Arte & Cultura · 9 min di lettura

Street art a Padova: i murales di Kenny Random, l'Arcella e la biennale Super Walls

La street art a Padova: i murales di Kenny Random fra via Roma e l'Arcella, la biennale Super Walls e i muri dipinti per gli operatori sanitari.

Street art a Padova: un vicolo con l'omino col cappello e il gatto di Kenny Random e un murale di farfalle
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Padova non è solo la città degli affreschi di Giotto. Nei vicoli del centro, all'Arcella e perfino sulle pareti dell'ospedale ci sono murales a non finire, e andarli a cercare è un modo diverso di girare la città: si comincia da Kenny Random e dal suo uomo nero col cilindro.

Kenny Random, l'uomo col cilindro

Dietro il nome d'arte c'è il padovano Andrea Coppo. Ha cominciato negli anni Ottanta, con figure antropomorfe e stencil, e lavora di solito di notte. Il suo segno è inconfondibile: la sagoma di un uomo nero con il cappello a cilindro, spesso accompagnato da un gattino e da un uccellino. Con il tempo le sue opere si sono fatte romantiche e malinconiche, spesso con messaggi positivi, con richiami a Magritte e a Picasso e personaggi che ricordano i cartoni animati, come Snoopy. Artribune scrive che nei mesi della pandemia quella sagoma scura è stata un conforto per chi passava e per chi lo seguiva.

I suoi graffiti vengono salvati anche quando i palazzi si ristrutturano, e con i «The Gift» nasconde per la città opere inedite e le regala a chi le trova. Non mancano però i vandali, che ne hanno rovinato più d'una.

Indirizzi dell'uomo nero

I murales di Kenny Random sono sparsi soprattutto fra via Roma, via Sauro, via Sant'Agnese e l'Arcella. Fra via Manin e via Monte di Pietà c'è forse il più famoso, il bacio malinconico fra due innamorati sotto gli occhi del gattino e dell'uccellino. In piazza dei Signori, quasi sotto la Torre dell'Orologio, «L'amore al tempo dei social» usa gli elementi della strada come parte del disegno. In via Roma, verso Prato della Valle, ci sono le farfalle di «Butterflies»; in via del Risorgimento un uomo nero con una farfalla blu, del 2011, ricorda il Kenny Random delle origini; in via Lucatello l'uomo nero si chiede se è questa la vita che sognava, e in via Rezzonico suona la tromba.

Più lontano dal centro, «We are coming», anch'esso del 2011, è in via Domenico Campagnola, accanto al Collegio San Marco. In via Vicenza «Keep on dreaming» mostra l'uomo nero che porta sottobraccio un quadro simile all'«Empire des Lumière» di Magritte. «L'amore a distanza» sta in via Alvise Cornaro, vicino al cancello del Club Sommozzatori, e «The musician» si vede alla Specola, dall'alto del ponte Sant'Agostino o scendendo la scaletta verso il canale.

Nella zona industriale ci sono «The lonely traveler» in via Quinta Strada, che riprende un murale molto più grande in cui il viaggiatore solitario vola su una colomba bianca sopra un filo spinato, e un «Ritratto» in via Seconda Strada. In corso Australia, vicino al Gran Teatro Geox, «The dreamer» guarda un grande cuore di graffiti bianchi, rosa e rossi. Nell'inverno del 2020, sul muro del cinema Astra all'Arcella, comparve «Dripping Rainbow»: l'uomo nero che si porta via sottobraccio l'arcobaleno a cui la città si era aggrappata nei mesi prima. In via Santa Lucia, in «Strani incontri», gli avatar di Kenny Random e di Tony Gallo si guardano l'uno di fronte all'altro.

Alessio B e Tony Gallo

Alessio B, al secolo Alessio Bedin, usa tecniche sempre diverse e dipinge soprattutto bambini: si tengono per mano, guardano le stelle, liberano colombe, annaffiano cuori. La sua «Butterfly dream», la ragazza con il cuore di farfalle, è in via Pietro d'Abano, a due passi da piazza della Frutta; in via Nazario Sauro «Grow love» mostra un bambino che annaffia una pianta d'amore, e in via Roma, vicino alla Galleria Storione, c'è «4ever». In via Rodi 1 «Look at the stars» rende omaggio alla Cappella degli Scrovegni, e di sera le sue stelle in rilievo si illuminano al buio.

