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Molti borghi del Nord-Est sono cresciuti all'ombra di un signore e del suo castello: Fagagna sotto la rocca dei patriarchi di Aquileia, Spilimbergo attorno al maniero degli Spengenberg, Cison di Valmarino capitale della contea dei Brandolini, Asolo attorno alla corte di Caterina Cornaro. Altri sono nati dal lavoro della montagna, come Forni Avoltri coi forni del monte Avanza o Maniago coi battiferri del 1453, e Sappada, con le sue quindici borgate di legno, sta alle sorgenti del Piave, il fiume che poi attraversa il Veneto fino al mare. Questa pagina raccoglie i borghi del Friuli Venezia Giulia e del Veneto.
In Friuli Venezia Giulia il borgo va dalla montagna alla pianura: in Carnia Forni di Sopra, Verzegnis e Illegio, il paese delle case dai portali ad arco, e Sappada, nata da 14 masi di coloni tirolesi; in pianura Fagagna e Spilimbergo, la città del mosaico sul Tagliamento; e città come Udine, nata dal mercato del 1223 ai piedi del colle del castello.
Nei secoli XII e XIII Latisana fu un porto fluviale dei conti di Gorizia, che vi fecero battere il denaro scodellato. Il bombardamento del 19 maggio 1944 rase al suolo il centro, e le piene del Tagliamento del 1965 e del 1966 fecero 11 e 4 vittime.
Da non perdere: case con piano di pietra e piano di legno con ballatoi esterni, e la chiesa di San Floriano con un polittico del 1480 del Bellunello
Nel 1326 Ettore Savorgnan comprò per 150 marchi i castelli e la giurisdizione di Forni. Sul colle di Cuol di Ciastiel gli scavi hanno riportato alla luce un forte del IV-V secolo, distrutto da un incendio, con semi carbonizzati di miglio e segale nel granaio.
Da non perdere: la Contrada Maggiore con portici gotici e rinascimentali e facciate affrescate, detta da alcuni «Canal Grande senz'acqua»
Pordenone fu per oltre due secoli un'enclave degli Asburgo in Friuli, finché Bartolomeo d'Alviano la conquistò per Venezia nel 1508. Il campanile del duomo di San Marco, inaugurato nel 1347, raggiunge circa 79 metri.
Da non perdere: il Borgo Teresiano con il Canal Grande scavato dal 1754 e San Spiridione, chiesa serbo-ortodossa dalle cupole azzurre
Nata come colonia romana di Tergeste a metà del I secolo a.C., Trieste chiese nel 1382 la protezione degli Asburgo e crebbe col porto franco del 1719. Passata sotto il controllo italiano nel 1918, tornò all'amministrazione italiana nel 1954, dopo gli anni del Territorio Libero.
Nel Veneto molti borghi di queste pagine stanno sulle colline e sulle prime montagne: Asolo, con la casa della Duse, Cison di Valmarino, ai piedi del castello dei Brandolini, i borghi di Vittorio Veneto con gli affreschi del 1502 a Costa, e le contrade di Bolca in Lessinia, lungo il sentiero Ciclamino.
Da non perdere: le vecchie contrade della Lessinia, come Loschi, Laisi e Gaiotte, con colonnette e croci, su un anello che le Pro Loco danno per 10,7 chilometri
Lungo il cammino ci sono la colonnetta della Lessinia, una croce votiva dell'Ottocento e la contrada dei Cracchi con l'oratorio del 1700. Bolca è nota fin dalla metà del XVI secolo per i fossili di pesci, primo fra tutti la Mene rhombea, e il suo museo espone pesci e piante dell'Eocene.
Sul ciborio dell'altare maggiore due colonnine portano il nome del re longobardo Liutprando, del vescovo Domenico e di tre scultori. A est della chiesa, gli scavi hanno trovato una capanna dell'età del bronzo e le case retiche scavate nella roccia.
La manifattura Antonibon è attiva senza interruzioni dal 1727 e nel 1732 ebbe i privilegi della Serenissima. Il Museo Civico della Ceramica ha le specchiere neorococò e il vaso di Picasso, il museo del Liceo le terrecotte di Cai Guo-Qiang.
Da non perdere: Sangusè, borgo a cui sale la via lungo le antiche mura di Serravalle, e Borgo al Ponte, dove un ponticello di pietra scavalca il Meschio
Intorno a Serravalle e Ceneda, Vittorio Veneto ha una corona di borghi: Costa con gli affreschi del Cadorino del 1502, Carpesica e Cozzuolo sui colli, Formeniga dove sorgeva un castello dei Da Camino, e le Perdonanze sulla vecchia via militare verso Tarzo.