Arte & Cultura · 5 min di lettura

Le Arche Scaligere di Verona: le tombe di Cangrande I, Mastino II e Cansignorio

Le Arche Scaligere di Verona, accanto a Santa Maria Antica: le tombe di Cangrande I, Mastino II e Cansignorio e la cancellata con la scala.

Le Arche Scaligere di Verona: tombe gotiche con i signori a cavallo, dentro la cancellata accanto a Santa Maria Antica
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Le Arche Scaligere sono il complesso funerario dei Della Scala, detti Scaligeri, nel centro di Verona, accanto a Santa Maria Antica e a pochi passi da piazza dei Signori. Tre arche a baldacchino, con le statue equestri di Cangrande I, Mastino II e Cansignorio, stanno insieme ad altre sei tombe.

Il sepolcreto di Santa Maria Antica

Il complesso sorse nell'antico cimitero parrocchiale di Santa Maria Antica, la chiesa costruita nel 1185; il cimitero divenne il sepolcreto dei Della Scala, signori di Verona dal 1262 al 1387. I primi signori, Leonardino Della Scala detto Mastino I, Alberto I, Bartolomeo I e Alboino, ebbero semplici sarcofagi di marmo rosso: quello di Mastino I, del 1277, è addossato al muro della chiesa e non ha decorazioni.

Le tre arche monumentali vennero dopo, nel Trecento, ognuna con i suoi scultori. Lo storico francese Georges Duby, nel suo «L'Europa del medioevo», definì le arche «uno dei più insigni e significativi monumenti dell'arte gotica». Un massiccio recinto in pietra chiude il cimitero.

Cangrande I e l'arca più antica

Cangrande I, che ospitò Dante Alighieri e a cui il poeta dedicò il Paradiso della sua Commedia, morì a Treviso nel 1329. La sua arca, la più antica delle tre, fu innalzata dopo la morte, probabilmente entro l'anno seguente; più tardi Mastino II la fece rinnovare, e prese allora la forma gotica, con il tetto piramidale. La decorazione del sarcofago si attribuisce al Maestro di Sant'Anastasia, autore di altre sculture della città. È addossata a Santa Maria Antica e sormonta l'ingresso laterale della chiesa: un arco a sesto acuto trilobato inquadra la porta e regge il baldacchino.

Il sarcofago, decorato con motivi religiosi e militari, è sorretto da quattro cani, l'animale simbolo degli Scaligeri, che mostrano lo stemma della famiglia, una scala. Sopra il sarcofago giace la statua del signore, con la spada fra le mani; in cima al baldacchino sta la statua equestre. Il cavallo, avvolto nella gualdrappa mossa dal vento, fissa chi guarda, mentre il signore in armatura sorride e ripone la spada nel fodero: un gesto legato probabilmente alla pace che riportò dopo le lunghe guerre con le città confinanti. I veronesi vollero quel sorriso in memoria della benevolenza con cui li aveva sempre trattati. Quella statua è una copia: l'originale è stato portato al Museo di Castelvecchio per conservarlo.

Mastino II e l'arca dipinta

L'arca di Mastino II, il signore che portò i domini degli Scaligeri all'estensione più grande, fu avviata nel 1345: la volle lui stesso quando era ancora in vita, pochi anni prima di morire. Non è addossata alla chiesa: sorge in uno spazio libero e recintato ed è scolpita su quattro lati. In origine era dipinta. Quattro archi a sesto acuto, trilobati e cuspidati, reggono il baldacchino; nelle cuspidi ci sono altorilievi con scene della Genesi, e agli angoli quattro edicole ospitano statue di virtù.

Il sarcofago poggia su quattro pilastri e porta la statua distesa del signore. In cima, la statua equestre lo mostra in armatura, con l'elmo calato sul volto e le armi da torneo in mano; l'elmo è alato e sormontato da una testa di cane. Non si sa con certezza che cosa colleghi i cani agli Scaligeri: forse il cane viene dal soprannome di Mastino I, il primo signore della famiglia; altri lo mettono in relazione con il termine orientale khan, che indicava i comandanti mongoli. Anche questa statua è una copia, e l'originale sta a Castelvecchio.

Cansignorio e l'arca esagonale

Cansignorio, vissuto fra il 1340 e il 1375, governò fra trame e omicidi, eppure pensò per tempo a un sepolcro che ne tramandasse la memoria. La sua arca fu cominciata nel 1364, quando il signore era in vita, dallo scultore Bonino da Campione, che vi lasciò la firma; Cansignorio la pagò 10.000 fiorini. A differenza di quella di Mastino II, ha una base esagonale, con archi polilobati poggiati su colonne tortili. È la più ricca di decorazioni delle tre.

Anche l'arca di Cansignorio ha un proprio recinto, e sui suoi sei angoli stanno sei edicole con le statue di altrettanti santi guerrieri, fra i quali Martino, Giorgio e Sigismondo. Il sarcofago, su una base rialzata, è decorato con scene dei Vangeli, fra cui l'Incoronazione di Maria, dove assiste alla scena anche la figura di Cansignorio. In cima al baldacchino la statua equestre è l'unica delle tre con il cavallo senza gualdrappa: il signore avanza con lo sguardo fiero e impugna una lancia.

Le altre tombe e il recinto

Poco più avanti di quella di Mastino I sta, isolata, la tomba di Alberto I. Lungo il muro esterno, tre sepolture semplici sono attribuite, con qualche dubbio, a Bartolomeo I, Cangrande II e Bartolomeo II. La tomba di Giovanni, cugino di Mastino II, ha al centro la Madonna col Bambino e statue di santi negli spigoli: fu portata qui nel 1831 dalla chiesa di San Fermo Minore e sta in fondo al cimitero.

Sul recinto in pietra si alza la cancellata in ferro battuto, del 1382 circa. La fece costruire Antonio Della Scala, che vi collocò su quattro piedistalli le personificazioni della Temperanza, della Giustizia, di Verona e di Vicenza. La cancellata è decorata a ripetizione con la scala, simbolo della famiglia. Un racconto sulla «Cancellata Parlante» vuole che uno dei membri della famiglia sepolti qui amasse i rumori sinistri, e che per questo i fabbri abbiano ricevuto l'ordine di costruire la cancellata in modo che, mossa, emettesse un suono simile a un fischio.

Come arrivare

Chi arriva in treno ha la stazione di Verona Porta Vescovo a 2,2 km: in auto sono 4 minuti.

Per chi arriva in auto dalla Tangenziale Sud, l'uscita più vicina è Borgo Roma: restano 6,2 km, 8 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino alle Arche scaligere.

Info utili

Dove si trova
Verona (VR)
Coordinate
45,44364 N, 10,99893 E (Arche scaligere) · Apri su Google Maps

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