Arte & Cultura · 3 min di lettura

Il Parco Treves a Padova: il giardino romantico di Giuseppe Jappelli fra la Basilica del Santo e l'ospedale

Il Parco Treves de' Bonfili a Padova, fra il Santo e l'ospedale: il giardino all'inglese di Giuseppe Jappelli con il tempietto, le cariatidi e la ghiacciaia.

Il Parco Treves a Padova: il giardino romantico di Jappelli con il tempietto rotondo, le statue e il ponticello sul canale
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Il Parco Treves de' Bonfili è un giardino ottocentesco di Padova in stile romantico all'inglese, fra la Basilica del Santo e l'ospedale. Il progetto è di Giuseppe Jappelli, l'architetto del Caffè Pedrocchi, ed è il primo parco progettato per la città.

Giardino di un palazzo

Il parco fu commissionato dai fratelli Isacco e Jacopo Treves de' Bonfili e realizzato fra il 1829 e il 1835 come giardino privato del palazzo di famiglia, che stava accanto. Jappelli sfruttò gli spazi fra l'ospedale vecchio e le mura cinquecentesche, dentro l'ampia fascia di verde che segue il sistema fortificato della città. In origine era anche un orto botanico privato, fra i primissimi in Italia, ricco di specie varie e rare, a poca distanza dall'Orto botanico pubblico. Vi si entra da via Bartolomeo d'Alviano, di fianco a Porta Pontecorvo, detta anche Porta Liviana.

Il giardino segue il gusto eclettico che Jappelli, autore anche del Pedrocchino, aveva già usato altrove, e aderisce in tutto al naturalismo romantico dei giardini inglesi. I viali sono irregolari, si sale e si scende di continuo, e tutto sembra casuale: in realtà ogni curva è studiata per aprire all'improvviso una veduta inattesa. Dai vialetti e dai ponticelli, un tempo, si vedevano le cupole della Basilica del Santo.

Tempio, grotta e pagoda

Nel 1834, con i lavori quasi finiti, Tullio Dandolo descrisse così il parco. Su una piccola collina sorgeva un tempio greco, corinzio, a pianta circolare, con la cupola di bronzo e in cima un gruppo di sculture di Luigi Zandomeneghi; sotto c'era la ghiacciaia, collegata con un cunicolo alle cantine del palazzo Treves. Un cippo con due cariatidi nascondeva la pompa che tirava su l'acqua per irrigare.

A sinistra del tempietto c'era una serra di vetro e ferro, a sud lo spiazzo del maneggio con una gradinata in pietra di Vicenza. Il canale Alicorno attraversava il giardino, e di qua dall'acqua si apriva la Grotta dell'Alchimista, con finti fossili e scheletri di animali. Per la casa del giardiniere fu scelta la forma di una tomba dei Templari in rovina, e da una pagoda si passava all'uccelliera cinese. Poco lontano, scriveva Dandolo, sorgevano «un pastoral casolare ed un romano monumento». C'erano anche una tribunetta in pietra di Nanto e un imbarcadero sul canale.

Macerie e abbandono

Fra lavori e passaggi di proprietà il giardino cambiò aspetto più volte, e nel 1940 fu messo sotto la tutela della Soprintendenza.

Nel 1942-43 la seconda guerra mondiale fu un disastro per il parco: gran parte dei manufatti ornamentali andò distrutta e gli alberi furono abbattuti, anche per scaldarsi. Nel dopoguerra i detriti finirono nell'area del maneggio, che si alzò di circa due metri, le grotte crollarono e il vicino ospedale usò il giardino come discarica. Il disegno di Jappelli era quasi irriconoscibile. Qualche anno dopo la guerra il Comune di Padova prese in consegna il parco e, dopo una prima sistemazione, lo aprì al pubblico.

Restauro e resti dell'Ottocento

Il restauro cominciò nel 1996, su progetto dell'architetta Paola Bussadori con l'ingegnere Giuseppe Ghirlanda. I progettisti si basarono sui manuali botanici dell'Ottocento per piantare alberi dalle foglie di forme e tinte diverse, fra cui la Sterculia firmiana, che a Padova si trovava in molti giardini di quel secolo. Nacquero le collezioni di rose antiche e moderne, di ortensie e di peonie; si aggiunsero rododendri, azalee e narcisi. Gli scavi riportarono alla luce il pavimento in cocciopesto della vecchia serra delle palme e l'alveo della cavallerizza; tornarono a vedersi anche l'imbarcadero, la tribunetta e la scaletta della lavandaia.

Il parco misura 9.600 metri quadrati. Dell'Ottocento restano il tempietto con la ghiacciaia sottostante, la casa del giardiniere e il cippo delle due cariatidi; il ponticello di ferro fra le due rive è stato ricostruito.

Come arrivare

Chi arriva in treno ha la stazione di Padova a 5,6 km: in auto sono 8 minuti.

Per chi viaggia in autostrada l'uscita più vicina è Padova Est: restano 6,7 km, 10 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al Giardino Treves.

Info utili

Dove si trova
Padova (PD)
Coordinate
45,40210 N, 11,88500 E (Giardino Treves) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Giardini storici e orti botanici del Veneto