Il lago del Ciul, chiamato anche lago di Ca' Zul, è un bacino artificiale del torrente Meduna nel comune di Tramonti di Sopra, dentro la zona più selvaggia del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. È nato dalla diga completata nel 1965, e nella sua coda, a Selis, l'acqua torna periodicamente a coprire i ruderi di una borgata abbandonata.
Fra il Canal Piccolo e il Canal Grande
Il bacino si stende dove confluiscono i due rami alti del Meduna, il Canal Piccolo e il Canal Grande. La diga si trova in località Valina, in un'area montana isolata: il centro abitato più vicino è la frazione di Selva, 4 chilometri più a sud. Chi cammina nell'alto bacino del Meduna ha la percezione di un ambiente severo e intatto, anche con il lago artificiale davanti agli occhi. Le acque che lo alimentano scendono da un bacino imbrifero, cioè il territorio che le raccoglie, di circa 40 km². Il serbatoio è regolato secondo le stagioni e al massimo invaso contiene 9,8 milioni di metri cubi.
La diga di Ca' Zul e l'impianto di Valina
Lo sbarramento appartiene a Edison e alimenta un impianto idroelettrico. La descrizione tecnica redatta nel 2019 lo indica del tipo ad arco-cupola, cioè con la parete incurvata come una cupola: è alto al massimo 68 metri, ha un coronamento, la sommità percorribile, lungo 160 metri e un volume di 55.000 m³. In quell'anno il coronamento stava a quota 599 metri e il livello massimo dell'acqua a 598. Al centro della diga si apre lo sfioratore, la soglia da cui l'acqua in eccesso tracima, diviso in sei luci di 6,66 metri ciascuna, per un totale di 40 metri. Subito a valle una controdiga forma il bacino di dissipazione, dove l'acqua scaricata perde energia.
In sponda destra si trova l'opera di presa: da qui una galleria scavata nella roccia e rivestita di cemento armato, larga 2,2 metri e lunga 3.200, porta l'acqua al pozzo piezometrico della centrale di Valina. Lungo i camminamenti della diga corrono parapetti gialli. Il progetto del 2019 prevedeva di alzare il coronamento fino a quota 600 metri e di ridisegnare lo sfioratore in quattro luci da 11,25 metri, sotto un nuovo ponte carrabile.
Selis e la riva del lago
Dalla diga un sentiero segue la sponda senza attraversare lo sbarramento, passa il rio della Val Curta e arriva all'ampia insenatura del Canal Grande di Meduna. La si supera su una passerella sospesa di metallo, oltre la quale si sale al terrazzamento naturale di Selis. Su questo ripiano restano i ruderi di un'altra borgata abbandonata, che il lago sommerge a cicli.
A Selis arriva anche il trekking del Parco che parte da Pian de Céa, nel comune di Claut. Dopo la forcella Caserata, il percorso scende nel Canal Piccolo di Meduna e lo segue fra boschi misti di faggio e pino silvestre, al piede di pareti segnate da liscioni e specchi di faglia, cioè superfici di roccia levigate dallo scorrimento lungo una frattura. Quel tracciato è stato a lungo uno dei collegamenti più importanti tra la valle del Cellina e quella del Meduna.
Da Tramonti di Sopra per Frassaneit
Da Tramonti di Sopra, un sentiero che un tempo contava molto per l'economia della zona risale il Canale di Meduna fino al lago. Una pista forestale lascia il posto a una mulattiera, e il ponte di acciaio chiamato Ponte Rusubet si affaccia sulla cascata del rio della Ira e sulle Pozze Smeraldine. Il segnavia CAI 386 continua in quota lungo pareti a picco fino alla borgata di Frassaneit, divisa fra Sotto e Sopra: le sue case di pietra, abitate dal Cinquecento, ospitarono una dozzina di famiglie fino al primo dopoguerra, e molti vi trascorrevano anche l'inverno. Frassaneit è considerata la culla della pitina, una polpetta di carne di selvaggina o di pecora.
A Frassaneit di Sopra l'ex scuola è stata ristrutturata e trasformata in bivacco dall'Ente Parco. Più avanti, il segnavia 398 attraversa una cengia esposta, da cui si vede l'Aquila del Frascola, uno spuntone di roccia con la sagoma di un'aquila ad ali aperte, e raggiunge la diga. Andata e ritorno dal parcheggio del paese, l'escursione misura quasi 20 chilometri.
Il sentiero 393A da Inglagna
Il sentiero CAI 393A sale da Inglagna, una piccola frazione di Tramonti di Sopra che si raggiunge in auto da Chievolis, a 366 metri di quota. Lungo 8,5 chilometri, con 600 metri di dislivello in salita e circa tre ore di cammino, risale la val Inglagna con qualche guado del torrente. Poi incrocia la strada di servizio della diga fra le sue due gallerie, a 550 metri. Poco oltre si incontra la lapide di Antonio Andreuzzi, patriota del Risorgimento: in questi luoghi passò la «banda di Navarons», un gruppo di garibaldini friulani da lui guidati, e una deviazione conduce alla «Claupa di Andreuzzi».
Il tracciato tocca le case abbandonate di Spinespès, chiuse da muretti a secco, e arriva alla forcella Dodesmala, a 964 metri, dove sorge un'ancona dedicata a sant'Antonio. Dall'altro versante scende verso il lago e attraversa il Meduna sulla diga, fino al bivio col sentiero 398 a 598 metri. Per rientrare a Inglagna senza ripassare dalla forcella si può usare la galleria più vicina alla diga, molto buia e con un forte gocciolamento dalle pareti.
Domande frequenti
Come si arriva in auto alla diga del lago del Ciul?
Da Meduno si prende la strada regionale 552 del Monte Rest fino al bivio di Redona, si supera il ponte accanto alla diga di Ponte Racli e si continua per la provinciale 54 fino a Chievolis, poi per la strada comunale fino a Selva. Oltre la sponda sinistra del lago di Selva comincia la strada privata di Edison, con due gallerie scavate nella roccia, lunghe circa 1.450 e 1.600 metri e così strette che vi passa un solo veicolo: in tutto da Meduno sono circa 15 chilometri.
