La Tipoteca Italiana è un museo della stampa e del design tipografico a Cornuda, in provincia di Treviso, negli spazi dell'ex chiesa e dell'ex foresteria del Canapificio Veneto. Nelle sue sale ci sono oltre 5000 famiglie di caratteri, di piombo e di legno, e centinaia di macchine per stampare.
Il Canapificio Veneto sulla Brentella
Cornuda è un comune a un passo dal Piave. Il Canapificio Veneto, in via Canapificio 3, cominciò a produrre corde e spaghi nel maggio 1883. Era un vasto stabilimento sulla sponda destra del canale Brentella, sotto le colline trevigiane, e dalla fine dell'Ottocento agli anni Sessanta del Novecento vi lavorarono migliaia di operai e soprattutto di operaie, che facevano filati e spaghi. Del canapificio resta un complesso importante di archeologia industriale.
Silvio Antiga e la lettera ai tipografi
Dietro la Tipoteca c'è una famiglia di tipografi, gli Antiga, e la fondazione è privata. Silvio Antiga, nato in provincia di Treviso nel 1945, cominciò a lavorare da ragazzo in una piccola bottega, passò poi a una delle più grandi aziende grafiche del tempo, e nel 1968 aprì una tipografia sua in una stanza della casa di famiglia, nei pressi di Cornuda; in pochi anni la tipografia crebbe e diventò Grafiche Antiga.
Già negli anni Ottanta, quando le apparecchiature ottiche e digitali prendevano il posto del piombo, Silvio aveva cominciato a mettere da parte i vecchi attrezzi del mestiere. Negli anni Novanta, col digitale ormai arrivato, capì che il materiale delle tipografie sarebbe andato perso e scrisse una lettera a tutti i tipografi italiani: se avessero chiuso, avrebbe raccolto lui caratteri e macchine. Nel 1995 i fratelli Silvio, Mario e Carlo, uniti nel ricordo di Franco, costituirono la fondazione, e nel 2002 il museo aprì al pubblico.
Torchi, presse e monotype
La Tipoteca occupa 3000 metri quadrati ed è insieme archivio e biblioteca, museo e galleria, stamperia e auditorium. Le famiglie di caratteri, molte rare o uniche al mondo, sono per lo più dell'Ottocento o più recenti; fra caratteri di legno, di piombo e matrici di rame si contano circa diecimila pezzi, liberati dall'inchiostro e sistemati in decine di cassetti. La biblioteca ha 5000 titoli fra pubblicazioni e campionari.
La mostra permanente è una fila di macchine silenziose che si guardano anche dall'alto, da passerelle sopraelevate: monotype revisionate e funzionanti, una parete di tastiere con i caratteri per i libri di matematica e di chimica, torchi e presse, punzoni di fine Settecento. Ogni tanto si aggiungono macchine nuove, raccolte in tutta Italia e restaurate fino a funzionare di nuovo, e spesso vengono rimesse in moto per progetti culturali, didattici e professionali. Il cuore del museo è la collezione di caratteri, matrici e punzoni; le cassettiere che la contengono sono già da sole un incontro fra funzione e bellezza, in un edificio di grande fascino arricchito da soluzioni di design.
I tipografi e i nativi digitali
Quando il museo aprì, i fondatori pensavano soprattutto a tipografi e stampatori. Dieci anni dopo parole come font e Times New Roman erano diventate di tutti, e la Tipoteca se ne accorse con una mostra sulla scrittura dei Veneti antichi: da allora parla anche ai nativi digitali, che i caratteri di legno o di piombo non li hanno mai visti ma ne usano ogni giorno le evoluzioni. Per il museo la tipografia si muove così fra l'inchiostro e i pixel, fra la carta e lo schermo, fra l'analogico e il virtuale. Con Adobe ha riportato sul mercato font digitali nuovi nati da caratteri storici italiani. Un'ala è la stamperia laboratorio, dove si imparano il letterpress, la calligrafia e la legatoria, coi torchi a mano, le casse tipografiche e i compositoi del tipografo.
Il premio americano del 2023
Il 28 gennaio 2023 l'American Printing History Association di New York ha dato alla Tipoteca il suo premio istituzionale, quello per gli organismi che l'associazione, nata nel 1974, assegna dal 1985, insieme all'International Printing Museum di Carson, in California. L'associazione promuove lo studio della storia della stampa e dei mestieri legati, dalla calligrafia alla fusione dei caratteri, dalla legatoria all'illustrazione; dal 1976 dà un premio annuale a chi contribuisce allo studio, alla conservazione o alla diffusione di quella storia, all'inizio solo a singole persone. Alla Tipoteca l'hanno dato per il suo lavoro di didattica, formazione e divulgazione del patrimonio tipografico italiano.
Fu la prima volta che il premio andava a un'istituzione italiana, e la Tipoteca fu la quinta realtà europea a riceverlo, dopo la St. Bride di Londra nel 1989, il Gutenberg Museum di Mainz nel 2000, il Plantin-Moretus di Anversa nel 2002 e la stamperia inglese The Whittington Press nel 2009. Nei suoi primi vent'anni il museo ha avuto più di 200 mila visitatori, fra studenti e appassionati di stampa, tipografia e design.
