della foresta di Fusine. Dal piazzale del rifugio il sentiero 512 scende al lago Superiore e, nell'altra direzione, raggiunge la Capanna Ponza, a 1.657 metri. Gli alpinisti esperti salgono fino alla vetta del Mangart, e le falesie del Masso Pirona e delle Ponze servono all'arrampicata sportiva.
Domande frequenti
Come si arriva ai Laghi di Fusine?
Dall'autostrada A23 si esce a Tarvisio nord e si segue la statale 54 verso il valico con la Slovenia fino a Fusine in Valromana, dove un bivio sulla destra indica i laghi. La strada asfaltata tocca il lago Inferiore e termina al grande parcheggio del Superiore.
La strada dei Laghi di Fusine è a pagamento?
Sì, nei mesi estivi l'accesso in auto è soggetto a pedaggio.
In quale film compaiono i Laghi di Fusine?
Le loro rive fecero da set ad alcune scene di «La ragazza del lago», il film diretto da Andrea Molaioli nel 2007.
