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Dalla laguna di Grado a quella di Venezia, la fede si è fermata sulle isole: il santuario mariano di Barbana, che la tradizione fa nascere nel 582, il convento dei frati minori di San Francesco del Deserto, il santuario della Madonna dell'Apparizione a Pellestrina. Fuori dalle isole le stesse due regioni custodiscono la Pala d'argento del Duomo di Cividale, la Ruota della Fortuna sulla facciata di San Zeno a Verona e l'Assunta di Tiziano ai Frari di Venezia. Qui chiese, santuari e abbazie del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, divisi per regione.
In Friuli Venezia Giulia molte chiese di queste pagine stanno su un confine o su un'isola: il santuario di Barbana nella laguna di Grado, la parrocchiale fortificata di Tarvisio fra Austria e Slovenia, la basilica del Monte Santo sopra l'Isonzo, oggi in Slovenia. Ad Aquileia c'è la basilica dei patriarchi, consacrata nel 1031 sul mosaico del vescovo Teodoro, e a Cividale il Duomo, rifatto dopo il crollo del 1502, con la Pala d'argento di Pellegrino II.
Da non perdere: facciata gotica in basso e rinascimentale in alto, portale di Jacopo Veneziano del 1465 e Messa dello Spadone ogni 6 gennaio
Dopo l'incendio del 1186 Pellegrino II raccolse i fondi fra 380 donatori cividalesi. Il cantiere gotico di Bartolomeo delle Cisterne crollò nella notte del 29 gennaio 1502, Pietro Lombardo lo riprese, e sull'altare maggiore sta la pala di 123 lamine d'argento con doratura a fuoco.
Sotto la navata della basilica di Aquileia si stende il mosaico di Teodoro, 760 metri quadrati riportati alla luce nel 1909 circa un metro più in basso. Il patriarca Poppone consacrò la chiesa il 13 luglio 1031 e le affiancò un campanile alto 73 metri.
Da non perdere: la parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, con tratti delle antiche mura, due torri basse e un San Cristoforo del XVI secolo in facciata
Nel 1456 il vescovo di Bamberga concesse a Tarvisio una fiera annuale e uno stemma. Nella notte fra l'8 e il 9 settembre 1943 i 300 uomini della caserma Italia resistettero per oltre sei ore all'attacco tedesco.
Da non perdere: la basilica neobarocca del 1924-1928 con la tavola attribuita a Palma il Vecchio e il Museo Mariano gestito dai frati
Sulla Skalnica la chiesa a tre navate fu consacrata il 12 ottobre 1544. Nel 1717 la sua immagine della Madonna fu incoronata a Gorizia, e il 22 agosto 1917 la fanteria italiana prese la vetta, che perse dopo Caporetto.
Nel Veneto si va dalle grandi chiese di città, come i Frari a Venezia con l'Assunta di Tiziano e San Zeno a Verona, ai santuari nati da una storia di popolo: la Madonna del Covolo sul Grappa, con la rotonda di Canova, il Pilastrello di Lendinara e la Madonna dell'Apparizione di Pellestrina. A Padova il Battistero del Duomo è il mausoleo dei Carraresi, affrescato da Giusto de' Menabuoi.
Da non perdere: la Cella del Transito sotto una cupola larga 13 metri, il campanile di 75 metri e, al Noce, la pala di Bonifacio De Pitati
A Camposampiero sant'Antonio passò l'ultimo mese di vita, pregando in una piccola cella costruita su un albero di noce. Il 13 giugno 1231 partì su un carro trainato da buoi verso Padova, ma morì alle porte della città, all'Arcella. Quella strada si può rifare a piedi.
Sul ciborio dell'altare maggiore due colonnine portano il nome del re longobardo Liutprando, del vescovo Domenico e di tre scultori. A est della chiesa, gli scavi hanno trovato una capanna dell'età del bronzo e le case retiche scavate nella roccia.
Da non perdere: 18 altorilievi ai lati del portale, due leoni stilofori sotto il protiro e i graffiti del Giudizio Universale scoperti nel 1905
Sei figure di marmo girano attorno al rosone e raccontano la sorte che sale e cade. Sotto, il protiro del maestro Niccolò porta la consacrazione del Comune veronese, ai lati Teodorico va a caccia, e il portale mette insieme 48 grandi formelle di bronzo e altre più piccole, di più maestri.
Nel nartece Dio benedice il settimo giorno seduto fra gli angeli, nella cupola maggiore sedici donne danzano attorno a Cristo che sale al cielo, e in una navata due mercanti nascondono il corpo di san Marco sotto la carne di maiale: otto secoli di mosaici a fondo oro.