Il Lago di Sauris è il bacino artificiale che occupa la conca di La Maina a Sauris, in Carnia, a 977 metri di quota, nato fra il 1941 e il 1948. La diga che lo chiude, alta 136 metri, era allora la più alta d'Italia, e sotto le acque giacciono i resti del vecchio borgo.
Acque e monti della val Lumiei
Il lago si allunga nella val Lumiei, nelle Alpi Carniche, a pochi chilometri dal confine con il Veneto, lungo la strada che da Ampezzo sale ai borghi di Sauris, Zahre nell'antico tedesco locale. Lo specchio d'acqua copre 1,57 chilometri quadrati, scende fino a 132 metri di profondità e trattiene circa 73 milioni di metri cubi d'acqua.
Attorno alle rive mancano le grandi pareti di roccia: i versanti salgono ripidi, coperti di pascoli e di abetaie, e si riflettono sulla superficie dai toni verdi e turchesi. Il territorio comunale è circondato da cime come il Crodon di Tiarfin, il monte Pieltinis e il monte Bìvera, la più alta con i suoi 2474 metri.
La Maina prima del lago
Per secoli la valle si raggiungeva solo per ripidi sentieri. Il primo collegamento moderno fu la strada militare del 1918 verso Ampezzo, che passava per il monte Pura; fra il 1919 e il 1934 se ne costruì un'altra dentro la forra del Lumiei, e fra il 1936 e il 1939 il Genio Militare aprì il collegamento con il Cadore attraverso l'altopiano di Razzo. Già negli anni Venti gli abitanti avevano deciso di farsi una piccola centrale: nel 1923 nacque la società idroelettrica saurana e le case ebbero la luce.
Secondo la memoria raccolta da Lucia Protto, del Centro etnografico di Sauris, a La Maina vivevano una sessantina di persone, una quindicina di famiglie, a cui d'estate si univa chi vi aveva parenti o una casa. Le imprese Nigris e De Antoni sfruttavano i boschi lungo il Lumiei, con teleferiche, una segheria e due mulini. Una locanda in pietra era la prima sosta per chi arrivava a Sauris, e dalla località passavano pastori con le pecore dirette in malga, boscaioli, commercianti e ambulanti.
Il cantiere della diga di Sauris
Le nuove strade e il bisogno crescente di elettricità nel Triveneto attirarono sulla val Lumiei il progetto di una grande diga. I lavori partirono nel 1941 per conto della SADE, sotto la direzione dell'ingegnere Carlo Semenza insieme a Guido Oberti e Mario Pancini. Semenza, ingegnere idraulico milanese (1893-1961), progettò 15 grandi dighe, fra cui quella del Vajont.
Il cantiere attraversò la seconda guerra mondiale e si fermò soltanto per una breve sospensione durante l'occupazione tedesca. Poiché gli uomini del posto erano al fronte, vi lavorarono 300 prigionieri neozelandesi, un centinaio dei quali alloggiava nelle baracche di La Maina. La diga, con una struttura a cupola, fu terminata nel 1947 e inaugurata l'anno seguente, quando anche il lago fu completato. Con i suoi 136 metri lo sbarramento era il più alto d'Italia e il secondo in Europa per altezza.
Svasi e rovine sommerse
A intervalli regolari il bacino viene svuotato per la manutenzione della diga. In quelle occasioni dal fondo riaffiorano i resti di La Maina, fra cui l'edificio del vecchio albergo, e le strutture in cemento dove abitavano i prigionieri di guerra. Lo svaso dell'inverno 2013 provocò una forte moria di pesci nel lago.
Strade e panorami attorno al Lago di Sauris
Dalla statale 52, all'altezza di Ampezzo, la strada principale risale la gola del Lumiei: un ponte la scavalca a 150 metri sul torrente, poi la carreggiata sfrutta cenge naturali e gallerie scavate nella roccia viva, poco illuminate e a tratti col fondo a pavé, fino a sbucare sul coronamento della diga. Un secondo percorso da Ampezzo supera fra boschi di conifere il passo Pura, a 1425 metri, e scende al lago attraverso una galleria. Un terzo, lungo e soggetto a frane, arriva dalla Sella di Casera Razzo; d'inverno le strade dei passi restano chiuse.
Il lago si guarda dall'alto da Lateis, borgo a 1225 metri che si raggiunge scendendo fino alla riva e risalendo per alcuni tornanti, dalla chiesetta di San Giuseppe (Khurche Hailich Josep) a La Maina e dalla stradina di Sauris di Sotto che porta al santuario di Sant'Osvaldo. Il punto più alto è la cima del monte Morgenleit (Perkh Mörgenlaite), riservata a chi sa muoversi in montagna. Sull'acqua si pratica la pesca sportiva, la canoa e il windsurf, mentre in mountain bike si sale dal lago alla Forcella Pieltinis superando circa 900 metri di dislivello.
Domande frequenti
Perché il Lago di Sauris si chiama anche lago della Maina?
Il secondo nome viene dalla località che il bacino occupa, La Maina, dove sorgeva il borgo sommerso.
Si può camminare lungo le rive del Lago di Sauris?
Un vero sentiero lungolago non esiste. Il percorso più vicino è il sentiero 1D, che da La Maina sale a Sauris di Sopra in 9,5 chilometri con circa 500 metri di dislivello.