Intorno all'ospedale ce ne sono diversi. Appena passata la sbarra d'ingresso, sulla parete di fronte alla rampa del monoblocco, c'è la sua infermiera in versione Wonder Woman, con mascherina e stetoscopio, dedicata a chi ha lottato contro il Covid-19; in via Gattamelata 11, sul fianco della Fondazione Foresta, «Together we can!», dipinto nel giugno 2021, ha due bambini che reggono fra le mani un mondo da proteggere. Davanti alla clinica ginecologica «Off the wall» ha la bambina che libera una colomba, lo stesso tema che in via Tiziano Vecellio, all'Arcella, lascia dietro la colomba una scia arcobaleno.

La bimba che soffia su un dente di leone, «Blow», è in corso Stati Uniti 14 e in via dell'Ippodromo, sul muro di una pasticceria; «Butterfly» è in viale Stazione.

Tony Gallo, cioè Alberto Tonello, classe 1975, ex parrucchiere e musicista in una band, dipinge figure antropomorfe che si confondono con alberi e animali, quasi sempre in grande formato, e a volte con sculture che escono dal muro. In piazzetta Bussolin, vicino a via Giotto, «The Dream» occupa tre pareti di palazzi vicini e racconta il sogno di una famiglia perfetta; in piazza Gasparotto, dove ci sono gli orti cittadini, «Downtown» è nato per riqualificare una zona degradata. In via Savonarola 80 «Dritto al cuore», del 2017, ha un uomo che ritaglia uccellini di carta che volano verso una gabbietta di carta; in via Gradenigo 10, al Portello, «Le vie dell'acqua», del 2019, parla dell'acqua come mezzo di comunicazione.

Ci sono poi «Io un giorno diventerò grande» in via Dondi dall'Orologio, «Ti amo» in via Antonio Grassi e, in via Prima Strada, un murale che corre per più di un isolato. Nel 2018 ha dipinto sulle facciate dell'oncologia pediatrica dell'ospedale una scatola di cartone con la scritta «fragile», piena di bambini; in viale Stazione, dietro un suo murale, un albero vero spunta proprio dove c'è quello dipinto.

Escuela Antigua Disciples

La street art padovana ha radici nei primi anni Novanta, quando i writer dell'Arcella, raccogliendo il vento che arrivava dagli Stati Uniti, cominciarono a studiare sul serio lettere, geometrie e prospettive. Ne nacque la EAD Crew, la Escuela Antigua Disciples, con Peeta, Boogie, Zagor, Joys, Made, Axe, Orion e Yama. Fu una delle prime crew italiane e, a differenza di molte altre legate al quartiere, accolse membri da Venezia, da Vicenza e perfino da Torino; ha fatto di Padova un riferimento per il lettering e l'arte astratta.

Nel 2005 la città ospitò il primo Meeting of Styles in Italia, un raduno internazionale di artisti, una jam, che per qualche giorno di giugno mescolò spray, breaker e musica: allora quegli artisti si muovevano al confine fra legalità e illegalità. Nel 2014 dalla EAD nacque AHEAD, il progetto che ha trasformato le facciate grigie delle case popolari di periferia in opere monumentali: i primi muri sono di Joys e Made in via Fratelli Carraro 33, in zona Ippodromo, poi vennero Zagor in via Stella 8 e Axe in via Pizzamano.

Super Walls, la biennale

Super Walls, la Biennale di Street Art, è nata nel 2019 e non si concentra in un quartiere: edifici pubblici e privati, scuole, palestre, supermercati e case mettono a disposizione le facciate, e gli artisti lavorano per due settimane sotto gli occhi di tutti. La seconda edizione, nel giugno 2021, durò sedici giorni ed ebbe per tema la rinascita: 40 autori, tredici dei quali donne, arrivati da cinque Paesi europei, dipinsero 35 superfici fra Padova, Abano Terme e altri comuni come Albignasego, Limena e Mestrino.

Dalla Francia arrivarono Nerone, Anna Conda e David Karsenty, dall'Olanda Jdl e Nina Valkhoff, dalla Spagna le Medianeras e dalla Germania Julia Benz; con loro dipinsero gli artisti del posto, fra cui Joys, Orion, Axe, Peeta, Yama, Shife, Alessio-B e Tony Gallo.

