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Quasi tutti i laghi di queste pagine li hanno lasciati i ghiacciai: il ghiacciaio del Tagliamento ha scavato la conca del lago di Cavazzo, quello del Piave i Laghi di Revine, che fino al XIV secolo furono un lago solo; il lago di Ragogna sta fra le colline moreniche, i Laghi di Fusine e il lago Coldai sono bacini glaciali ai piedi del Mangart e della Civetta. Sulle loro rive c'era già chi abitava sulle palafitte, come nel lago di Fimon e al Livelet di Revine. Qui i laghi del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, regione per regione.
In Friuli Venezia Giulia i laghi naturali di queste pagine sono quasi tutti glaciali: i due Laghi di Fusine sotto il Mangart, nel primo parco regionale, il lago di Bordaglia sulle Alpi Carniche, il lago di Cavazzo, che dal 1954 riceve anche le acque di una centrale, e il lago di Ragogna, fra le colline moreniche, con la castagna d'acqua.
Da non perdere: il canneto a sud, dove nidificano tarabuso e germano reale, e l'anello di 8 chilometri che si compie a piedi in circa tre ore
Il lago di Cavazzo è ciò che resta di un bacino glaciale che copriva il campo di Osoppo. Dal 1954 riceve le acque della centrale di Somplago, e nel settembre 1969 dodici acquanauti vissero 25 giorni in cilindri metallici a circa 20 metri di profondità.
Il lago Volaia occupa una dolina rimodellata dal ghiacciaio e non ha immissari: lo alimentano pioggia e neve sciolta. Nel 1976 vi furono immesse 15 trote fario, e sul passo vicino, conteso dal 23 maggio 1915, i volontari hanno riportato alla luce una trincea italiana.
Da non perdere: a 1750 metri nell'Oasi faunistica fra Volaia e Fleons, si raggiunge solo a piedi da Pierabech, con marmotte e aquile
Il lago di Bordaglia occupa una conca glaciale allungata come le faglie della Linea della Val Bordaglia, fascia larga 750 metri e lunga 2,5 chilometri. Dal lago, in circa mezz'ora, si sale al Passo Giramondo, valico di 2005 metri sul confine fra Italia e Austria.
Da non perdere: girolago di 4,3 chilometri con torretta di osservazione, 29 specie di libellule e un cimitero ebraico con la tomba più antica del 1742
Il lago di Ragogna ha forma ellittica, 25 ettari di superficie e una profondità massima di 9-10 metri. È l'unico luogo del Friuli Venezia Giulia dove cresce la castagna d'acqua, e nel 2020 vi comparvero 16 esemplari di Trithemis annulata, libellula di origine africana.
Nel Veneto si passa dai laghi d'alta quota delle Dolomiti, come il Coldai sotto la Civetta e il lago di Antorno che riflette le Tre Cime, ai laghi di collina e di pianura: i Laghi di Revine, il lago di Fimon con le sue palafitte preistoriche e il Lago di Santa Croce, il più grande lago naturale tutto veneto.
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Il lago è lungo 1.708 metri e profondo in media 2 metri, e fino al Medioevo arrivava a Lóngara. Negli anni Sessanta la strada e i dragaggi lo trasformarono; nel 1991 buona parte della strada fu chiusa alle auto, e dal 2018 il lago è una Zona Speciale di Conservazione.
Nell'aprile 1949 Giovanni Battista Frescura trovò le prime statuine: i veneti antichi bevevano l'acqua sacra coi simpuli, poi li spezzavano e li gettavano sui pendii per il dio Trumusiate. Nel laghetto, dice la leggenda, vivono le Anguane, le longhe longagne alte quasi tre metri.
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Il lago è lungo circa 4 km, profondo fino a 44 metri, e fino alla metà del secolo XVIII non aveva emissari. I quattro tratti balneabili stanno nel comune di Alpago, fra Poiatte, Sarathei, Santa Croce e la Baia delle Sirene, e il giro completo del lago è un anello di circa 17 km.
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Il lago di Lago è lungo 1200 metri, quello di Santa Maria 1050, e li alimentano il Piaveson e sorgenti carsiche. Intorno corre un sentiero di quasi otto chilometri del Parco dei Laghi della Vallata, con il pontile galleggiante verso il Livelet e il ponte sullo Stret.