Arte & Cultura · 3 min di lettura

Palazzo Crepadona a Belluno: il palazzo di Niccolò Crepadoni, l'altana e la Biblioteca civica

Palazzo Crepadona, la casa cinquecentesca di Niccolò Crepadoni in via Ripa a Belluno, ospita la Biblioteca civica e cinque libri dipinti da Cesare Vecellio.

Palazzo Crepadona a Belluno, sede della Biblioteca civica: il cortile con il portico e il sarcofago
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Palazzo Crepadona è una dimora nobiliare del Cinquecento in via Ripa 3, fra piazza del Duomo e piazza dei Martiri a Belluno. Niccolò Crepadoni la fece unendo più case, e dal 1982 è la sede della Biblioteca civica e del centro culturale della città.

Il palazzo di Niccolò Crepadoni e le mostre

In alto c'è un'altana, che conserva forse la pianta di una delle antiche torri che si alzavano sopra le mura della città. Dentro restano parti degli affreschi originari, al piano terra e al primo piano.

Oltre alla biblioteca, il palazzo ha le sale delle mostre. A Palazzo Crepadona si sono viste le mostre sull'artista Ippolito Caffi e sullo scultore e intagliatore Andrea Brustolon, e fra il 2007 e il 2008 la mostra «Tiziano: l'ultimo atto», con molte opere di Tiziano, il pittore cadorino, e 124.333 presenze.

Il sarcofago di Flavio Ostilio, nel cortile

Sotto il portico del cortile, dal 1981, c'è il sarcofago romano di Flavio Ostilio Sertoriano e della moglie Domizia, del III secolo. Fu trovato nel 1480 scavando le fondamenta del campanile di Santo Stefano; prima di arrivare qui stette su alcune colonne in piazza del Duomo, fra la cattedrale e il palazzo del Comune, e poi accanto alla chiesa di Santo Stefano.

La Biblioteca civica

La Biblioteca civica fu istituita nel 1933: prima i suoi libri stavano insieme al Museo civico. Ebbe poi sede in piazza Castello, e da lì passò a Palazzo Crepadona. Fra i suoi documenti figurano fotografie, manoscritti musicali e libretti d'opera; fra i libri antichi ci sono 3 edizioni del Quattrocento e 126 del Cinquecento. Una sezione, la Biblioteca dei Ragazzi, è dedicata ai più giovani.

I fondi della biblioteca

I fondi della biblioteca raccontano la città dal Quattrocento al Novecento. Uno è quello delle fotografie della ditta Burloni, fondata nel 1919 da Giuseppe Burloni, che aveva imparato il mestiere a Vienna. Un altro raccoglie le locandine dei cinema di Belluno, collezionate quasi ogni giorno dal 1911 al 1914: quelle del Teatro Sociale, che prese poi il nome di teatro comunale Dino Buzzati, del Cinema-Teatro Varietà, poi diventato Cinema Italia, e del Cinematografo San Marco, che non esiste più. Gli spartiti, perlopiù inediti, scritti dal musicista bellunese Antonio Miari e da Giovan Battista Velluti, furono donati poco per volta a partire dal 1950 e sono stati digitalizzati.

I libri dipinti della Biblioteca Piloni

I pezzi più rari sono i cinque volumi della Biblioteca Piloni, dipinti dal pittore Cesare Vecellio sul taglio delle pagine. La raccolta della famiglia Piloni ne contava in origine 172: forse stava in Cadore, poi la famiglia la portò nel palazzo che aveva fatto costruire a Belluno nel 1550 e quindi nella villa di Casteldardo, a Trichiana (Borgo Valbelluna, BL), dove rimase fino al 1874.

Quell'anno la comprò Paolo Maresio Bazolle, che la portò a Venezia. Lì la libreria Ongania la vendette al bibliofilo inglese Thomas Brook, e la sua famiglia la tenne fino al 1957, quando Humphrey Brook la cedette al libraio parigino Pierre Berès: da lì i volumi furono venduti in blocco o uno per uno e finirono nelle maggiori biblioteche del mondo. Con i suoi cinque, la Biblioteca civica di Belluno occupa il secondo posto al mondo fra le biblioteche che custodiscono insieme pezzi della raccolta.

Come arrivare

La stazione ferroviaria più vicina è Belluno, a 700 metri di strada: ci si arriva a piedi.

Per chi viaggia in autostrada l'uscita più vicina è Belluno: restano 11,9 km, 13 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al Palazzo Crepadona.

Info utili

Dove si trova
Belluno (BL)
Coordinate
46,13892 N, 12,21740 E (Palazzo Crepadona) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Palazzi storici del Veneto