Il lago di Cavazzo è il più esteso lago naturale del Friuli Venezia Giulia e bagna i comuni di Trasaghis, Bordano e Cavazzo Carnico: per questo lo chiamano anche lago dei Tre Comuni. Nato dal ritiro di un ghiacciaio, copre 1,2 chilometri quadrati e raggiunge una profondità massima di circa 40 metri.
Forma e acque del lago di Cavazzo
In friulano il lago si chiama Lât di Cjavaç. Il bacino ha una forma allungata: misura 2.250 metri di lunghezza, fra 400 e 800 metri di larghezza, e il suo perimetro arriva a 7,6 chilometri. Le acque turchesi stanno in Carnia, non lontano dalla confluenza fra il Tagliamento e il Fella, chiuse fra le pendici del monte San Simeone, del monte Festa e del Naruvint, rilievi delle Prealpi Carniche. Lungo la riva sorge Somplago, frazione di Cavazzo Carnico.
A nutrire il lago sono diversi immissari, cioè i corsi d'acqua che vi sfociano, quasi tutti stagionali: l'unico che scorre per tutto l'anno è il rio Schiassazze. Altra acqua risale dal fondo attraverso polle sotterranee, vere bocche larghe fino a 2 metri, mentre una condotta artificiale porta quella della centrale di Somplago. Vicino alle rive il fondale è di ghiaia molto fine e rende l'acqua limpida; verso il centro, dove crescono le piante acquatiche e il fondo scende, il colore si fa più scuro.
Dal ghiacciaio del Tagliamento al lago
In un tempo lontano la valle era percorsa da un ramo del fiume Tagliamento. Durante le ultime glaciazioni la riempì una grande calotta di ghiaccio, che si spingeva fino agli archi morenici del Tagliamento, cioè i rilievi di detriti accumulati dal fronte del ghiacciaio. Con la sua erosione il ghiacciaio scavò ancora più a fondo la valle; quando si ritirò lasciò una conca che si riempì d'acqua e, a nord, un cordone di conglomerati, rocce di ciottoli cementati, che separa il lago dalla valle del Tagliamento.
Il primo lago si allungava fino agli archi morenici e copriva il campo di Osoppo. In seguito si restrinse, e il lago di Cavazzo è ciò che resta di quel bacino glaciale molto più vasto. Una leggenda racconta invece che le sue acque sarebbero nate dalle lacrime cadute dal cielo sotto forma di pioggia.
Pesci e uccelli del canneto
Il canneto occupa la parte meridionale del lago ed è il centro della sua vita animale: fra le canne del fragmiteto, cioè la distesa di canne palustri, trovano riparo gli uccelli, e i pesci vi si accoppiano e vi depongono le uova. Qui nidificano il tarabuso, il tarabusino e il germano reale. Fra gli uccelli che restano tutto l'anno ci sono anche la folaga, la gallinella d'acqua e il martin pescatore, mentre nella stagione del passo compaiono codoni, mestoloni, alzavole, marzaiole e l'oca granaiola.
Nelle acque vivono specie autoctone come trote fario, lucci, anguille, tinche, cavedani, alborelle, agoni, spinarelli e sanguinerole. La carpa, il persico reale e la trota iridea sono invece specie alloctone, cioè arrivate da altri ambienti. Per seguire gli uccelli, lungo le sponde sorgono torrette di osservazione poste in punti strategici.
Il sentiero ad anello e la passerella di Trasaghis
Un percorso ad anello di 8 chilometri gira intorno al lago e si compie a piedi in circa tre ore. Dalla pineta affacciata sull'acqua il sentiero corre per circa quattro chilometri fra ponticelli e gradinate facili fino a Somplago; da qui si seguono per circa tre chilometri la strada asfaltata, dove serve attenzione, fino a Trasaghis, e una gradinata riporta alla riva e al punto di partenza. Il giro offre aree di sosta all'ombra degli alberi, e la stagione più adatta è la primavera.
Vicino al parcheggio di Trasaghis le sponde sono state sistemate con una passerella ciclo-pedonale a campata unica, cioè senza appoggi intermedi, lunga 83 metri e larga 4. Il progetto, pensato per un'area di valore ambientale, limitò il cemento quasi soltanto al sottosuolo. Accanto, altre passerelle si inoltrano fra i canneti fino a punti di osservazione sulla fauna. Il vento fa del lago un luogo adatto al windsurf e alla vela, e la superficie si esplora anche in kayak e in canoa.