Le opere di quell'anno parlano di natura che rinasce: la cicogna di Alessandra Carloni, la fenice di Anna Conda, la muta di Nuriatoll, il leopardo nebuloso di Nina Valkhoff, rivisto in natura in Thailandia dopo vent'anni. Paolo Psiko dipinse una sala operatoria, omaggio a medici e infermieri, e su una parete dell'ospedale universitario l'olandese Judith de Leeuw un abbraccio: quello fra il suo fratello adottivo e la fidanzata, gravemente malata di cancro, che lui poi ha sposato. All'ospedale sono anche le illusioni prospettiche di Medianeras e la scena di dolcezza fra due innamorati di Kenny Random.

La terza edizione, nel 2023, parlò di rispetto, con 37 murales di 31 artisti; la quarta, dal 17 maggio al 1° giugno 2025, del sogno, con 38 murales di 29 artisti a Padova e in altri comuni della provincia, da Cadoneghe a Piove di Sacco. Entrambe furono curate dal gallerista Carlo Silvestrin con la critica d'arte Dominique Stella; quella del 2025 fu promossa dall'associazione Cimi e dal Comune di Padova.

Intorno alla biennale ci sono altri muri. Nel 2019 il torinese Vesod reinterpretò il «Compianto sul Cristo morto» di Giotto in «Compianto, tra spirito e materia»; nel 2021, sul liceo Marchesi-Fusinato nel quartiere Palestro, il venezuelano Koz Dos dipinse uomo e natura con il cielo stellato di Giotto e la pianta dell'Orto Botanico. All'università, in via Venezia, il francese Nerone ha coperto la facciata di fiori enormi e neon, e Mrfijodor ha lasciato un murale sul consumismo sulla palestra della scuola Andrea Briosco.

Arcella, il quartiere dei muri

L'Arcella, dietro la stazione, è il quartiere dove l'arte di strada padovana è nata; c'è chi lo paragona a Kreuzberg, a Berlino. Si comincia già dal cavalcavia Borgomagno, dipinto a più mani da Orion, Dado, Jeos e altri. Al Parco Piacentino, all'ingresso, ci sono opere di Axe, Tony Gallo, con «Freedom», e Made514, con la sua volpe; dentro, una piccola hall of fame della EAD, e nel campo da calcio un muro di Joys. Via Buonarroti è la strada più ricca: le cabine elettriche dipinte da Shife e Alessio-B, un'opera di David Karsenty, un grande muro di Peeta e un lavoro di C0110 dedicato alle donne. In via Tiziano Minio la cascata di Made514 è dipinta con vernice che cattura lo smog.

All'incrocio fra via Gennari e corso Tre Venezie c'è il Kobe Bryant di C0110, con un campo da basket rigenerato intorno; in via Tiziano Aspetti, nel 2022, Zed1 ha reso omaggio a un vecchio abitante del palazzo. Al Parco Milcovich ci sono opere di artisti internazionali e la Casetta Zebrina firmata da Made514 ed Etnik; al Palasport ci sono «Tutti» di Tony Gallo e un muro di MrFijodor, e da quelle parti un murale lungo 70 metri, di Acme107 e SteReal. Nel quartiere l'artista romano Maupal ha dipinto una caffettiera per la Divina Commedia, nel settimo centenario della morte di Dante: l'inferno, il purgatorio e, nello sbuffo della moka, il paradiso.

In centro, il parcheggio interrato Park Porte Contarine, in Riviera dei Mugnai, è diventato dal 2023 il Secret Garden, una galleria permanente ispirata a Padova Urbs Picta, voluta da APS Holding e dall'associazione Arcellatown col Comune: ci hanno dipinto Yama, Fabio Petani, Andrea Casciu, Kiki Skipi, Refreshink, C0110 e Tony Gallo. Dal progetto sono venuti anche Secret Giotto, che lega il parcheggio alla Cappella degli Scrovegni, e il Secret Tram, dipinto da C0110.

Come arrivare

Chi arriva in treno ha la stazione di Padova a 2,6 km: in auto sono 4 minuti.

Per chi viaggia in autostrada il casello più vicino è Padova Ovest: restano 6,1 km, 5 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al centro del comune.

Info utili

Dove si trova
Padova (PD)
Coordinate
45,40778 N, 11,87333 E (centro di Padova) · Apri su Google Maps

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