Il Parco Zoo Punta Verde è un giardino zoologico di 10 ettari che segue il corso del Tagliamento nel territorio di Lignano Sabbiadoro, in provincia di Udine. Nato nel 1979 sui terreni di un vivaio di piante locali, ospita circa mille animali, fra mammiferi, uccelli e rettili, di specie giunte da diversi continenti.
Sergio Rodeano e il vivaio della golena
L'ideatore del parco fu Sergio Rodeano, geometra originario di Cassacco che durante la guerra aveva combattuto da partigiano. Finito il conflitto, scelse la carriera di segretario comunale e lavorò nei paesi di montagna di Sauris e Verzegnis, poi in pianura a Teor e Pocenia. Nel 1954 fu chiamato a Lignano come segretario dell'Azienda di Soggiorno, appena istituita, e lo stesso anno entrò, il più giovane del gruppo, fra i fondatori della società Lignano Pineta.
La sua attenzione si spostò nel 1972 su circa 16 ettari della riva sinistra del Tagliamento, a nord di Lignano Riviera: una fascia di golena abbandonata, così fitta di rovi e sterpaglie che impediva di arrivare al fiume. Insieme ad alcuni amici, Rodeano la bonificò e vi impiantò un vivaio di essenze locali, il primo della città, che si allungava fino al ponte di Bevazzana. Fino ad allora chi voleva alberi o arbusti doveva comprarli nell'entroterra.
Sul terreno c'era un lago artificiale, scavato decenni prima, abitato da anatre selvatiche; il vivaio richiamò anche uccelli migratori, e Rodeano aggiunse via via anatre ornamentali, fino a formare una colonia stabile. Da questo intreccio di piante e animali nacque l'idea di un parco alberato con alcune specie animali, che desse ai turisti di Lignano Sabbiadoro una meta culturale diversa dalla spiaggia. Per avere le risorse necessarie, una parte dei terreni fu ceduta.
Le tappe del Parco Zoo dal 1979
Lo zoo aprì il 19 giugno 1979 come un esperimento, e il successo spinse il proprietario ad ampliarlo e migliorarlo anno dopo anno. I primi animali stavano dove sorge il villaggio della Marina Punta Verde, con le sue case e i posti barca: a metà degli anni Ottanta si decise di spostare il parco e di costruire la Marina, i cui lavori cominciarono nel 1988.
Nel 1990 una delle foche morì all'improvviso dopo aver inghiottito molte monete, lanciate nella vasca dai visitatori nonostante i divieti; il parco usa la sua storia per ricordare al pubblico di non gettare cibo né oggetti agli animali. Quattro anni più tardi Jousha, un cucciolo di tigre siberiana rimasto senza madre, fu salvato con l'allattamento artificiale. Affiancato a una femmina arrivata da uno zoo inglese, visse nel parco fino alla fine e ne divenne la mascotte; dopo i due felini arrivò una nuova coppia di tigri.
Nel 2023 morì a 45 anni, un'età molto avanzata per la specie, l'unica orsa dello zoo. Nello stesso anno il fenicottero, a lungo simbolo del parco, lasciò il posto a un marchio con tre animali stilizzati: un fenicottero, un leone e una giraffa. Nell'ottobre 2025 le otarie del Capo partirono per uno zoo polacco, che aveva una vasca giudicata migliore, e nel 2026 il loro spazio rimasto vuoto fu destinato ai pinguini.
Ambienti, laghetti e acque termali
Il verde è fitto e attraversato da sentieri ombreggiati che toccano laghetti e specchi d'acqua; i recinti ricostruiscono gli habitat tipici delle specie ospitate. Accanto alle piante del luogo crescono specie tropicali, che vivono grazie a vasche alimentate da sorgenti termali a 30 °C: la stessa acqua scalda i laghetti di ippopotami e fenicotteri e crea microclimi adatti agli animali più esotici.
Fra i felini si incontrano il leone, la tigre siberiana, il leopardo dell'Amur, il leopardo delle nevi, la lince euroasiatica e il puma. Zebre di Grant, giraffe, tapiri sudamericani, cammelli e orici dalle corna a sciabola condividono il parco con canguri rossi, panda rossi, lemuri, bradipi didattili e gibboni dalle mani bianche. Gli uccelli vanno dall'ibis eremita al pellicano rosato e al pinguino di Humboldt, mentre fra i rettili spiccano la testuggine delle Seychelles e il clamidosauro.
Il fenicottero, cileno e rosa, è la specie che si riproduce di più. Fra le nascite del parco ci sono state anche quelle di numerosi ippopotami e, nel 2017, di una giraffa.
Il Parco Zoo Punta Verde e la conservazione
Nel 2002 lo zoo fu il primo al mondo a sostenere un progetto di tutela del Leontopithecus caissara, una piccola scimmia che nessuno zoo alleva e che vive in una zona molto ristretta della foresta atlantica del Brasile. Nel parco si allevano due specie dello stesso genere, minacciate anch'esse di estinzione: la scimmia leonina e il leontipiteco testa dorata. Di quest'ultimo nacque un cucciolo nel 2011 e altri seguirono, fra cui due gemelli nel 2014; secondo la cronaca, quello stesso anno cinque di queste scimmie furono rubate.
Lo zoo partecipa ai Programmi europei per le specie minacciate (EEP), che uniscono il lavoro degli zoo d'Europa sull'allevamento delle specie a rischio, e collabora a ricerche di biologia ed etologia con università e istituti scientifici. Fra i progetti nei luoghi d'origine delle specie sostiene lo Snow Leopard Trust, la Giraffe Conservation Foundation, il Red Panda Network e Save the caissara. Aderisce all'Unione Italiana Zoo e Acquari (UIZA), alle associazioni europea e mondiale del settore (EAZA e WAZA) e all'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN).
Ogni giorno guardiani e animali seguono insieme un piano di arricchimenti e un programma di addestramento, pensati per la salute fisica e il benessere di ciascuna specie. Il dipartimento didattico, che lavora con le scuole di ogni ordine e grado, fa parte del gruppo EduZoo, nato fra gli educatori degli zoo italiani dell'UIZA.
Domande frequenti
Dove si trova il Parco Zoo Punta Verde?
In via Giorgio Scerbanenco, a Lignano Sabbiadoro, proprio accanto alla Marina Punta Verde: la strada si imbocca apposta per raggiungere l'uno o l'altra.
L'ingresso al Parco Zoo Punta Verde è a pagamento?
Sì, si entra con biglietto, e il contributo dei visitatori aiuta a finanziare i progetti di tutela delle specie nei loro ambienti d'origine.
