
Esplora per tema
La villa veneta non si ferma al confine del Veneto: arriva in Friuli con Villa Manin a Passariano, la dimora dell'ultimo doge, che nel 1797 fu il quartier generale di Napoleone. Nel Veneto ci sono le ville di Palladio, da Villa Valmarana a Lisiera fino a Villa Zeno a Cessalto, la sua più a oriente; poi la Rocca Pisana di Scamozzi a Lonigo e Villa Valmarana ai Nani a Vicenza, affrescata dai due Tiepolo; i disegni di Tiepolo si ritrovano anche a Trieste, nella villa dei Sartorio. Qui ville e dimore storiche delle due regioni, divise per regione.
In Friuli Venezia Giulia le ville sono poche e diverse fra loro: Villa Manin a Passariano, la villa veneta dell'ultimo doge; Villa Russiz a Capriva, villa-castello neogotica del Collio nata da un dono di nozze nel 1868; la villa dei Sartorio a Trieste, oggi museo; e il complesso di Buttrio, con due ville sulla collina del castello.
Da non perdere: giardino all'inglese con cedro del Libano e statue di pietra di Vicenza, e nei sotterranei i resti di una domus romana del I secolo
Anna Segrè Sartorio morì nel 1946 e lasciò la villa di famiglia al Comune di Trieste, che la aprì come museo nel marzo 1954. Fra sale Biedermeier e neogotiche custodisce il Trittico di Santa Chiara e i 254 disegni di Tiepolo comprati da Giuseppe Sartorio nel 1893.
Da non perdere: barchesse simmetriche, due esedre sul modello del colonnato di San Pietro e un parco di 18 ettari con un sentiero a forma di stivale d'Italia
Nel 1651 Ludovico I Manin avviò la «Fabrica di Persereano», un cantiere durato circa un secolo. Domenico Rossi disegnò la Piazza Quadra nel 1707 e la Piazza Tonda nel 1718, e fra il 27 agosto e il 22 ottobre 1797 Napoleone fece della villa il suo quartier generale.
Da non perdere: viale di castagni e cedri, villa in pietra bianca d'Aurisina con due torri, cantina storica con botti di rovere e mausoleo sul colle
Nel 1868 Elvine Ritter ricevette dal padre il colle di Russiz Inferiore come dono di nozze. Con il marito Theodor De La Tour vi piantò vitigni francesi, e i proventi del vino mantennero le sue scuole e l'orfanotrofio, fino alla fondazione nata nel 2009.
Da non perdere: torre quadrata merlata in mattoni a vista, villa settecentesca con cancello liberty e parco ad anello fra cipressi e cedri del Libano
Nel 1219 Giacomo dei signori di Buttrio consegnò il castello al podestà di Treviso, ribellandosi al patriarca Bertoldo. Nel 1306 la fortezza passò ai conti di Gorizia; nel 1900 la acquistarono i Morpurgo e nel 1994 Marco Felluga.
Nel Veneto la villa è di casa: dalla Riviera del Brenta, con Villa Widmann Rezzonico Foscari a Mira, ai colli di Este, con Villa Byron, fino a Villa Giovanelli Colonna sul Piovego e alle ville di Antonio Fogazzaro a Velo d'Astico, che entrarono nei suoi romanzi.
Il Burchiello era la barca di lusso dei nobili veneziani in villeggiatura: a remi fino a Fusina, poi tirata dai cavalli fino al Portello di Padova. Ci salirono Montesquieu, Casanova e Goethe. Il viaggio supera cinque conche e dieci ponti mobili, fra più di una settantina di ville.
Da non perdere: la Montanina unisce Liberty e Secessione viennese con tetti acuti e timpani trapezoidali; Villa Velo ha un giardino all'italiana con peschiera
A Velo d'Astico Antonio Fogazzaro si fece costruire la Montanina e ne battezzò le fonti Riderella e Modesta. Villa Velo, con la colonna venuta dalle terme di Caracalla, diventò Villa Cortis, e la villa di Seghe la villa Carrè di Elena.
Da non perdere: salone passante e finestra termale murata nel Settecento, in una delle ville palladiane UNESCO dal 1996, la più orientale
Al Donegal, vicino al canale Piavon, Marco Zeno fece trasformare da Palladio la casa della tenuta ereditata dalla moglie Lucrezia Barbo. La loggia a tre archi guarda la campagna e non la corte, e Palladio stesso descrisse la villa nei Quattro Libri, con le sue stanze a volta.
Da non perdere: affreschi del tardo Seicento con figure mitologiche in nicchia, brolo fra due rivi e Gipsoteca Rebesco inaugurata l'11 maggio 2019
Una corte murata con la casa padronale, la barchessa a loggia e l'oratorio della Madonna del Carmine sulla strada; a sud, il brolo fra due rivi. Dentro, la stanza del fuoco col caminetto del XVI secolo, la facciata affrescata e i modelli in gesso dello scultore Francesco Rebesco.