La centrale di Somplago e il lago dei Tre Comuni
Dal 1954, quando la SADE costruì la centrale di Somplago, il lago riceve le acque di scarico dell'impianto, il più importante del Friuli Venezia Giulia fra quelli idroelettrici. La centrale usa l'acqua già turbinata nella centrale di Ampezzo: dopo una galleria di 18 chilometri, questa si unisce a quelle del medio Tagliamento e del Degano nel bacino del torrente Ambiesta, a 484 metri di quota, e compie un salto di 280 metri verso tre turbine Francis di 6 metri di diametro. Restituita al lago, l'acqua ne esce per un canale fino al torrente Leale, che dopo circa 6 chilometri confluisce nel Tagliamento.
L'acqua fredda dell'impianto ha cambiato il lago: la superficie, che prima dell'avvio della centrale era di 1,74 chilometri quadrati, si è ridotta, temperatura e composizione chimica sono variate e il fondale, coperto dai sedimenti, è diventato quasi sterile. Dal dopoguerra si aggiunsero i tralicci dell'alta tensione, il viadotto dell'autostrada A23, che attraversa il lago sui suoi piloni, e l'oleodotto SIOT con la sua stazione di pompaggio.
Già nel 1987 fu proposto un bypass, cioè un canale che porti le acque della centrale a valle del lago. Con la legge regionale 13 del 2019 nacque il «Laboratorio lago dei Tre Comuni», un tavolo tecnico formato da tre esperti nominati dai comuni rivieraschi, da tecnici della Regione e dell'Arpa FVG, per individuare i problemi del lago e restituirgli naturalità. Il 25 maggio 2022 il Laboratorio avviò uno studio sui rapporti fra centrale e lago, concluso nel novembre 2023, e un piano di sviluppo dell'area affidato alla Comunità di Montagna del Gemonese.
Nello stesso 2022 un progetto di ampliamento della centrale spinse gli abitanti, riuniti in un comitato, a chiedere il bypass e la rinaturalizzazione del lago. La petizione, proposta dall'ex sindaco di Cavazzo Carnico Franceschino Barazzutti, arrivò al Parlamento Europeo nel luglio 2025. Per l'assessore regionale all'ambiente Fabio Scocimarro, che citava lo studio del tavolo regionale, senza gli apporti della centrale il lago si abbasserebbe, perché le uscite superano gli ingressi, e il bypass scaricherebbe sul Leale e sul Tagliamento portate artificiali e molto variabili.
Operazione Atlantide, gli acquanauti del 1969
Nel settembre del 1969, poche settimane dopo lo sbarco del primo uomo sulla Luna, il lago ospitò l'Operazione Atlantide, il progetto di una città subacquea ideato da Luciano Mecarozzi, fondatore a Udine di un gruppo speleologico e di una sezione sperimentale di ricerche subacquee. L'iniziativa, ufficialmente privata, ebbe la collaborazione delle Università di Trieste e dell'Aquila, dell'esercito, della marina militare e dell'ENI. Il 3 settembre undici ragazzi e la diciassettenne Silvana Polese, chiamati «acquanauti», scesero in cilindri metallici lunghi circa sette metri e larghi due, posati a circa 20 metri di profondità, e vi rimasero 25 giorni e 25 notti.
Ogni modulo aveva un cucinino, la corrente elettrica, l'acqua calda per la doccia e una linea telefonica con la superficie. Uno si chiamava «Come Topo», dai cognomi dei quattro che lo abitavano: Colucci, Menegozzi, Tolloi e Polese. Il 4 settembre un contenitore vuoto precipitò sul fondo per una bolla d'aria. Il 28 settembre, dopo alcune ore in camera di decompressione, i partecipanti risalirono accolti da cinquemila persone; secondo Mecarozzi l'impresa era costata circa 75 milioni di lire.
L'anno seguente una seconda fase di 15 giorni vide due gruppi di quattro persone provare condutture per l'estrazione del petrolio. Durante la permanenza sott'acqua alcuni partecipanti raccoglievano dal fondale le bombe inesplose della Seconda guerra mondiale. Dai dati raccolti uscirono tre studi sugli aspetti fisiologici della vita subacquea, ma l'organizzazione approssimativa e la mancanza di fondi chiusero il programma nel 1971. Sul fondo del lago restano i resti delle grandi zavorre che tenevano giù i moduli.
Domande frequenti
Come si arriva al lago di Cavazzo?
In auto si segue la strada regionale 512, che da Udine passa per Gemona del Friuli e arriva a Trasaghis; dall'autostrada A23 si esce al casello di Gemona-Osoppo e si imbocca la stessa strada. Con i mezzi pubblici si prende il treno fino a Venzone e si prosegue in autobus.
Si può fare il bagno nel lago di Cavazzo?
Sì, d'estate il lago è balneabile, soprattutto lungo le sponde meridionale e orientale, dove spiagge di piccoli sassi bianchi hanno alle spalle prati ombreggiati dagli alberi. L'acqua resta piuttosto fredda anche nei mesi caldi.
