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La chiesa di San Simon a Vallada Agordina: la chiesetta nel bosco e gli affreschi di Paris Bordone

La chiesa di San Simon, a Vallada Agordina, è una chiesetta medievale nel bosco, documentata dal 1185 e affrescata da Paris Bordone nel 1549.

L'interno della chiesa di San Simon a Vallada Agordina, con gli affreschi di Paris Bordone sulle pareti
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

La chiesa di San Simon è una chiesetta isolata nei boschi di Vallada Agordina, in provincia di Belluno, a 4 km da Caviola. Documentata dal 1185, è monumento nazionale dal 1877, e dentro conserva il ciclo di affreschi che Paris Bordone, allievo di Tiziano, dipinse nel 1549.

Chiesetta nel bosco di Sachet

San Simon sorge a Sachet di Vallada Agordina, sulle pendici del Monte Celentone, in mezzo ai boschi; è in stile gotico alpino ed è dedicata ai santi Simone e Giuda Taddeo. Notizie certe se ne hanno dal 1185, quando è nominata nella bolla di papa Lucio III, ma la chiesa è probabilmente anteriore al XII secolo. Fu la prima chiesa costruita nella Valle del Biois, il luogo di culto cristiano più antico della valle; più volte rifatta, nella struttura attuale risale al 1700. La chiamano la Cappella Sistina delle Dolomiti.

Paris Bordone e il ciclo del 1549

Paris Bordone, Paris Bordon in trevigiano, nacque a Treviso il 5 luglio 1500 e lavorò con Tiziano. Le ipotesi sulla data degli affreschi di San Simon sono molte, e la più accreditata è il 1549: la posa di san Simone nel martirio riprende quella del Tantalo che Tiziano dipinse nel 1548, nota da un'incisione. Non è chiaro perché il pittore arrivò a Vallada: la tradizione vuole che si nascondesse dopo un'offesa a un patrizio veneziano, ma il Vasari ne fa il ritratto di un uomo mite, schivo e di animo nobile. È più verosimile che lo abbiano chiamato la comunità della valle del Biois e la Regola di Vallada.

Con un loggiato dipinto, Bordone fece della vecchia aula medievale una sala del Cinquecento: il loggiato sorge su uno zoccolo che imita una stoffa a strisce gialle, verdi e rosse e si apre su pendii dipinti, sulla controfacciata c'è un finto portale, e il soffitto, andato perduto, aveva forse un Giudizio universale o un Paradiso, con i simboli degli evangelisti in quattro tondi. Ci sono la cattura e il martirio dei santi Simone e Giuda, il Padre Eterno, la Natività coi pastori, l'Ultima Cena, San Giorgio e il drago, l'arcangelo Michele.

I santi non sono scelti a caso, perché ognuno era titolare di una chiesa della zona: san Sebastiano a Falcade, san Bartolomeo a Tiser, san Michele a La Valle, san Giacomo Maggiore a Gosaldo, san Cipriano a Taibon e sant'Antonio abate a Cencenighe Agordino, mentre san Martino lo era della diocesi di Belluno e del castello di Agordo. Nel martirio, accanto ai due apostoli, il tempio pagano e la statua di Cerere cadono in pezzi; sant'Antonio ha alle spalle la testa di un maiale, santa Barbara regge la torre, l'arcangelo la bilancia per pesare le anime. Nell'Ultima Cena, sotto sette archi, Giuda Iscariota nasconde dietro la schiena la borsa dei denari. Il ciclo ebbe subito eco nella valle: nel 1565 Lorenzo Paulitti ne copiò alcune figure nella chiesa di San Rocco a Celat. Bordone morì a Venezia il 19 gennaio 1571.

Calce, organo e riscoperta

Nella chiesa ci sono anche un Flügelaltar del 1525 circa e l'altare di Sant'Antonio. Il 29 luglio 1600 il vescovo Luigi Lollino vide la chiesa «tutta dipinta in modo magnifico ed eccellente», e diede ordine che le candele restassero lontane dal muro accanto all'altare di sant'Antonio, per non rovinare le pitture. Nel 1655 il vescovo Giulio Berlendis fece togliere tutto ciò che impediva di vedere il ciclo, e nel 1724 fu vietato appendere i gonfaloni ai muri, da tenere invece in un armadio nella Scuola dei Battuti; ma nel 1754 il nome di Bordone era già dimenticato, e un visitatore attribuì l'opera a «eccelsi professori».

Nel 1774 l'allargamento dell'abside fece perdere i santi ai lati e il soffitto affrescato, e il resto finì sotto uno strato di calce: serviva a rendere uguali i colori della vecchia aula e della nuova abside, non a difendersi dalla peste, come si pensava un tempo. Nel 1802 il soppalco per il nuovo organo, opera di Gaetano Callido, rovinò altre parti. Gli affreschi furono riscoperti nel 1894, e nel 1904 la Soprintendenza si impegnò a riportarli alla luce. Valerio Da Pos, il poeta di Carfon, riposa in questa chiesa.

Leggende del Monte Celentone

Una leggenda dice che sul luogo esistesse una cappella votiva forse già dal 700, legata a un cavaliere sfuggito alle persecuzioni longobarde, che si ritirò nella vallata e si prodigò nell'evangelizzare i primi abitanti. Anche il nome del Monte Celentone ha più leggende: verrebbe dall'uomo che cristianizzò il popolo agordino pagano, oppure da un centurione romano, la cui C sarebbe incisa su una lapide. In realtà la stele sembra la pietra tombale di Gian Maria Andrich, del 1729.

Schola dei Battuti e Alta Via dei Pastori

Vicino alla chiesa c'è la Schola dei Battuti, del 1350, che prende il nome da una confraternita di uomini e donne laici: curavano gli ammalati, soccorrevano i poveri e ospitavano i pellegrini, e nelle processioni andavano incappucciati, facendo penitenza col flagello. Sciolta la confraternita nel 1867, l'edificio fu usato per la dottrina fino al 1930, poi come cella mortuaria, e nella Seconda guerra mondiale come rifugio e nascondiglio. San Simon è anche l'arrivo dell'Alta Via dei Pastori, 30 km da Bogo di Cencenighe Agordino.

Domande frequenti

Come si raggiunge la chiesa di San Simon?

Ci si arriva in auto, oppure in autobus scendendo in località Sachet e proseguendo a piedi fino alla chiesa.

Info utili

Dove si trova
Vallada Agordina (BL)
Coordinate
46,36911 N, 11,93472 E (Chiesa di San Simon) · Apri su Google Maps
Orari e biglietti
sul sito ufficiale (sansimon.eu)

Fa parte di: Chiese, santuari e abbazie del Veneto