Natura & Wildlife · 5 min di lettura

Sorgente del Gorgazzo a Polcenigo, il sifone carsico sceso fino a 222 metri

La sorgente del Gorgazzo a Polcenigo è un sifone carsico profondo 222 metri: un laghetto turchese ai piedi della roccia, con un Cristo sommerso sul fondo.

La Sorgente del Gorgazzo a Polcenigo: acqua turchese sotto la roccia, anatre e il Cristo sommerso
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

La sorgente del Gorgazzo è una risorgiva che sgorga a 52 metri di quota a Polcenigo e dà origine all'omonimo torrente, affluente del fiume Livenza. Il suo sifone, esplorato fino a 222 metri di profondità, è il secondo più profondo d'Europa fra le sorgenti carsiche, dopo la Fonte di Valchiusa in Provenza.

Il laghetto ai piedi della roccia

Nascosta fra alberi e rocce, la sorgente si presenta come un piccolo laghetto addossato a una parete rocciosa. L'acqua, limpida e gelida, cambia colore dalle rive verso il centro: le sponde sono rosse per la roccia calcarea, le alghe danno un verde smeraldo, poi viene un azzurro intenso e cangiante che si scurisce nel turchese sopra la bocca del sifone.

Una statua del Cristo, fissata su un basamento di cemento, sta sul fondo a 9 metri, poco prima dell'ingresso della grotta. Grazie alla trasparenza dell'acqua e del fondo, nelle giornate di sole la si vede bene dalla riva. Durante le immersioni del 2008 Luigi Casati, lo speleosub che guidò l'esplorazione di quell'anno, annotò anatre e oche attorno al laghetto, grosse trote nell'acqua e un gambero d'acqua dolce fra i massi del fondo.

Acque dal Cavallo e dal Cansiglio

Il Gorgazzo è un sifone carsico «di trabocco»: raccoglie le acque delle doline, le conche del terreno carsico, che si aprono fra il Cavallo e il Cansiglio. Esce a una temperatura di 10,8 °C, con una portata di 10 metri cubi al secondo e una durezza di 11,5.

Dopo le piogge il livello cresce in poche ore. Nel gennaio 2008 Casati vide il laghetto uscire dagli argini e intorbidirsi, mentre nel bosco intorno si attivavano le piccole sorgenti che entrano in funzione solo durante le piene.

Il torrente Gorgazzo scende lungo la valletta in cui sorge Polcenigo e ne attraversa il centro, dove le case si aprono sulle rive con ampi terrazzi. Più a valle le sue acque si sommano a quelle delle risorgive della Santissima e insieme formano il fiume Livenza.

Dentro il sifone del Gorgazzo

Il Catasto Speleologico Regionale registra la grotta col numero 61. Ne misura uno sviluppo planimetrico di 440 metri, cioè in pianta, e uno spaziale di 700, col punto più basso a 170 metri sotto il livello del mare.

Poco sotto il laghetto l'acqua passa per la «finestra», una strettoia dove la corrente spinge più forte; a 24 metri la galleria si allarga. Un pozzo scende poi fino a 87 metri, dove la grotta piega quasi in orizzontale e attraversa la «sala Martini», una condotta dalle pareti levigate. Oltre i 100 metri un tratto frastagliato, col fondo coperto di massi e argilla, porta a una galleria larga 7-8 metri e alta 4-5, che cala dolcemente fino all'orlo di un pozzo inclinato di 50°.

Più in basso Casati stimò pozzi di almeno 15 metri di diametro e, a 204 metri, percorse una galleria di 15 metri per 10. Le pareti sono in molti punti fitte di fossili di conchiglie: secondo lo speleosub risalgono a «sessanta milioni» di anni fa, quando qui c'erano il mare e le barriere coralline.

Esplorazioni e divieti, dal 1987 al 1995

Dal 1987 l'esplorazione della cavità fu guidata dallo speleosub Jean Jacques Bolanz. In quell'anno scese a 108 metri respirando trimix, una miscela che contiene elio, e restò in acqua 2 ore e 55 minuti: secondo Casati, che lo assisteva, fu la prima immersione in grotta con quella miscela in Italia. Bolanz toccò i 117 metri nel 1988 e i 131 il 1° gennaio 1992.

Il 12 febbraio 1987 nella cavità morì il triestino Maurizio Martini, di 22 anni. Bolanz ne recuperò il corpo e fissò una targa in sua memoria a 87 metri di profondità.

Nell'autunno del 1995 un altro incidente mortale spinse il Comune a chiudere con un'ordinanza l'accesso alla sorgente. Gli incidenti mortali al Gorgazzo furono nove in tutto, e le immersioni restarono vietate per 19 anni, salvo deroghe eccezionali.

Dal record di Casati alla mappa in 3D

Casati ottenne un permesso nel 2007 e tornò alla sorgente nel 2008, pochi mesi dopo la morte di Bolanz. Fra gennaio e febbraio le piene fecero fallire più tentativi. Con un rebreather, cioè un respiratore a circuito chiuso, e un piccolo propulsore subacqueo superò infine il limite dell'amico e raggiunse i 212 metri, stendendo il filo guida fino a 440 metri dall'ingresso. Il suo rilievo, datato 23 febbraio 2008, è quello depositato al catasto, e il Gorgazzo diventò la sorgente italiana esplorata più in profondità.

Nel 2014 le immersioni furono riaperte ai sommozzatori più esperti. Il 5 settembre 2019 lo speleosub polacco Krzysztof Starnawski scese fino a 222 metri, la profondità registrata dal catasto, e realizzò la prima mappa in 3D della cavità. Con il progetto PolceniGeo 2026, promosso dal Comune di Polcenigo col sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, una nuova campagna di immersioni ha documentato la sorgente in tre dimensioni per la didattica sui geositi carsici.

Domande frequenti

Come si raggiunge la sorgente del Gorgazzo?

Si arriva a piedi dal centro di Polcenigo, da cui la sorgente dista poche centinaia di metri.

Da dove viene il nome della sorgente del Gorgazzo?

Deriva dal friulano gorc, «abisso», con il suffisso accrescitivo o dispregiativo -aç; già nel XIII secolo il luogo era chiamato «Gorgatio». In paese la cavità è detta «el buso», il buco.

Come arrivare

In treno si scende alla stazione di Budoia - Polcenigo: da lì alla Sorgente del Gorgazzo sono 4,6 km, 7 minuti in auto.

Dall'autostrada conviene uscire a Sacile Est, poi 13,6 km di strada e 17 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino alla Sorgente del Gorgazzo.

Info utili

Dove si trova
Polcenigo (PN)
Coordinate
46,03993 N, 12,49691 E (Sorgente del Gorgazzo) · Apri su Google Maps

Strade e posizione © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Sorgenti e risorgive del Friuli