Il lago Volaia, in tedesco Wolayersee, è un piccolo lago alpino di origine glaciale a 1951 metri di quota, appena oltre il confine italiano sopra Forni Avoltri. Ha la forma di un cuore e giace ai piedi del monte Coglians, la cima più alta del Friuli Venezia Giulia.
Il lago Volaia fra Carnia e Carinzia
Lo specchio d'acqua appartiene alla Carinzia: sta sul versante austriaco della cresta principale delle Alpi Carniche, nel settore occidentale della catena. La frontiera corre però a pochi metri, e in Friuli lo si annovera comunemente fra le bellezze della regione. A segnarla è il passo Volaia, a 1977 metri, uno dei principali valichi alpini della Carnia, che sovrasta la riva di soli 26 metri.
Attorno alla conca si levano le pareti del monte Capolago e del Coglians, alto 2780 metri, mentre in territorio austriaco spunta la piramide erbosa del Rauchkofel, a 2460 metri. Nelle acque limpide si riflettono le sagome di queste montagne e dei monti di Volaia.
Una dolina scolpita dal ghiacciaio
La conca è una dolina, cioè una depressione chiusa del terreno, preparata dai movimenti della crosta e poi rimodellata dal ghiacciaio del Volaia durante l'ultima era glaciale. Il lago copre 3,8 ettari e raccoglie l'acqua di un bacino di appena 60 ettari. Nessun torrente lo alimenta: bastano la pioggia e la neve sciolta, con precipitazioni fra 2000 e 2500 millimetri l'anno. Nel calcare quest'acqua di norma si disperderebbe, ma il fondo è rivestito di fango, che lo rende impermeabile.
La sponda occidentale scende dolcemente, quella orientale è ripida. Il punto più profondo arriva a 13,9 metri, anche se due terzi del bacino hanno meno di 5 metri d'acqua. L'acqua defluisce sottoterra e alimenta due sorgenti, una in Austria e l'altra in Italia, a sud del rifugio Lambertenghi-Romanin.
Per sei o sette mesi l'anno il lago resta gelato, sotto una crosta a più strati che può raggiungere i 2 metri. D'estate i forti venti che scendono dal passo rimescolano le acque e impediscono che si dividano in strati di diversa temperatura; in superficie si misurarono al massimo 12,5 °C, nell'agosto del 1980.
Le rocce dei dintorni sono calcari del Siluriano e del Devoniano, ricoperti da scisti del Carbonifero superiore. Fra 460 e 320 milioni di anni fa qui si stendeva un mare con scogliere e lagune, e nella pietra restano fossili di cefalopodi e di gigli di mare.
Pesci, fiori e la riserva naturale
Le sostanze nutritive scarseggiano, e così le alghe sospese, sotto i 250 milligrammi per metro cubo; la materia organica arriva soprattutto col vento, sotto forma di polline e frammenti di piante. Come gran parte dei laghi d'alta quota, il Volaia era privo di pesci. Nel 1976 vi furono immesse 15 trote fario, che ridussero drasticamente il piccolo crostaceo Gammarus lacustris; dopo una prima crescita, i pesci deperirono per fame. Nel 1980 seguirono 4000 salmerini delle specie Salvelinus umbla e Salvelinus fontinalis, che si moltiplicarono e poi finirono nelle stesse forme stentate, chiamate in tedesco Schwarzreuter.
Mancano quasi del tutto le piante acquatiche. Solo in pochi punti bassi della riva crescono specie palustri come Eriophorum angustifolium, Caltha palustris, Saxifraga aizoides, Epilobium alsinifolium e due giunchi, Juncus filiformis e Juncus triglumis. Le sponde e i pendii sono orlati dall'aconito giallo e da quello blu, piante velenosissime, e sui versanti carinziani vivono le marmotte.
Il lago è il cuore della riserva naturale Wolayersee und Umgebung, istituita nel 1959, che si estende per 1939,4 ettari lungo la cresta carnica, a ovest del Plöckenpass. Praterie alpine, ghiaioni e rupi ospitano fra l'altro Eryngium alpestre, Myrrhis odorata e Pleurospermum austriacum.
Le trincee del passo Volaia
Durante la Grande Guerra i due eserciti si contesero il valico per sbarrare all'avversario una possibile invasione. L'esercito asburgico lo occupò il 23 maggio 1915; nelle prime settimane del conflitto gli italiani lo conquistarono e lo tennero fino alla disfatta di Caporetto. Proprio sul passo, nell'estate del 1915, cadde il tenente Lambertenghi, uno dei due ufficiali italiani ricordati nel nome del rifugio Lambertenghi-Romanin, a 1955 metri, a pochi passi dalla frontiera.
Vicino al rifugio alcuni volontari hanno ripulito e riportato alla luce una grande trincea italiana: gallerie cinte dal filo spinato, una postazione per un cannone da 32 millimetri e un'altra per una mitragliatrice e un cannone da 42. Più in basso, su un promontorio a 1900 metri, restano i ruderi di edifici militari italiani. Agli escursionisti esperti una traccia apre il versante occidentale del Coglians, fino a una postazione scavata in galleria.
Dal rifugio Tolazzi al lago Volaia
Il punto di partenza è il rifugio Tolazzi, a 1350 metri, che si raggiunge in auto oltre Collina, frazione di Forni Avoltri. Dietro l'edificio sale la vecchia strada militare, a larghi tornanti e pendenza moderata, fino al bivio dove nascono i sentieri CAI 143 e 144. Il primo va verso il rifugio Marinelli; il secondo, a sinistra, porta al lago. Dopo il quarto tornante una deviazione a destra, segnalata, accorcia il cammino nel bosco, più ripida e meno panoramica.
In circa un'ora gli alberi lasciano il posto alle pietre e si scoprono il passo e le pareti del Coglians e del Capolago. Dall'incrocio fra strada e scorciatoia, a 1640 metri, un ultimo tratto più erto sale al promontorio dei ruderi; superato il bivio col sentiero Spinotti, diretto al Marinelli, in una decina di minuti si tocca il valico. Nel complesso servono poco meno di due ore e circa 600 metri di dislivello, su un percorso senza difficoltà tecniche ma esposto al sole.
Dal passo un sentiero segue la riva fino al rifugio austriaco, posato su una piccola altura: appartiene al club alpino austriaco Ö.A.V. e un tempo portava il nome di Eduard Pichl, alpinista che valorizzò la zona per l'ambiente e il turismo. Sul Frauenhügel, lo sperone roccioso alle sue spalle, sorge il monumento ai volontari carinziani, e lo sguardo abbraccia il Capolago, il Sasso Nero, il monte Volaia e il Biegen Kopfe. Completato il giro, il sentiero 144 riporta al Tolazzi in un'ora circa.
Domande frequenti
Si può salire al lago Volaia dal versante austriaco?
Sì: l'accesso più breve parte dalla Hubertuskapelle nel Lesachtal, una cappella eretta in memoria dei soldati caduti o morti in montagna nella Prima guerra mondiale, e richiede circa tre ore. Il lago è anche il punto d'arrivo di una tappa di sei-sette ore del Karnischer Höhenweg, il sentiero d'alta quota lungo la cresta carnica.
