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Palazzo Fulcis a Belluno: il Museo civico, il salone del 1776 e il Camerino d'Ercole di Sebastiano Ricci

Palazzo Fulcis a Belluno, rifatto nel 1776 da Valentino Alpago Novello, dal 2017 è il Museo civico, con le tele di Ricci del Camerino d'Ercole.

Il salone di Palazzo Fulcis a Belluno, oggi Museo civico: pareti e soffitto affrescati e il pavimento decorato
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Palazzo Fulcis, in via Roma 28 a Belluno, è dal 2017 la sede del Museo civico. Il palazzo settecentesco della famiglia Fulcis ospita in 24 sale su cinque piani i pittori e gli intagliatori bellunesi, e al terzo piano le tre tele di Sebastiano Ricci dipinte per il Camerino d'Ercole.

La casa dei Fulcis

I Fulcis erano una delle famiglie più importanti di Belluno fin dal Trecento. Cominciarono probabilmente nel 1702 ad ampliare e decorare la casa, quando il sedicenne Pietro Fulcis divenne cavaliere dell'Ordine di Malta: di quegli anni sono l'alcova con gli stucchi tardo-barocchi e il Camerino d'Ercole, chiamato «il più bel camerino del Settecento europeo», che però sta in una parte privata del palazzo.

Il palazzo come lo vediamo nacque nel 1776, per le nozze di Guglielmo Fulcis con la contessa trentina Francesca Migazzi De Vaal. L'architetto Valentino Alpago Novello unì in un solo edificio tre case vicine, di cui almeno una era già dei Fulcis, e fece la facciata su via Roma con due portali, lo scalone d'onore e il salone a doppia altezza con il ballatoio, affrescato in quell'anno da Costantino Cedini. Sono di allora anche gli stucchi del piano nobile e i pavimenti in seminato a motivi rococò.

Un secolo dopo il palazzo cambiò ancora, forse per accogliere ospiti come Eugenio de Beauharnais e l'imperatrice Maria Luigia: sono dell'Ottocento gli stucchi di tre stanze del secondo piano, una sala affrescata in stile neorococò e una cucina, che spiega l'acquaio di pietra in una delle sale.

Il restauro e il museo

Nella seconda metà del Novecento il palazzo rimase a lungo abbandonato. Il Comune di Belluno lo comprò fra il 1982 e il 1988 e lo fece restaurare dal 2009 al 2016, con un intervento di circa 8 milioni di euro pagato dalla Fondazione Cariverona. Il museo aprì nel gennaio del 2017, con oltre 600 opere, e alcune raccolte, come i disegni, le incisioni e le ceramiche, poterono essere esposte per la prima volta.

Il Museo civico di Belluno c'era già dal 1876, nel vicino Palazzo dei Giuristi: l'idea risaliva al 1872, quando il medico Antonio Giampiccoli aveva regalato alla città la propria raccolta di dipinti. Nel Palazzo dei Giuristi è rimasta la sezione archeologica.

I pittori, da Matteo Cesa a Ippolito Caffi

Le sale vanno dalla fine del Trecento alle soglie del Novecento. Ci sono Simone da Cusighe e il trittico di Matteo Cesa, le Madonne di Bartolomeo Montagna, Palma il Giovane, Domenico Tintoretto e Francesco Frigimelica, e i frammenti degli affreschi di Jacopo da Montagnana e Pomponio Amalteo staccati dalla Caminata, la sede dell'antica Comunità di Belluno, ricostruita come tribunale fra il 1838 e il 1840.

Il Settecento è quello dei paesaggi di Marco Ricci, dei Diziani e di Giuseppe Zais. Ippolito Caffi, pittore e patriota nato a Belluno, è presente con «Venezia con la neve» e con una veduta della sua città col monte Dolada. Di Andrea Brustolon, «il Michelangelo del legno», il museo ha il Crocefisso, una cornice con putti, bozzetti in terracotta e disegni; accanto, le sculture del suo allievo zoldano Valentino Panciera Besarel.

Le tele di Sebastiano Ricci, nel granaio

Le tre tele mitologiche che Sebastiano Ricci dipinse per il Camerino d'Ercole, la «Caduta di Fetonte», «Ercole e Onfale» ed «Ercole al bivio», stanno al terzo piano, in quello che era il granaio del palazzo, l'unica sala abbastanza grande per ospitarle. La «Caduta di Fetonte» è l'opera simbolo del museo.

Ci sono poi raccolte esposte solo in parte: le tavolette votive del Sette e Ottocento, le porcellane italiane ed europee della collezione Zambelli-Perale, i gioielli dell'oreficeria bellunese della raccolta Prosdocimi-Bozzoli, le placchette di bronzo rinascimentali, i disegni e le incisioni.

Come arrivare

In treno si scende alla stazione di Belluno: da lì al Palazzo Fulcis sono 1,3 km, da fare a piedi.

In auto, dall'autostrada si esce all'uscita di Belluno: poi 11,8 km, 12 minuti di guida.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al Palazzo Fulcis.

Info utili

Dove si trova
Belluno (BL)
Coordinate
46,14004 N, 12,21754 E (Palazzo Fulcis) · Apri su Google Maps

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