Il mostro delle acque nere è una creatura della leggenda veneziana: un enorme serpente marino che vivrebbe in una cavità sotto Punta della Dogana, a Venezia. Si dice che esca solo quando l'acqua è scura, e che il suo nemico sia il gondoliere col remo.
La cavità sotto Punta della Dogana
La leggenda vuole che sotto Punta della Dogana ci sia una grande cavità. Lì dimorerebbe una creatura simile a un serpente di mare, ma molto più grande, e schiva. Chi dice di averla vista le dà la testa di un cavallo su un grande corpo di serpente, e la testa di cavallo la lega all'Ippocampo.
Dogana da Mar fra due canali
Punta della Dogana è la punta che, come la prua di una nave, divide il Canal Grande dal Canale della Giudecca, vicino alla Basilica Santa Maria della Salute dell'architetto Baldassarre Longhena. Era la Dogana da Mar, dove arrivavano le merci dal mare. La loggia dell'architetto Giuseppe Benoni, del 1677, ha una torretta con la scultura di Bernardo Falcone: due Atlanti di bronzo inginocchiati reggono la sfera d'oro del mondo, e sopra la sagoma della Fortuna gira col vento, come un segnavento. L'edificio triangolare fu ampliato da Alvise Pigazzi nel 1835-38. Nel 2009, dopo il restauro dell'architetto Tadao Ando, diventò un centro d'arte contemporanea della collezione di François Pinault, in convenzione col Comune di Venezia.
Notti senza luna, pescatori e gondolieri
Il mostro risalirebbe in superficie solo nelle notti di luna nuova, quando l'acqua diventa scura: da qui il suo nome. Si fa vedere di rado. L'ultimo avvistamento risale al 1933, quando due pescatori di seppie dissero di averlo visto uscire dall'acqua, afferrare un gabbiano e divorarlo intero. Poi se ne sarebbero perse le tracce.
Il nemico più temuto del serpente è il gondoliere: col suo lungo remo lo terrebbe a bada, come San Giorgio con la lancia contro il drago. Grazie ai tanti gondolieri, la creatura resterebbe nella sua tana e non salirebbe mai a galla per divorare i veneziani distratti. Le volte in cui esce, soffia così forte da stendere su Venezia una nebbia spessa: un dispetto, si racconta, ai gondolieri.
Il mostro di vetro di Murano
La leggenda ha ispirato un'opera d'arte, «Il mostro della laguna», disegnata da Simona Marta Favrin ed eseguita da Nicola Moretti. È ricoperta di squame di vetro di Murano fatte a mano e immersa in una vasca d'acqua, che ricrea il suo ambiente; un impianto audio fa emergere la voce della creatura dal lento movimento dell'acqua.
